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Website & Search Optimization nell’era dell’AI

A cura di Nucleus

La generative AI sta avendo effetti in quasi tutti gli aspetti della nostra vita e anche Google sta sperimentando e raccogliendo dati per decidere quali soluzioni funzionano nel mondo search. Anche l’AI generativa ha bisogno di mettere in ordine di rilevanza e autorevolezza i siti e le pagine che utilizza per informarsi e rispondere. Alla luce di tutto ciò abbiamo quindi voluto dare una risposta a questa domanda: chi è pronto per la Generative SEO?

27/01/2026

Website & Search Optimization nell’era dell’AI: Studi Legali

Copertina Studio Legal.png

Executive Summary

Lo studio analizza il livello di maturità digitale del settore legal online attraverso un’analisi comparativa di 31 studi legali italiani e internazionali, valutando aspetti di SEO tecnica, autorevolezza off-site, visibilità sui motori di ricerca generativi, qualità dei contenuti, conversione e accessibilità.

Dall’analisi emergono alcune evidenze chiave:

  • La base tecnica dei siti è complessivamente solida: la maggior parte degli operatori presenta buone performance in termini di Core Web Vitals e stabilità dell’esperienza utente, rendendo la dimensione tecnica un prerequisito ormai consolidato, ma non più distintivo.
  • L’autorevolezza off-site rappresenta la principale area di debolezza del settore: profili backlink poco diversificati e un numero limitato di menzioni autorevoli riducono la competitività sia nella ricerca organica tradizionale sia nei risultati generativi.
  • La visibilità sui motori AI è fortemente concentrata: pochi studi vengono citati in modo ricorrente all’interno delle risposte generate, mentre la maggioranza resta marginale o assente, nonostante la qualità dei contenuti pubblicati.
  • I contenuti mostrano buoni segnali di affidabilità, grazie alla presenza di firme, biografie e riferimenti diretti agli autori, ma risultano spesso poco strutturati in funzione della domanda informativa e dei modelli conversazionali.
  • La visibilità organica degli studi legali sui temi analizzati è inferiore rispetto ad altre tipologie di siti (wiki, governativi, educational), anche su tematiche che suggeriscono l’opportunità di attivare una consulenza.

Nel complesso, lo studio evidenzia un settore maturo sotto il profilo tecnico e contenutistico, ma ancora poco preparato a competere in modo efficace nell’ecosistema della ricerca guidata dall’intelligenza artificiale.

 

Introduzione: Website & Search Optimization nell’era dell’AI

Negli ultimi anni, l’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale applicati alla ricerca ha iniziato a modificare il modo in cui le persone cercano informazioni e il criterio con cui i motori selezionano le fonti da mostrare agli utenti. Gli LLM come ChatGPT e le funzionalità come AI Overviews, AI Mode su Google non si limitano a restituire link, ma sintetizzano risposte attingendo a fonti ritenute affidabili, coerenti e autorevoli.

Per i brand e, in particolare, per gli studi legali, questo cambiamento introduce una nuova sfida strategica: non è più sufficiente essere ben posizionati, ma diventa essenziale essere riconosciuti come entità autorevoli all’interno dell’ecosistema informativo. La visibilità si gioca sempre meno sulla singola pagina e sempre più sulla reputazione complessiva del dominio, sulla qualità delle citazioni e sulla coerenza semantica dei contenuti rispetto ai bisogni espressi dagli utenti.

Questo studio nasce con l’obiettivo di comprendere quanto il settore legal online sia preparato ad affrontare questo scenario. Attraverso un’analisi comparativa di 31 studi legali, il documento intende offrire una lettura strutturata delle attuali dinamiche di visibilità, mettendo in evidenza punti di forza, criticità ricorrenti e aree di miglioramento strategico.

I risultati non vanno interpretati come una valutazione dei singoli operatori, ma come una fotografia del settore, utile per comprendere quali fattori oggi incidano realmente sulla capacità degli studi legali di intercettare domanda informativa e consulenziale in un contesto di ricerca sempre più mediato dall’intelligenza artificiale.

 

Metodologia dell'analisi

Lo studio è stato condotto tra dicembre 2025 e gennaio 2026 su un campione di 31 studi legali attivi in Italia e all’estero, selezionati in base alla rilevanza dimensionale, alla presenza internazionale e alla copertura delle principali practice area.

