Introduzione: Website & Search Optimization nell’era dell’AI
Come avevamo detto negli articoli precedenti della nostra rubrica Website e Search Optimization nell’era dell’AI, con l’avvento della Generative AI sta cambiando il nostro modo di rapportarci con i motori di ricerca. È notizia di questi giorni il rilascio di AI Overviews da parte di Google in Italia, e anche questo è un passo in un percorso di evoluzione del modo in cui ci rapportiamo con le ricerche che è probabilmente lontano dalla sua conclusione.
Nessuno, nemmeno Google e OpenAI, sa ancora dove si arriverà, e questo è dimostrato dai tanti rilasci ed esperimenti che stanno svolgendo in questi mesi, ma è ormai chiaro che la SEO non morirà nemmeno questa volta. Quello che sta lentamente cambiando è l’interfaccia dei motori di ricerca e il modo in cui interagiamo con essi, mentre il motore sottostante che è stato perfezionato negli ultimi 25 anni, ossia l’indicizzazione e soprattutto la classificazione dell’autorevolezza delle fonti, rimarrà indispensabile anche per i motori AI based. Per questo ci domandiamo: “Chi è pronto per la Generative SEO?”.
Oggi analizziamo il settore delle Business School e i principali player presenti sul mercato.
Nel presente articolo non abbiamo pubblicato i risultati dei singoli siti per nessuno dei parametri analizzati. Siamo disponibili a fornire ulteriori informazioni e dati di dettaglio a chi ne farà richiesta contattandoci ai riferimenti che si trovano in fondo all’articolo.
Business School in Europa
La natura e l’utenza internazionale delle Business School sono aspetti fondamentali del settore, che non possono essere trascurati in un’analisi di questo tipo.
Per questo motivo, lo studio non si è limitato solo al panorama italiano, ma ha preso in considerazione anche il contesto europeo, analizzando i principali mercati di riferimento. Nella parte conclusiva dello studio, verrà effettuato un confronto tra le Business School italiane ed europee per valutare l’impatto dei player esteri e la concorrenza esercitata verso le Business School italiane più competitive.
Il settore delle Business School
Abbiamo individuato e analizzato 10 delle Business School più visibili in Italia a livello organico. Sebbene abbiano differenze anche sostanziali di costo e di target, questi siti presentano diversi punti di contatto e sovrapposizione, in particolare per ricerche fondamentali per il settore, come MBA, Doctor of Business Administration, Master Executive e altri temi correlati.
In molti casi, la competizione non è solo tra le Business School, ma si estende anche alle Università e ai Portali di Formazione online, con una forte sovrapposizione nei risultati di ricerca.
24 Ore Business School |
https://www.24orebs.com/ |
Bologna Business School |
https://www.bbs.unibo.eu/ |
MIP Graduate School of Business |
https://www.gsom.polimi.it/ |
Luiss Business School |
https://businessschool.luiss.it/ |
SDA Bocconi |
https://www.sdabocconi.it/ |
MIB Trieste School of Management |
https://mib.edu/ |
ALTIS (Cattolica) |
https://altis.unicatt.it/ |
LIUC Business School |
https://www.liucbs.it/ |
Roma Business School |
https://romebusinessschool.com/ |
RCS Academy |
https://rcsacademy.corriere.it/ |
Abbiamo misurato ogni sito per una serie di parametri principali, 19 in ambito SEO, 7 in ambito CRO, e abbiamo raccolto i dati di visibilità dei siti e degli altri player che si posizionano sulle stesse chiavi di ricerca per 7 aree semantiche principali.
I parametri sono stati scelti in base all’impatto stimato sui risultati e alla possibilità di effettuare misure quantitative oggettive o reperire dati affidabili. Ovviamente non possono sostituire un’analisi completa, ma trattandosi dei parametri più importanti, forniscono una lettura affidabile della situazione dei siti del settore.
Sono state analizzate le seguenti tematiche:
- Ottimizzazione SEO tecnica: performance e Core Web Vitals, errori 4xx e 5xx, responsive design
- Autorevolezza SEO: Domain Authority, numero di domini linkanti, numero totale di backlink, qualità dei domini di riferimento
- Ottimizzazione SEO semantica: page title, titolo H1, meta description, word count
- Rilevanza e affidabilità dei contenuti: firma autore, pagina di biografia, contatti, redazione e contenuti duplicati
- Conversion Rate Optimization: ricerca interna, FAQ, metodi di contatto, recensioni, numero di campi e campi obbligatori nei form e i passaggi necessari per l’acquisto.
Per quanto riguarda le aree semantiche abbiamo raggruppato più di 200 keyword all’interno delle seguenti aree semantiche: Business School, Master, MBA, DBA, Executive, Leadership & Management, Rankings.
1. Ottimizzazione SEO tecnica
Per l'analisi dell'ottimizzazione SEO tecnica, al fine di garantire la standardizzazione, non sono stati presi in considerazione diversi aspetti potenzialmente rilevanti, come il file robots.txt, la sitemap.xml, l’uso di JavaScript, la duplicazione di contenuti, la canonicalizzazione, la gestione di siti multicountry/multilingua e l’implementazione di dati strutturati, per citare solo i più significativi.
Performance e Core Web Vitals
I Core Web Vitals sono un insieme di metriche sviluppate da Google per valutare la qualità dell'esperienza utente su un sito web. Queste metriche si concentrano su tre aspetti fondamentali della performance: la velocità di caricamento, la reattività e la stabilità visiva del contenuto. I CWV sono tra i parametri più rilevanti nell’ottimizzazione tecnica, tema su cui Google ha insistito costantemente negli ultimi anni. Si ritiene probabile che continueranno a essere un criterio essenziale per la visibilità su Google, anche nel caso di risposte generate tramite intelligenza artificiale.
Largest Contentful Paint
Il Largest Contentful Paint (LCP), misura il tempo necessario per caricare l’elemento più pesante della pagina.
Tra i 10 siti analizzati, 6 superano la valutazione di Google, 3 presentano margini di miglioramento e solo una homepage non soddisfa i requisiti di PageSpeed Insights.
La causa principale di questi risultati negativi è frequentemente una scarsa ottimizzazione delle immagini che risultano troppo pensanti.

