Araimo, Warner Bros. Discovery: «Olimpiadi motore di crescita per HBO Max»
Il manager punta su Milano Cortina 2026 per accelerare gli abbonamenti e rafforzare il posizionamento premium della piattaforma. Al centro della strategia: distribuzione direct-to-consumer, accordi ibridi e un forte investimento nelle produzioni italiane
Le Olimpiadi come leva strategica per l’acquisizione di abbonati, il rafforzamento del posizionamento premium del brand e un forte investimento sulla distribuzione diretta e sulle produzioni locali. È questa la traiettoria di HBO Max in Italia delineata da Alessandro Araimo, Amministratore Delegato Warner Bros. Discovery Southern Europe, in occasione della presentazione del palinsesto per Milano Cortina 2026, di cui il gruppo detiene i diritti di trasmissione attraverso Eurosport.
«Il lancio di HBO Max sta andando molto bene. L'offerta è partita forte su tutte le piattaforme, sia le nostre sia quelle gestite con i partner distributivi. Storicamente, i Giochi rappresentano un momento importante di crescita degli abbonati e ci aspettiamo che le Olimpiadi invernali, considerando che si svolgeranno in Italia e tenendo conto anche delle attese di medaglie per i nostri atleti, confermino questo trend», ha detto Araimo. «L’Australian Open ha contribuito alla spinta iniziale di HBO Max. Ora, grazie all’associazione con le Olimpiadi, contiamo di aumentare ulteriormente la brand awareness. HBO, fino ad oggi percepita soprattutto come produttore, inizia ora a essere riconosciuta anche come distributore».
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Sul fronte del mercato pubblicitario, Araimo conferma un andamento “altalenante” per il settore nel 2025, con un ultimo trimestre meno brillante, ma complessivamente più solido rispetto ad altri Paesi. «Non è stato un boom, ma nemmeno un disastro, soprattutto se guardiamo a quanto accade altrove. Anche noi come gruppo abbiamo registrato una leggera flessione della raccolta nell’ultimo trimestre, ma nel complesso direi che è stato un buon anno».
Centrale nella strategia di HBO Max è ora la distribuzione direct-to-consumer, affiancata a quella con partner come TIM e ad accordi ibridi come quello con Prime Video (dove HBO Max è raggiungibile attraverso la sottoscrizione di un abbonamento aggiuntivo). «Con i partner sai cosa aspettarti. Sul diretto è diverso: abbiamo investito molto su brand, testimonial e prezzo di ingresso. Con eventi come Australian Open e Olimpiadi vogliamo capire la risposta del mercato italiano prima di prendere ulteriori decisioni a livello distributivo».
Altro pilastro è il contenuto locale. A febbraio debutterà “Portobello” di Marco Bellocchio, la prima grande produzione italiana di HBO Max, seguita da nuovi titoli, tra cui un progetto su Melania Rea, “Peccato”, una serie con Emanuela Fanelli, e “In utero” con Sergio Castellitto. «Il successo verrà misurato su due indicatori: nuovi abbonati generati e consumo dei contenuti. Guardiamo indicatori semplici ma molto chiari: quanti completano una serie e dopo quanto tempo viene abbandonato un episodio. Oggi le piattaforme permettono di misurare tutto questo con grande precisione. Sarà interessante capire la capacità generativa del prodotto italiano. A volte una serie ad alto budget rende meno di un documentario che intercetta perfettamente la topicalità del momento. Per questo serve un portafoglio equilibrato tra scripted premium e documentari legati alla topicalità». Il posizionamento resta fortemente premium: i contenuti di HBO Max rimarranno prevalentemente esclusivi, «anche se in futuro alcune produzioni italiane potrebbero avere finestre in chiaro».
Sul fronte delle partnership, dopo il mancato rinnovo del contratto per la trasmissione di Eurosport su Sky, Araimo ha sottolineato che «Sky resta un interlocutore chiave per Warner Bros. Discovery. Le relazioni sono buone e attive su altri fronti, e potranno evolvere in molti modi, anche sul fronte sportivo con Eurosport. In un mercato come quello italiano, dove i soggetti rilevanti non sono molti, è importante trovare forme di collaborazione. Vedremo quale combinazione funzionerà meglio per loro e per noi».