 

Toffoletto De Luca Tamajo toffolettodeluca.it
BonelliErede belex.com
Chiomenti chiomenti.net
Trifirò & Partners trifiro.it
Gianni & Origoni gop.it
Legance legance.it
Andersen Italia it.andersen.com
ADVANT Nctm advant-nctm.com
Pirola Pennuto Zei & Associati pirolapennutozei.it
Grimaldi Alliance grimaldialliance.com
Rödl & Partner roedl.it
Bird & Bird twobirds.com
PwC TLS pwc-tls.it
Maisto e Associati maisto.it
DLA Piper dlapiper.com
Pedersoli Gattai pglex.it
CMS Legal cms.law
Tonucci & Partners tonucci.com
Gatti Pavesi Bianchi Ludovici gpblex.it
La Scala STA lascalaw.com
Dentons dentons.com
Clifford Chance cliffordchance.com
Gitti and Partners grplex.com
Freshfields freshfields.com
Hogan Lovells hoganlovells.com
Simmons & Simmons simmons-simmons.com
Baker McKenzie bakermckenzie.com
Cleary Gottlieb clearygottlieb.com
A&O Shearman aoshearman.com
Latham & Watkins lw.com
Linklaters linklaters.com

L’analisi ha preso in considerazione indicatori SEO tecnici, metriche di autorevolezza off-site, visibilità sui motori di ricerca generativi, qualità e affidabilità dei contenuti, elementi di Conversion Rate Optimization e requisiti di accessibilità. I dati sono stati raccolti attraverso strumenti di mercato e rilevazioni dirette sui siti analizzati.

Ottimizzazione SEO tecnica:

  • Performance e Core Web Vitals

Autorevolezza SEO:

  • Domain Authority
  • Numero totale di backlink
  • Numero di domini linkanti
  • Menzioni sul Web in Italia 

Visibilità sui motori generativi (Chat GPT, Gemini, AI Mode etc.)

Autorevolezza e Affidabilità dei contenuti:

  • Firma dell’autore e biografia dell’autore
  • Metodi di contatto dell’autore 

Conversion Rate Optimization:

  • Metodi di contatto
  • Numero di campi nei form
  • Campi obbligatori nei form

Il documento fornisce una lettura comparativa e statistica del settore e non si propone come un audit tecnico puntuale dei singoli domini.

Share of Voice organico

Sono stati raccolti dati di visibilità relativi a 114 keyword rilevanti per il settore, suddivise in 12 aree semantiche:

  • Lavoro & HR
  • Finanza & Investimenti
  • Tax & Fiscale
  • Contrattualistica
  • Compliance & Regolatorio
  • Litigation & Arbitrato
  • Proprietà Intellettuale
  • M&A
  • Ristrutturazione & Crisi
  • Diritto d'Impresa
  • Generale
  • Real Estate

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1. L'ottimizzazione SEO tecnica

L’ottimizzazione SEO tecnica riguarda l’insieme di elementi che consentono a un sito web di essere correttamente accessibile, interpretabile e performante per i motori di ricerca e per gli utenti. In questa analisi, al fine di garantire coerenza e confrontabilità tra i diversi siti esaminati, la valutazione tecnica è stata volutamente circoscritta ad alcuni indicatori chiave.

Non sono stati quindi presi in considerazione aspetti potenzialmente rilevanti ma difficilmente standardizzabili, come la configurazione del file robots.txt, la gestione delle sitemap.xml, l’uso di JavaScript, la canonicalizzazione, le architetture multicountry o multilingua e l’implementazione dei dati strutturati. Questi elementi, pur strategici in un audit approfondito, richiederebbero analisi puntuali caso per caso e non si prestano a una lettura comparativa su larga scala.

1.1 Performance e Core Web Vitals

I risultati mostrano come, dal punto di vista tecnico, il settore legal presenti complessivamente un buon livello di maturità. Le infrastrutture dei siti analizzati risultano stabili e in grado di garantire un’esperienza utente fluida, condizione necessaria sia per il posizionamento organico sia per l’interazione efficace con i motori di ricerca generativi.

L’analisi delle performance si è concentrata in particolare sui Core Web Vitals, l’insieme di metriche introdotte da Google per valutare la qualità dell’esperienza utente in termini di velocità di caricamento, reattività e stabilità visiva. Questi indicatori continuano a rappresentare un riferimento rilevante per la visibilità sui motori di ricerca, anche in un contesto in cui le risposte possono essere generate o mediate da sistemi di intelligenza artificiale.