Interaction to Next Paint
L'Interaction to Next Paint (INP) è il parametro che misura la velocità di interazione degli elementi in pagina. Introdotto da Google nel marzo 2024, l’INP sostituisce il precedente First Input Delay.
È uno dei parametri su cui è più difficile intervenire, ma fortunatamente nessuna delle homepage analizzate rientra nella fascia critica definita da Google e solo 2 siti su 10 necessitano di miglioramenti.

Cumulative Layout Shift
Il Cumulative Layout Shift (CLS) misura gli spostamenti visivi nella pagina durante il caricamento di elenti, un aspetto particolarmente fastidioso per gli utenti. Questo problema si presenta più frequentemente sui siti editoriali, dove il caricamento di elementi esterni (come gli annunci pubblicitari) può influenzare il layout.
In questo caso, 2 homepage registrato valori critici, che andrebbero senz’altro corretti, mentre le restanti 8 hanno ottenuto un punteggio positivo, pari o inferiore a 0,1.

Core Web Vitals nelle pagine interne
Oltre alle homepage, abbiamo esaminato una pagina interna rappresentativa per ciascun sito, generalmente dedicata ai corsi o ai master disponibili.
Nel complesso, i risultati ai Core Web Vitals sono positivi, senza criticità evidenti nelle metriche. L’unico aspetto che richiede attenzione riguarda l’LCP, dove metà dei siti analizzati presentano margini di miglioramento.



Errori 4xx e 5xx
Gli errori HTTP si riferiscono a problematiche che sorgono alla richiesta di una pagina da parte del browser e riguardano la risposta del server che la ospita.
- Gli errori 4xx sono di tipo client-side, ad esempio il 404 (Not Found), che indica che la risorsa richiesta non è stata trovata.
- Gli errori 5xx sono server-side e segnalano problemi sul server che impedisce di soddisfare la richiesta.
Per quanto riguarda gli errori 4xx, nessuno dei siti analizzati ne è completamente privo. 6 siti su 10 presentano un'incidenza compresa tra lo 0% e lo 0,5%, che si ritiene non grava, mentre i restanti 4 superano questa soglia. Sebbene un certo numero di errori di questo tipo siano considerati fisiologici, un’incidenza elevata potrebbe indicare problemi più rilevanti che richiederebbero un'analisi approfondita.

Solo 2 siti su 10 presentano errori 5xx. Si tratta di errori tendenzialmente più gravi, che possono anche essere temporanei (ma noi facciamo più rilevazioni nel tempo) e quindi più rari. I siti che ne risentono dovrebbero porvi rimedio al più presto.

In sintesi, mentre gli errori 5xx sono gestiti in modo adeguato dalla maggioranza dei player, gli errori 4xx risultano più frequenti del normale e distribuiti in modo consistente tra i siti esaminati. In molti casi, è possibile adottare soluzioni più efficienti rispetto al semplice errore 404, come il redirect 301, fondamentale per preservare il valore dei backlink e il trust delle vecchie URL, oppure l’uso del codice 410, che è più appropriato del 404 per indicare pagine definitivamente rimosse.
Responsive design
Un sito si definisce responsive quando le sue pagine (URL) si adattano automaticamente a schermi di dimensioni diverse, come quelli di computer, tablet o smartphone. Sebbene questo aspetto influisca indirettamente sulla SEO, semplifica la gestione delle URL e riduce il rischio di errori. È una scelta oggi universalmente condivisa, in quanto riduce significativamente anche i costi di manutenzione tecnica del sito, ma raramente capita ancora di trovare siti non responsive.
Tutti i siti analizzati sono responsive.
2. Autorevolezza SEO
L’autorevolezza o trust SEO di un sito web è un parametro complesso che rappresenta la fiducia che Google ripone nel sito stesso in relazione ad un determinato argomento. La valutazione dell’autorevolezza si basa su molti fattori, tra cui l'affidabilità del contenuto, la rilevanza dell’autore rispetto ai temi trattati, le menzioni del brand e la riconoscibilità del brand come entità anche in relazione ad altre entità e, soprattutto, la qualità e la quantità dei backlink.
I backlink sono i link provenienti da siti esterni che rimandano al sito in questione e sono considerati da Google come referenze positive. Questo meccanismo, che è alla base del successo di Google negli ultimi 25 anni, continua ad essere alla base della valutazione di rilevanza di una pagina (e di un sito) in relazione ad un argomento.
Un alto livello di trust è fondamentale, poiché i motori di ricerca come Google tendono a privilegiare nei loro risultati siti considerati affidabili e autorevoli. Anche i motori AI, tramite il processo di RAG (Retrieval Augmented Generation) sfruttano queste valutazioni per organizzare le risposte.
Domain Authority
La Domain Authority è un punteggio creato dal tool SemRush (uno degli strumenti usati per le rilevazioni) che misura l’autorevolezza di un dominio nei motori di ricerca.
Una parte significativa dei siti analizzati presenta un Authority Score compreso tra 35 e 55, mentre l’altra metà supera questa soglia, classificandosi tra i domini più autorevoli. Solo due siti registrano un valore inferiore a 35.

Numero di domini di riferimento
Il numero di domini che presentano link verso un sito è un indicatore della qualità del profilo dei backlink: non è infatti importante solo avere molti link in entrata, ma anche riceverli da una varietà di siti differenti.
8 siti su 10 presentano al massimo 2.000 domini di riferimento, e mostrano quindi margini di miglioramento nell’acquisizione di backlink. Solo 2 superano la soglia dei 2.000, mentre nessuno ha più di 10.000 domini di riferimento.

