World Radio Day, Digitalia ’08: la radio conferma il suo ruolo nel media mix pubblicitario
Dalla ricerca globale promossa con egta e World Radio Alliance emergono livelli di copertura e attenzione ancora elevati per il mezzo radiofonico
In occasione della Giornata Mondiale della Radio 2026, Digitalia ’08, insieme alle organizzazioni internazionali egta e World Radio Alliance, mette al centro il ruolo della radio come canale di comunicazione ancora rilevante per i brand in uno scenario mediatico frammentato. La nuova edizione della ricerca globale evidenzia infatti come il mezzo mantenga una capacità di copertura e di costruzione di relazione con il pubblico che continua a incidere sull’efficacia delle campagne pubblicitarie.
Secondo i dati diffusi, in Italia la radio raggiunge ogni settimana l’86% della popolazione, uno dei livelli più alti a livello internazionale, in linea con mercati come Irlanda (90%), Paesi Bassi (87%) e Francia (89%). Questo posizionamento si riflette anche sulla componente commerciale, perché la radio viene percepita come contesto affidabile e inclusivo, in cui le campagne possono contare su audience ampie e ripetute nel tempo.
Un elemento chiave riguarda la relazione con le voci on air: otto ascoltatori su dieci dichiarano di sintonizzarsi per seguire il proprio conduttore preferito, l’81% considera gli speaker una presenza familiare e l’83% attribuisce valore e fiducia alle loro opinioni. Il dato è particolarmente rilevante per i brand che attivano formati editoriali o iniziative speciali con i talent radiofonici, potendo sfruttare un rapporto di prossimità già consolidato con il pubblico.
La ricerca sottolinea anche la dimensione emotiva: il 70% degli ascoltatori dichiara di utilizzare la radio per rilassarsi o migliorare l’umore, configurando il mezzo come presenza quotidiana e di accompagnamento. In questo contesto, gli spot audio e i formati branded che generano emozioni positive tendono a produrre effetti di più lunga durata sulla percezione di marca e sulla propensione all’acquisto.
Dal punto di vista dell’attenzione, i dati mostrano che gli spot radiofonici possono contare su un brand recall del 78% in ascolto attivo e mantengono comunque un 30% di ricordo anche in ascolto passivo. La combinazione di copertura e memorabilità rende l’audio uno strumento ancora competitivo nelle pianificazioni, sia come mezzo stand alone sia all’interno di strategie integrate con altri canali.
Digitalia ’08 colloca questi risultati all’interno di un percorso di sviluppo dell’offerta pubblicitaria audio. A livello internazionale, la collaborazione con egta e World Radio Alliance ha l’obiettivo di promuovere una visione condivisa del valore del suono nei media mix contemporanei; sul mercato italiano, la concessionaria ha attivato un osservatorio dedicato che monitora le abitudini di ascolto, dalla radio lineare agli ambienti digitali, e misura l’efficacia delle campagne sulle diverse piattaforme audio.
“Il dato di copertura della radio in Italia conferma la forza di un mezzo che continua a essere centrale nella vita quotidiana delle persone”, osserva Matteo Sordo, Amministratore Delegato di Digitalia ’08. Sordo ricorda come la concessionaria lavori da anni a un’offerta fondata su un network di emittenti “con palinsesti curati e riconoscibili”, con l’obiettivo di sviluppare “soluzioni pubblicitarie flessibili e aggiornate” che permettano ai brand di entrare in contatto con il pubblico in modo efficace e pertinente. Nella sua analisi, le radio non sono più solo luoghi di ascolto, ma veri e propri “contesti di amplificazione multi-touch” che si estendono online, sui social e sul territorio, creando occasioni di visibilità e connessione continuative.
I dettagli della ricerca globale e gli insight sul ruolo della radio e dell’audio per le pianificazioni pubblicitarie sono disponibili sul sito della World Radio Alliance.