I dati evidenziano come la maggioranza dei siti rientri nelle soglie considerate ottimali, soprattutto per quanto riguarda Largest Contentful Paint e Interaction to Next Paint. Anche il Cumulative Layout Shift non presenta criticità diffuse, segnalando una buona attenzione alla stabilità visiva delle pagine.

Nel complesso, emerge quindi un quadro positivo: la dimensione tecnica è adeguatamente presidiata dalla maggior parte degli operatori. Tuttavia, proprio per questo motivo, non rappresenta più il principale fattore di differenziazione competitiva nel settore legal. Oggi le performance tecniche costituiscono una base necessaria, ma non sufficiente, su cui costruire strategie di visibilità realmente efficaci.

 

1.2 Largest Contentful Paint

Il Largest Contentful Paint (LCP) è una metrica che misura il tempo necessario per il rendering dell'elemento di maggiori dimensioni visibile nell'area above the fold di una pagina.

L'analisi dei dati mostra risultati generalmente positivi: il 58% dei siti esaminati rientra nella fascia ottimale definita da Google per questa metrica. Il 32% degli operatori presenta performance che potrebbero essere migliorate, mentre solo un numero limitato di siti (4 in totale) ha registrato un LCP insufficiente nella propria homepage.

1.3 Interaction to Next Paint

L'Interaction to Next Paint (INP) è il parametro che misura la reattività degli elementi interattivi presenti in pagina. Introdotto da Google nel marzo 2024, l'INP ha sostituito il precedente First Input Delay (FID).

I risultati in questo caso sono molto positivi: la quasi totalità dei siti garantisce un'esperienza utente reattiva, rientrando quindi nella fascia di performance ottimale. Solo una quota marginale, composta dal 6% dei siti, richiede interventi correttivi adeguati.

1.4 Cumulative Layout Shift

Il Cumulative Layout Shift (CLS) misura gli spostamenti visivi degli elementi durante il caricamento della pagina, un fenomeno particolarmente fastidioso per l'esperienza utente. Questa problematica si manifesta con maggiore frequenza sui siti editoriali, dove il caricamento di contenuti esterni (come banner pubblicitari) può compromettere la stabilità del layout.

La maggior parte degli operatori non presenta criticità relative al CLS, con ben l'81% che rientra nella fascia ottimale. 4 siti registrano un CLS compreso tra 0,1 e 0,25, rientrando nella fascia intermedia, mentre appena il 6% supera la soglia considerata critica.

1.5 Core Web Vitals nelle pagine interne

Abbiamo poi esaminato una pagina interna per ciascuno dei siti analizzati, prevalentemente pagine di servizi. Tra le principali evidenze rilevate sottolineiamo che:

  • In termini di LCP la maggioranza delle pagine interne supera la valutazione di Google, ma 9 siti su 31 necessitano di miglioramenti su questo aspetto.
  • La quasi totalità delle pagine interne valutate nei siti non presentano particolari criticità lato INP.
  • Anche nel CLS per pagine interne si riscontrano risultati molto positivi, con solo una piccola percentuale di operatori che invece necessitano dei miglioramenti.

2.  Autorevolezza SEO

L’autorevolezza SEO, spesso definita anche come trust, rappresenta il livello di fiducia che i motori di ricerca attribuiscono a un sito web rispetto a uno specifico ambito tematico. Non si tratta di un singolo indicatore, ma di una valutazione complessiva che tiene conto della qualità dei contenuti pubblicati, della credibilità degli autori, della riconoscibilità del brand come entità e della sua capacità di essere citato e referenziato da fonti esterne autorevoli.

In questo contesto, i backlink, ovvero i link provenienti da altri siti, continuano a svolgere un ruolo centrale. Pur non essendo più valutati in termini puramente quantitativi, restano uno dei principali segnali utilizzati da Google per misurare la rilevanza e l’affidabilità di un sito. Lo stesso principio è oggi applicato anche dai motori di ricerca basati su intelligenza artificiale, che attraverso processi di Retrieval Augmented Generation (RAG) selezionano e ponderano le fonti in base alla loro autorevolezza complessiva.

Un punto di forza strutturale del settore, ma con una debolezza off-site significativa

I dati analizzati mostrano come l’autorevolezza off-site rappresenti una delle principali aree di criticità per il settore legal. La maggior parte degli studi legali esaminati presenta infatti profili backlink limitati, caratterizzati da un numero contenuto di domini di riferimento e da una scarsa diversificazione delle fonti.