Numero di backlink
Sebbene la semplice quantità di backlink sia un valore sempre meno considerato, anche su questo fronte i risultati suggeriscono margini di miglioramento: più della metà dei siti analizzati si colloca in una fascia insufficiente, sotto i 10.000 backlink, mentre solo 2 superano la soglia dei 100.000 backlink.

Qualità dei Domini di riferimento
Abbiamo già esaminato il numero di domini che rimandano ai siti analizzati, ma in questa valutazione è altrettanto importante considerare la qualità e l’autorevolezza di questi domini per avere un quadro completo.
Maggiore è la qualità dei domini referral, maggiore sarà l’efficacia e il valore del trust accumulato per quel sito.
In generale, osserviamo che la maggior parte dei domini di riferimento dei siti analizzati ha una Domain Authority molto bassa, compresa tra 0 e 20. Sebbene questa sia una circostanza normale, è preferibile disporre di domini di qualità intermedia o elevata per valorizzare al meglio il trust accumulato.

3. Ottimizzazione SEO Semantica
La SEO Semantica consiste nell'ottimizzazione dei contenuti e degli altri elementi semantici di un sito web per renderli più rilevanti agli occhi dei motori di ricerca. Tra gli elementi chiave della SEO Semantica ci sono il page title, il titolo H1 e la meta description. Anche in questo caso questi pochi parametri non esauriscono il tema. A titolo di esempio, manca del tutto un’analisi qualitativa dei contenuti, che è tra gli aspetti più importanti, ma anche tra i più complessi da analizzare.
Page Title
Il Page Title, chiamato anche Titolo SEO, è uno degli elementi più importanti per la SEO on-page. Dovrebbe contenere le parole chiave più pertinenti e permettere ai motori di individuare rapidamente e univocamente il tema della pagina.
È positivo notare che più della metà dei siti analizzati presenta page title nelle proprie pagine, superando un importante check di SEO semantica. I restanti 3 siti registrano una percentuale di tag assenti compresa tra 0 e 1%, che è comunque non grave.

Titolo H1
Da non confondere con il Page Title, l’H1 è il titolo principale (e visibile agli utenti) di una pagina. H1 sta per Heading 1.
Qui notiamo una situazione peggiore, con 6 siti che hanno una percentuale di H1 assenti che supera l’1%, 3 che hanno un valore compreso tra 0 e 1% e solo un sito che non risulta avere H1 mancanti.

Meta Description
Infine, la meta description è una breve descrizione del contenuto utilizzata da Google per completare il link che si trova SERP e dovrebbe soprattutto invogliare gli utenti a cliccare.
Sfortunatamente tutti i siti presi in esame hanno una percentuale di meta description assenti che supera l’1%. Sarebbe generalmente opportuno che le pagine, soprattutto quelle più rilevanti per il business e l’aumento di conversioni, siano provviste di questo elemento.
Word Count
Anche se non è un parametro diretto di valutazione da parte dei motori di ricerca, statisticamente un contenuto più lungo e dettagliato può coprire più sfaccettature di un argomento, aumentando le possibilità di posizionarsi per più parole chiave, e statisticamente attirando più link spontanei. È quindi importante che la lunghezza del testo veicoli valore reale all’utente, mentre sono da evitare contenuti forzatamente prolissi e ridondanti.
Nel caso delle Business School 4 siti su 10 hanno una media inferiore alle 1.000 parole, limitando quindi la ricchezza dei contenuti in pagina e le opportunità di posizionamento. Solo un sito supera le 3.000 parole di media, indice di contenuti molto approfonditi e, presumibilmente, efficaci.

4. Rilevanza e affidabilità dei contenuti
Già diversi anni prima del rilascio di ChatGPT, Google aveva iniziato a incentivare la produzione di contenuti da parte di esperti riconosciuti come punti di riferimento in un determinato settore. Questo approccio è stato applicato principalmente ai contenuti relativi alla salute e ai consigli finanziari (YMYL Your Money Your Life), ovvero agli argomenti più delicati, per i quali l’affidabilità è un parametro indispensabile. Il nome dell’autore, che viene poi verificato incrociando le informazioni reperibili in rete, la sua biografia, i suoi contatti e più in generale la composizione della redazione, sono parametri che aiutano Google a determinare l’affidabilità del contenuto.
Con l’introduzione di ChatGPT, la creazione di contenuti apparentemente validi, magari anche ampi e completi, ma non verificati e quindi non sempre affidabili, è diventata molto più semplice ed economica. Per questo motivo, oggi Google attribuisce una maggiore importanza ai contenuti e agli autori che offrono un contributo originale e autorevole.
Si ritiene che questi segnali, insieme all’originalità dei testi, diventeranno parametri sempre più significativi nei prossimi anni.
Firma dell’autore
La firma dell’autore rappresenta un segnale positivo di affidabilità del contenuto, particolarmente rilevante nei settori accademici e divulgativi delle business school e delle università in generale.
Tuttavia, solo 3 siti su 10 includono questa informazione nei contenuti pubblicati.

Biografia dell’autore
La biografia dell’autore, che offre una breve panoramica del suo background e delle sue esperienze professionali, costituisce un ulteriore elemento di convalida dell’autenticità dei contenuti.
Tra i siti analizzati, solo un sito include questa informazione.

Contatti dell’autore
La possibilità di contattare direttamente l’autore è un altro strumento che aumenta la trasparenza e l’affidabilità del sito per l’utente.
In questo caso, 2 siti su 10 dispongono di questa opzione.