Questa debolezza incide direttamente sia sul posizionamento organico tradizionale sia sulla visibilità all’interno dei risultati generativi. In un ecosistema in cui i motori di ricerca valutano sempre più la reputazione complessiva del brand, la mancanza di menzioni autorevoli e coerenti con le practice area riduce la capacità degli studi di essere selezionati come fonti di riferimento.

Per il settore legal, investire in autorevolezza significa quindi andare oltre l’ottimizzazione on-site e adottare un approccio strutturato alla costruzione della reputazione digitale. Presenziare in contesti istituzionali, media specializzati e ambienti editoriali qualificati diventa un fattore determinante per rafforzare la riconoscibilità dello studio come entità affidabile e autorevole nel proprio ambito di competenza.

 

2.1 Authority Score

La Authority Score è un punteggio sviluppato dal tool SemRush (uno degli strumenti utilizzati per le rilevazioni) che misura l'autorevolezza di un dominio all'interno dei motori di ricerca.

In questo caso emerge che la maggioranza degli operatori registra un punteggio inferiore a 35, indicando una bassa autorevolezza del dominio.

Nessuno dei siti analizzati risulta essere considerato come un dominio con un livello id autorevolezza molto alto.

2.2 Numero di backlink

La semplice quantità di backlink è un parametro sempre meno rilevante nelle valutazioni, ma comunque importante da considerare. Rappresentano citazioni esterne che fungono da "voti di fiducia" digitali: la loro qualità e quantità determinano l'autorevolezza del sito agli occhi dei motori di ricerca, influenzandone il posizionamento.

Lato Backlink si nota una polarizzazione netta verso la fascia bassa: la maggioranza degli operatori registra un volume di backlink inferiore o pari a 10.000. D'altra parte, 13 portali mostrano un volume elevato, mentre 2 siti sono nella fascia intermedia.

2.3 Numero di domini di riferimento

Il numero di domini referral che linkano verso un sito rappresenta un indicatore della qualità del profilo backlink: non è infatti sufficiente disporre di molti link in entrata, ma è fondamentale riceverli da una varietà di siti differenti.

Anche in questo caso emergono diversi margini di miglioramento, con la maggioranza degli operatori che registrano meno di 2.000 domini di riferimento. Solo 8 portali superano positivamente la soglia dei 10.000 domini, mentre la fascia intermedia è occupata da una minoranza del 16%.

2.4 Menzioni sul Web

Con l’avvento dei motori di ricerca generativi, le menzioni sul web sono diventate ancora più importanti per il posizionamento e la visibilità, poiché gli algoritmi AI usano le menzioni come segnali di fiducia per selezionare le fonti più autorevoli e pertinenti da cui generare risposte. Questi algoritmi valutano non solo la qualità e quantità di link, ma anche la coerenza, il sentiment e la frequenza delle menzioni in contesti autorevoli e in relazione ai temi (entità) correlati per definire la rilevanza di un brand in relazione ad un bisogno.

I dati relativi alle menzioni in Italia negli ultimi 30 giorni rivelano una scarsa attività di citazioni online per la maggior parte dei brand. Una netta maggioranza, pari al 71% dei brand analizzati, non raggiunge la quota delle 100 menzioni minime. Solo il 29% dei brand risulta citato con una frequenza intermedia.

3. Visibilità sui motori generativi

La diffusione dei motori di ricerca basati su intelligenza artificiale sta modificando in modo strutturale il modo in cui gli utenti accedono alle informazioni online. Non si tratta di un’evoluzione incrementale della ricerca tradizionale, ma di un cambiamento che incide direttamente sui criteri di selezione delle fonti, sulla visibilità dei brand e sul ruolo stesso dei siti web all’interno del processo informativo.

Strumenti come ChatGPT, Gemini, Perplexity, Claude, Copilot e le funzionalità di Google AI Overviews stanno progressivamente spostando l’attenzione dalla singola pagina al concetto di fonte autorevole. In questo scenario, monitorare la presenza e la citazione dei brand all’interno delle risposte generate dall’AI diventa essenziale per comprendere le dinamiche future della SEO, in particolare per settori ad alta specializzazione come quello legale.