Pagina della redazione
Una pagina dedicata ai singoli autori e alla redazione può rappresentare uno strumento utile per dare maggiore struttura al sito e facilitare la navigazione tra i contributi dei diversi autori. Tuttavia, nessuno dei player analizzati dispone di questa funzionalità.
Complessivamente, il set di Business School analizzate non risulta essere sufficientemente ottimizzato sotto questo punto di vista. Ciò potrebbe essere dovuto a esigenze interne o alla natura non editoriale dei siti, ma è innegabile che Google riterrà elementi di questo tipo sempre più importanti per fornire maggiore autorevolezza ai contenuti e, di conseguenza, al sito stesso.
Contenuti Duplicati
Salvo rare eccezioni, la copia e la duplicazione di contenuto sono segnali negativi in ottica SEO. Dallo studio emerge però che nessuno dei siti presenta contenuti copiati o duplicati.
5. Visibilità sui motori generativi
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il panorama digitale in maniera indelebile. Non si tratta di una semplice tendenza, ma di una trasformazione destinata a plasmare il futuro della tecnologia, della comunicazione e, nel nostro caso, della SEO. Infatti, Anche il modo in cui ricerchiamo informazioni online sta cambiando radicalmente con l’avvento dei motori di ricerca basati sull’AI come ChatGPT per citarne uno dei più noti. Monitorare questi strumenti è quindi essenziale per comprendere le dinamiche future del settore.
Data l’importanza del tema abbiamo valutato la presenza delle 10 business school oggetto dello studio su alcuni dei principali motori di ricerca AI del mercato. Questi sono:
- ChatGPT
- Perplexity
- Gemini
- Claude
- Copilot
L’obiettivo era capire quanti dei player considerati siano più premiati dalle AI, e di conseguenza quanti siano i primi risultati forniti agli utenti. Per farlo, abbiamo chiesto ai motori di ricerca 4 domande su keyword importanti del settore (incrociando dati di Google con le domande più frequenti People Also Ask), simulando le possibili richieste di utenti interessati ai servizi proposti dalle business school.
Quali sono i migliori master in Italia?
In un primo test, abbiamo chiesto ai motori AI quali fossero i migliori master in Italia.
- ChatGPT ha suddiviso i master per tipologia, evidenziando tra i primi risultati 2 delle Business School analizzate, seguite da altre Università, alcune delle quali correlate ai player dello studio.
- Perplexity ha fornito una risposta più diretta, citando solo 5 player, tutti inclusi nell’analisi.
- Gemini ha mostrato un risultato simile agli altri motori AI, citando nelle prime posizioni gli stessi operatori italiani già individuati, con l’aggiunta di un nuovo player nella Top 5.
- Claude ha adottato un approccio simile a ChatGPT, riportando tra i primi risultati 3 delle Business School analizzate, seguite da diverse Università per le varie tipologie di master.
- Infine, Copilot ha prodotto il risultato più particolare, menzionando solo 3 player, di cui uno solo parte dello studio e non citato da nessun altro motore AI.
Quali sono i migliori MBA in Italia?
Chiedendo quali fossero i migliori MBA in Italia, abbiamo riscontrato i seguenti risultati:
- ChatGPT ha citato inizialmente 3 player italiani già emersi nelle risposte precedenti, per poi elencare alcuni player esteri con campus in Italia, alcuni dei quali verranno approfonditi nelle pagine successive.
- Perplexity ha fornito anche qui una risposta più concisa, citando una serie di Business School italiane, alcune già menzionate da altri motori e altre nuove, tutte incluse nello studio.
- Gemini ha segnalato solo 4 player italiani, già citati anche dagli altri motori AI.
- Claude ha restituito un elenco di 6 player, mostrando risultati simili a quelli di ChatGPT e includendo anche un player estero con un campus in Italia.
- Copilot ha citato solo 4 player presenti nello studio, tutti già menzionati tra i primi risultati dagli altri motori AI.
Quali sono i master più prestigiosi?
Chiedendo quali siano i master più prestigiosi, senza una specifica focalizzazione sull’Italia, abbiamo osservato quanto segue:
- ChatGPT, come nei risultati precedenti, ha fornito un elenco lungo e dettagliato sulle diverse tipologie di master, citando numerosi player europei e americani di rilievo. Nessuna Business School italiana è stata menzionata, tranne una singola Università.
- Perplexity ha distinto le 3 scuole più prestigiose a livello mondiale, aggiungendo 4 player italiani di spicco, tutti inclusi nello studio, e approfondendo anche i migliori master per le aziende.
- Gemini ha restituito risultati interessanti, citando tra le prime 4 scuole 3 player esteri e una Business School italiana d’eccellenza, basandosi sulle classifiche del Financial Times. Successivamente, ha citato altre istituzioni estere importanti per vari settori di studio.
- Claude ha principalmente menzionato scuole e player esteri, sia europei che americani. Tuttavia, ha dedicato un paragrafo a 4 scuole nostrane di rilievo, di cui 3 fanno parte dello studio.
- Copilot ha restituito risultati vari, citando principalmente Business School e Università estere, ma includendo anche qualche caso italiano.
Quali sono i master più richiesti dalle aziende nel 2025?
Infine, abbiamo chiesto ai motori AI quali fossero i master più richiesti dalle aziende nel 2025, senza specificare un paese o particolari scuole da citare. I risultati ottenuti sono stati i seguenti:
- ChatGPT ha restituito un semplice elenco dei master più richiesti, accompagnato da una breve descrizione, senza menzionare alcun player che eroghi questi corsi. I principali ambiti citati includono Data Science e AI, Cyber Security, Digital Marketing e Finanza.
- Perplexity ha fornito una risposta simile a quella di ChatGPT, elencando i master e descrivendoli brevemente, senza riferimenti a specifiche istituzioni.
- Gemini ha riportato un elenco dei master più richiesti, menzionando alla fine alcuni portali di formazione per ottenere maggiori informazioni. Tuttavia, non ha citato nessuna Business School.
- Claude ha prodotto risultati molto simili a quelli di ChatGPT e Perplexity, senza particolari differenze nella selezione dei master.
- Copilot ha fornito una risposta leggermente diversa rispetto agli altri motori, ma senza citare alcuna scuola o sito che eroghi questi corsi.
6. Conversion Rate Optimization (CRO)
La Conversion Rate Optimization (CRO) è la disciplina che punta ad ottimizzare gli elementi di un sito web per aumentare il tasso di conversione, cioè la percentuale di visitatori che completano un'azione desiderata, come acquistare un prodotto, attivare un abbonamento o anche lasciare i propri dati. Migliorare la CRO è fondamentale per qualsiasi sito commerciale in quanto consente di massimizzare l'impatto delle visite ricevute, rendendo più efficace ogni attività di promozione online e anche offline.
Barra di ricerca interna
Se funziona bene (aspetto non sempre scontato), la barra di ricerca interna ad un sito è un elemento essenziale per garantire all’utente un’ancora di salvezza in caso di difficoltà nel reperimento delle informazioni che cerca. La sua presenza può quindi avere un piccolo effetto sul tasso di conversione.
Dei 10 siti analizzati una cospicua fetta utilizza questa funzionalità, mentre i restanti 2 ne sono sprovvisti.

Sezione FAQ
Altro elemento CRO semplice ma efficace sono le FAQ (Frequently Asked Questions), cruciali per fornire rapidamente risposte alle domande comuni dei visitatori, migliorando la loro esperienza e aumentando contemporaneamente il presidio delle stesse ricerche anche su Google. Una sezione FAQ ben strutturata può quindi migliorare la visibilità organica e aumentare la fiducia degli utenti incoraggiandoli a completare le conversioni.
6 siti su 10 dispongono di una sezione dedicata alle domande frequenti, risultato migliorabile considerando la complessità del processo decisionale nei portali analizzati.

Metodi di Contatto
Anche i contatti sono un elemento importantissimo per aumentare le conversioni. La percezione che ci sia la possibilità di contattare un customer care, o una segreteria, in caso di problemi e l’impressione di trasparenza che questa possibilità genera nell’utente sono elementi forti che riducono le paure e possono contribuire ad aumentare la fiducia e quindi l’acquisto. I tipi di contatto principali trovati nell’analisi sono i seguenti:
- Social Media: Tutti i siti esaminati utilizzano i social media come metodo di contatto. Questo dato è significativo poiché, sebbene non nascano con uno scopo primario di customer care, i social media rappresentano una piattaforma molto utilizzata per il dialogo con gli iscritti e con il pubblico
- Telefono e Mail: Due metodi basilari ma molto efficaci per contattare l’assistenza o una segreteria dedicata. 8 siti su 10 hanno un riferimento a un indirizzo mail di supporto mentre solo 4 siti hanno un riferimento telefonico diretto.
- Form: Il form rappresenta un altro strumento molto efficacie per entrare in contatto con l’assistenza o chiedere informazioni su corsi e modalità. 6 siti su 10 sono provvisti di questa modalità di contatto.
- Live Chat: Analogamente alla sezione FAQ anche le Live chat e la possibilità di entrare in contatto diretto con un operatore tramite messagistica è uno strumento molto efficace per risolvere in tempo reale diverse problematiche. Nonostante non sia un metodo generalmente adottato da questo tipo di siti un player risulta avere questa funzionalità.

Recensioni
Le testimonianze e le recensioni sono potenti strumenti di persuasione che possono aumentare la credibilità e l'affidabilità del brand e di quanto afferma, influenzando positivamente il tasso di conversione. In gergo marketing si parla di social proof.
Dei 10 siti analizzati, 4 includono opinioni e pareri degli studenti, traendone beneficio in termini di credibilità e coinvolgimento.

Campi nei form
Statisticamente, limitare il numero dei campi da compilare riduce la probabilità di abbandono dei form durante la compilazione aumentando il tasso di conversione. Form più lunghi possono fornire più dati qualitativi utili ad eventuali azioni di CRM, ma in genere tendono a scoraggiare gli utenti dal completare l'azione desiderata e aumentano le occasioni di distrazione.
8 siti presentano un numero di campi variabile tra 6 e 10, mentre i restanti 2 non superano i 5 campi.

Campi obbligatori nei form
Non solo il numero di campi del form, ma anche il numero dei campi obbligatori (quelli spesso contrassegnati da asterisco *) può peggiorare il tasso di conversione.
In questo caso, 6 siti su 10 superano il numero massimo consigliato di campi obbligatori nei form, mentre solo uno presenta un numero pari o inferiore a 3 campi.

Passaggi necessari per l’acquisto
Il numero di passaggi necessari per completare una conversione è un altro aspetto molto importante per valutare la CR di un sito, anche se è un dato che può cambiare drasticamente in base al tipo di business considerato. Per esempio, nel caso delle business school è stato valutato il numero di passaggi necessari per attivare o comprare un corso, o anche per registrarsi e richiedere informazioni più dettagliate sul corso stesso.
Nessuno dei 10 siti analizzati supera i 6 passaggi, ma la maggior parte presenta un percorso composto da 4 a 6 step.

7. Share of Voice organico
Lo Share of Voice (SoV) è una metrica che misura in percentuale la quota di visibilità un sito web all'interno dei risultati dei motori di ricerca rispetto ai suoi concorrenti e all’intero settore per un insieme specifico di parole chiave. È una metrica SEO fondamentale perché rappresenta il successo e le aree di possibile miglioramento di un sito rispetto al mercato. Si tratta dello strumento migliore per stabilire come sta andando il sito, ma anche una base di partenza essenziale per produrre una strategia correttamente equilibrata.
Una buona percentuale sullo SoV significa una maggiore visibilità nei risultati di ricerca, un maggiore traffico organico e di conseguenza un possibile incremento delle conversioni. Per le business school, posizionarsi nelle principali aree semantiche relative a corsi, master e MBA è fondamentale per intercettare i bisogni degli utenti e dei potenziali studenti interessati. Tuttavia, questo obiettivo risulta spesso complesso a causa dell'elevata competizione che si genera attorno a queste tematiche.
Aree semantiche
Abbiamo individuato 7 aree semantiche (o cluster) che coprono le seguenti tematiche:
- Business School: include le keyword generiche relative alle business school come settore.
- DBA: raccoglie keyword legate al Doctorate of Business Administration e percorsi affini.
- Executive: comprende termini più specifici come Executive MBA o Executive Development Programme.
- Leadership & Management: include keyword come master in management e corsi per leadership.
- Master: uno dei cluster più ampi e generali, con parole chiave come master online o master Italia.
- MBA: un altro cluster rilevante che comprende termini chiave come MBA e Master in Business Administration.
- Rankings: raccoglie keyword legate alle classifiche delle business school, come migliori master in Italia o business school rankings.
I cluster sono quindi gruppi di termini di ricerca correlati tra loro che si riferiscono a queste aree semantiche. Il primo grafico rappresenta il numero totale di termini di ricerca (o query, o chiavi di ricerca) selezionate per ogni cluster.

Il secondo grafico mostra il numero medio mensile di ricerche dichiarato da Google per ogni cluster: in sostanza è un indice di quanto frequentemente gli utenti cercano le parole chiave di quell’area semantica.

Classificazione dei siti
L'analisi è stata condotta considerando i 10 domini del settore Business School, precedentemente analizzati e ora classificati come "Business School IT" all’interno dello Share of Voice.
Oltre a questi, sono state identificate altre tipologie di siti correlati al settore, suddivise in categorie:
- Università IT: università italiane strettamente collegate alle business school, come luiss.it e unicatt.it.
- Altre Business School: business school presenti nel mercato italiano ma non oggetto dell’analisi, come cuoa.it e sbs-ed.com.
- Università: altre università rilevate nell’analisi, come unicusano.it e unipegaso.it.Portali di Formazione: siti dedicati a corsi online e master, spesso in sovrapposizione con le business school, come masterin.it e master-abroad.it.
- Formazione e Cultura: siti specializzati nell’educazione e nella formazione, come ifoa.it e sole24oreformazione.it.
- Rankings: siti che pubblicano classifiche sulle business school, come rankings.ft.com.
Oltre a queste categorie principali, sono state individuate altre classificazioni per gruppi minori di siti che compaiono comunque nelle SERP:
- Finanza e Assicurazioni: siti di assicurazioni e finanza, come mbamutua.org.Governativi: siti di enti e organizzazioni governative nazionali e internazionali, come inps.it.
- Industria: siti legati al mondo industriale, come businessandleaders.it.
- News: siti di notizie e stampa, come corriere.it.
- Social: principali social network, come facebook.com.
- Wiki: siti di tipo enciclopedico, con it.wikipedia.org tra i più rilevanti.
Visibilità dei Cluster

Abbiamo analizzato la visibilità delle diverse tipologie di siti web che compaiono nelle SERP per i cluster di parole chiave considerati. Osservando la visibilità complessiva su tutti i cluster, emergono come categorie più rilevanti le Business School oggetto dell’analisi, le Università e i Portali di Formazione, che risultano i siti più visibili per le keyword selezionate in tutti i cluster analizzati.
Business School
Alcune keyword che fanno parte di questo cluster sono:
Esempi di keyword nel cluster |
Ricerche medie mensili |
business school |
1.600 |
business schools |
880 |
eu business school |
880 |
business schools in italy |
170 |
europa business school |
140 |
Il cluster Business School è principalmente occupato dai siti di Rankings, il che risulta comprensibile dato il carattere generico del termine, particolarmente calzante per le classifiche. Subito dopo, le categorie più visibili sono quelle relative alle effettive Business School, che mantengono una presenza significativa nelle SERP.

DBA
Alcune keyword che fanno parte di questo cluster sono:
Esempi di keyword nel cluster |
Ricerche medie mensili |
doctor of business administration |
1.600 |
dba italia |
260 |
dba degree |
40 |
dba doctorate |
40 |
doctorate degree in business administration |
30 |
Per le keyword di DBA notiamo come le Business School IT, i siti Wiki e le Università siano le categorie più presenti.

Executive
Alcune keyword che fanno parte del cluster Executive sono:
Esempi di keyword nel cluster |
Ricerche medie mensili |
executive masters degrees |
590 |
executive mba |
590 |
master executive |
590 |
executive management mba |
480 |
executive mba degree |
30 |
Il cluster relativo a corsi, master, MBA e programmi di formazione Executive è dominato quasi esclusivamente da Altre Business School, seguite dalle 10 Business School oggetto dell’analisi.

Leadership & Management
Il cluster di Leadership & Management conta alcune delle seguenti keyword:
Esempi di keyword nel cluster |
Ricerche medie mensili |
master in management |
720 |
master's degree in management |
720 |
corsi per leadership |
590 |
corso leadership |
480 |
master international management |
480 |
Questo cluster di keyword mostra una distinzione netta tra i siti dedicati all’educazione e alla formazione, come le Business School IT e i Portali di Formazione, e tutte le altre categorie, tra cui i siti Governativi, Wiki e di Rankings, che hanno una presenza significativamente inferiore nelle SERP per queste query.

Master
Per il cluster Master alcune delle keyword considerate sono:
Esempi di keyword nel cluster |
Ricerche medie mensili |
master |
14.800 |
master online |
2.400 |
master italia |
390 |
master post laurea |
390 |
master universitari |
390 |
Questo cluster presenta numerose sovrapposizioni con siti simili alle Business School, in particolare con Università e Portali di Formazione, che risultano tra i più visibili. Le Business School IT, invece, occupano solo il 4% della visibilità complessiva.

MBA
Alcune delle keyword considerate nel cluster sono:
Esempi di keyword nel cluster |
Ricerche medie mensili |
mba |
14.800 |
master business administration |
3.600 |
mba master |
1.300 |
emba |
880 |
master in mba |
590 |
Per le keyword relative agli MBA, si registra una forte presenza delle Business School IT, seguite dai siti di Finanza e Assicurazioni, probabilmente a causa di sovrapposizioni semantiche legate al sito mbamutua.org.

Rankings
Alcune delle keyword considerate nel cluster sono:
Esempi di keyword nel cluster |
Ricerche medie mensili |
master migliori in italia |
210 |
business school rankings |
140 |
european business school ranking |
140 |
ranking business schools europe |
110 |
migliori mba in italia |
90 |
l cluster Rankings è dominato, come prevedibile, dai siti di Rankings. A seguire, emergono anche i Portali di Formazione e i siti di News editoriali, che mantengono una presenza significativa nelle SERP.

8. Le Business School in Europa
Come accennato in precedenza, confronteremo ora l’efficacia delle business school italiane con alcune delle principali controparti attive in Europa.
In primo luogo, sono stati individuati 5 dei principali mercati europei in cui operano le business school:
- Francia
- Spagna
- Germania
- Regno Unito
- Italia
Successivamente, per ciascun mercato di riferimento, sono stati selezionati 3 dei principali player del settore, rappresentativi delle business school più rilevanti in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
Francia |
ESCP |
https://escp.eu/ |
Francia |
Insead |
https://www.insead.edu/ |
Francia |
HEC |
https://www.hec.edu/ |
Spagna |
IE Busienss School |
https://www.ie.edu/ |
Spagna |
IESE Busienss School |
https://www.iese.edu/ |
Spagna |
ESADE Business School |
https://www.esade.edu/ |
Germania |
Mannheim Business School |
https://www.mannheim-business-school.com/ |
Germania |
Frankfurt School |
https://www.frankfurt-school.de/ |
Germania |
WHU |
https://www.whu.edu/ |
Regno Unito |
LSE |
https://www.lse.ac.uk/ |
Regno Unito |
London Business School |
https://www.london.edu/ |
Regno Unito |
Judge Business School |
https://www.jbs.cam.ac.uk/ |
Infine, è stato effettuato un confronto diretto tra le business school europee e le principali italiane, valutando due aspetti principali:
1. Share of Voice in Europa
2. Visibilità organica sui rispettivi mercati secondo i dati di Sistrix
Visibilità organica su Sistrix
L'indice Sistrix raccoglie giornalmente i dati per un panel di 10 milioni di keyword e determina il valore della visibilità organica di un sito attraverso la sua posizione per quella keyword (più un sito è in alto, maggiore la visibilità) e il numero di ricerche mensili di ogni singola keyword (maggiori le ricerche mensili, maggiore la visibilità).
Attraverso questa metrica, abbiamo identificato il livello di visibilità organica di ciascun player, sia italiano che estero, e li abbiamo confrontati per determinare quanti player di un determinato mercato risultino essere visibili nei diversi mercati analizzati.
- In Germania, emerge che le Business School tedesche sono, prevedibilmente, le più visibili. Tuttavia, uno dei tre player tedeschi registra un indice molto basso ed è in calo rispetto agli altri operatori. A questo stesso livello troviamo anche un player francese, uno inglese e una delle 10 Business School italiane analizzate.
- In Francia, la situazione è diversa: solo le Business School francesi registrano livelli di visibilità significativi. Tuttavia, uno dei 3 player locali mostra un indice di visibilità molto basso rispetto agli altri due, posizionandosi a un livello simile a quello dell’unico operatore inglese rilevato.Riguardo
- la Spagna, i tre principali player del mercato locale mantengono livelli di visibilità stabili e simili tra loro, senza lasciare particolare spazio alla concorrenza estera.
- Nel Regno Unito, uno dei tre player inglesi domina nettamente in termini di visibilità, mentre gli altri 2 mantengono livelli stabili ma più bassi. Su questo mercato si registra anche la presenza di un player francese e di uno spagnolo, sebbene con valori appena rilevabili.
- Infine in Italia, confrontando 3 delle business school italiane più visibili con quelle estere, emerge che due scuole locali dominano nettamente in termini di visibilità. La terza più visibile, invece, si posiziona a livelli analoghi a quelli di un player inglese, uno francese e uno spagnolo.
Share of Voice in Europa
Per confrontare la visibilità delle business school europee con quelle italiane, sono state selezionate 28 keyword no brand.
Queste includono termini generici come business school, business school online e master executive, oltre a keyword più specifiche per i singoli mercati analizzati, come executive MBA germany e MBA France ranking.
Le classificazioni dei siti sono rimaste invariate rispetto alla sezione precedente, con l'unica eccezione della nuova categoria Business School EU, che include le 12 scuole internazionali selezionate precedentemente.
A differenza dell’analisi sulla Share of Voice precedente, le 28 keyword selezionate non sono state suddivise in cluster, ma è stato effettuato un confronto diretto tra le SERP nei 5 mercati di riferimento considerati.
Le keyword utilizzate per il confronto sono le seguenti:
Keyword considerate |
Ricerche medie mensili FR
|
Ricerche medie mensili ES
|
Ricerche medie mensili DE
|
Ricerche medie mensili UK
|
Ricerche medie mensili IT
|
business school |
5.400 |
1.600 |
1.900 |
3.600 |
2.400 |
business school online |
20 |
30 |
20 |
40 |
50 |
business schools |
5.400 |
1.600 |
1.900 |
3.600 |
2.400 |
executive development programme |
12.100 |
14.800 |
5.400 |
135.000 |
2.900 |
executive mba france |
30 |
10 |
10 |
10 |
10 |
executive mba germany |
10 |
10 |
170 |
10 |
10 |
executive mba online |
110 |
170 |
170 |
260 |
140 |
executive mba spain |
10 |
10 |
10 |
10 |
10 |
executive mba uk |
10 |
10 |
10 |
260 |
10 |
master |
40.500 |
22.200 |
18.100 |
110.000 |
18.100 |
master business administration |
22.220 |
14.800 |
22.220 |
27.100 |
18.100 |
master executive |
590 |
140 |
140 |
140 |
1.000 |
master france |
1.900 |
90 |
50 |
90 |
110 |
master germany |
40 |
70 |
1.000 |
260 |
70 |
master online |
320 |
3.600 |
590 |
480 |
3.600 |
master spain |
10 |
30 |
10 |
10 |
10 |
master uk |
110 |
110 |
210 |
2.900 |
140 |
mba |
22.200 |
14.800 |
1.900 |
27.100 |
18.100 |
mba france |
480 |
30 |
40 |
90 |
30 |
mba france ranking |
20 |
10 |
10 |
10 |
10 |
mba germany |
30 |
20 |
1.000 |
110 |
10 |
mba germany ranking |
10 |
10 |
260 |
10 |
10 |
mba online |
260 |
880 |
590 |
1.000 |
590 |
mba spain |
20 |
90 |
70 |
70 |
20 |
mba spain ranking |
10 |
10 |
10 |
10 |
10 |
mba uk |
30 |
20 |
50 |
720 |
20 |
mba uk ranking |
10 |
10 |
10 |
260 |
10 |
schools of management |
70 |
30 |
90 |
210 |
170 |
Analizzando il mercato francese, emerge che i siti di Formazione e Cultura sono i più visibili, seguiti dai Portali di Formazione e dalle Altre Business School, che mantengono una presenza rilevante nelle SERP.
La visibilità per i siti di Business School EU risulta essere relativamente bassa rispetto ad altre tipologie di siti, circa del 5,66%.

In Spagna, la situazione è simile a quella osservata in Francia, con la differenza che le Università rappresentano la categoria di siti più visibile.
Le Business School IT hanno una presenza marginale, con uno Share of Voice dello 0,11%, mentre le Business School EU si attestano intorno all'1%.

In Germania, i siti di Formazione e Cultura dominano lo Share of Voice, seguiti da un'ottima presenza delle Wiki, che registrano buoni posizionamenti nelle SERP. Le Business School EU coprono invece il 3% della visibilità complessiva.

Nel Regno Unito, le Altre Business School dominano il mercato, coprendo quasi la metà della visibilità complessiva lasciando poco spazio alle altre tipologie di siti.
Le Business School EU si classificano più indietro con una visibilità del 6,31%.

Infine, nel mercato italiano, le categorie più visibili sono le Wiki e le Università, seguite dalle Business School IT.
Le Business School EU, invece, registrano una presenza minima, con uno Share of Voice dello 0,5%.

9. Conclusioni dello studio
Il settore delle Business School si inserisce in un contesto altamente competitivo, sia a livello nazionale che internazionale. A differenza di altri settori, infatti, la competizione non si limita agli attori diretti del comparto – ovvero le Business School in senso stretto – ma si estende a una molteplicità di player indiretti, quali Università tradizionali e piattaforme di formazione online. Questa forte sovrapposizione di intenti e offerte genera un’elevata concorrenza anche nei risultati dei motori di ricerca, dove la visibilità organica rappresenta un asset strategico per l’acquisizione di nuovi utenti.
In questo contesto, assume crescente rilevanza la capacità delle singole istituzioni di presidiare non solo i canali tradizionali, ma anche quelli emergenti legati alle nuove modalità di ricerca basate sull’intelligenza artificiale. A tal proposito, l’analisi ha indagato il livello di esposizione delle Business School italiane nei risultati generati dai motori AI. È emerso come, per domande localizzate su scala nazionale, i principali istituti siano generalmente presenti e citati, anche se con livelli di visibilità differenti. Tuttavia, quando le domande si spostano su un piano più generico o internazionale, la presenza delle scuole italiane, o più in generale europee, tendono a ridursi drasticamente, fatta eccezione per pochi brand ad alta notorietà.
L’analisi dei siti web delle principali Business School italiane ha inoltre evidenziato uno scenario disomogeneo in termini di ottimizzazione SEO. Da un lato, si riscontra una buona cura degli aspetti legati alle performance tecniche e all’usabilità, con risultati generalmente positivi anche sul piano della CRO. In particolare, è stata rilevata una corretta implementazione di elementi funzionali alla conversione, come le FAQ, che migliorano l’esperienza utente e supportano il processo decisionale.
Dall’altro lato, permangono alcune criticità significative. Tra queste, si evidenzia un’elevata incidenza di errori 4xx, una carente ottimizzazione semantica – testimoniata dall’assenza sistematica di meta description e tag H1 , utilizzo marginale di recensioni e testimonianza e un livello di trust SEO piuttosto basso. Quest’ultimo rappresenta un fattore particolarmente critico, poiché misura la fiducia che i motori di ricerca, e in particolare Google, attribuiscono al sito in relazione a uno specifico ambito tematico. Un trust score debole può comportare una riduzione della visibilità, soprattutto con l’introduzione di AI Overview introdotti in Italia nel marzo 2025, che privilegia fonti ritenute autorevoli, affidabili e pertinenti.
Alla luce di quanto emerso, è evidente la necessità per le Business School italiane di adottare un approccio più integrato e strategico alla presenza digitale, in grado di coniugare ottimizzazione tecnica, rilevanza semantica e autorevolezza percepita. Solo così sarà possibile affrontare efficacemente le sfide di un mercato in continua evoluzione, rafforzando il posizionamento organico tradizionale e preparandosi al tempo stesso all’impatto crescente dei sistemi di ricerca basati sull’intelligenza artificiale
Lo studio e l’articolo di sintesi sono a cura di Emanuele Luzzini, Chiara Scarponi e Duccio Lunari.
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Nota metodologica
Lo studio è stato svolto tra gennaio e febbraio 2025. I dati presentati sono stati presi dalle seguenti piattaforme.
- Rilevazioni dirette su Google (www.google.com) anche attraverso operatori Google specifici (come site:)
- Google Page Speed Insight (https://pagespeed.web.dev)
- Screaming Frog (www.screamingfrog.com)
- SemRush (https://it.semrush.com)
- Data for SEO (https://dataforseo.com/)
- Copyscape (https://www.copyscape.com)
- Rilevazione diretta sui siti oggetto dello studio
Alcuni dei parametri possono variare rapidamente tra una rilevazione e l’altra; pertanto, lo studio ha lo scopo di valutare la situazione in termini statistici e generali, per stabilire una panoramica complessiva su alcuni aspetti essenziali. Pertanto, non si propone come una preanalisi mirata o un audit specifico, che potrebbe invece rilevare risultati in maniera differente.