La visibilità generativa premia pochi operatori e rafforza il ruolo delle fonti autorevoli

L’analisi condotta sui 31 studi legali oggetto dello studio evidenzia una visibilità ancora disomogenea sui motori di ricerca generativi. Per valutare questo aspetto, sono state poste agli strumenti AI tre domande rilevanti per il settore, costruite a partire da keyword ad alto valore e dalle domande più frequenti su People Also Ask, con l’obiettivo di simulare realisticamente le richieste degli utenti.

I risultati mostrano come alcune piattaforme, in particolare Gemini e Google AI Overviews, tendano a citare un numero maggiore di studi legali rispetto ad altri strumenti. Al contrario, diversi motori generativi privilegiano fonti istituzionali, enciclopediche o portali educativi, riducendo la presenza diretta dei siti legal nelle risposte fornite agli utenti.

Questa dinamica conferma un elemento chiave: la semplice disponibilità di contenuti di qualità non è più sufficiente per ottenere visibilità nei risultati generativi. I motori AI selezionano le fonti sulla base di segnali di autorevolezza complessiva, coerenza semantica e riconoscibilità del brand come entità affidabile all’interno di un determinato ambito.

Per gli studi legali, ciò implica la necessità di ripensare le strategie SEO in una prospettiva più ampia, integrando la produzione di contenuti con attività di digital PR, costruzione della reputazione online e posizionamento istituzionale. Solo un approccio integrato consente di aumentare la probabilità di essere selezionati come fonte di riferimento nei nuovi modelli di ricerca guidati dall’intelligenza artificiale.

 

3.1. Quali sono i migliori studi legali d’affari in Italia?

In questo contesto Gemini si posiziona come il motore dominante, citando il 48% degli operatori selezionati. La funzionalità AI Overviews segue da vicino con il 42%. Si registra un divario significativo con gli strumenti di AI generativa come ChatGPT e Perplexity, che mostrano i tassi di citazione più bassi.

3.2 Quali sono gli studi legali più riconosciuti a livello internazionale?

Anche in questo caso Gemini è lo strumento che ha citato la percentuale maggiore di operatori. Seguono con valori simili AI Overviews e Claude assieme a Chat GPT. Perplexity registra il tasso di citazione più basso, pari al 10%

3.3 Quali law firm sono riconosciute per eccellenza nell’ambito tax advisory?

Gemini si conferma per la terza volta l’AI che ha citato il maggior numero di operatori. La maggior parte degli altri strumenti si raggruppa attorno al 19%, mentre Copilot è lo strumento che fornisce la risposta meno dettagliata, citando solo il 13% degli operatori.

4. Rilevanza e affidabilità dei contenuti

La rilevanza e l’affidabilità dei contenuti rappresentano da tempo uno dei pilastri fondamentali delle strategie di visibilità online, in particolare per i settori ad alta specializzazione. Già diversi anni prima dell’introduzione dei modelli generativi, Google aveva iniziato a privilegiare contenuti prodotti da autori riconosciuti come punti di riferimento autorevoli per uno specifico ambito, con un’attenzione particolare alle tematiche più sensibili, come salute e finanza, rientranti nella categoria Your Money Your Life (YMYL).

In questo contesto, elementi quali il nome dell’autore, la sua biografia, i contatti diretti e, più in generale, la struttura e la composizione della redazione assumono un ruolo centrale. Questi segnali consentono ai motori di ricerca di valutare non solo il contenuto in sé, ma anche la credibilità della fonte che lo ha prodotto.

La maggior parte dei siti analizzati valorizza infatti la figura dell’autore, fornendo firme chiare, biografie dettagliate e riferimenti di contatto diretti, spesso riconducibili agli avvocati dello studio. Questo approccio rafforza in modo significativo i segnali di E-E-A-T (Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness), particolarmente rilevanti in ambito legale.

Questa attenzione risulta ancora più strategica alla luce della diffusione dei sistemi di generazione automatica dei contenuti. Con l’avvento di strumenti come ChatGPT, la produzione di testi formalmente corretti e apparentemente completi è diventata più semplice ed economica, aumentando però il rischio di contenuti non verificati o privi di reale valore specialistico. Di conseguenza, Google e i motori di ricerca generativi mostrano un interesse crescente verso contenuti che apportino un contributo originale, fondato su competenze riconoscibili e su fonti chiaramente identificabili.

Pur partendo da una base solida, emerge tuttavia un margine di miglioramento nella capacità di strutturare i contenuti in modo più aderente alla domanda informativa degli utenti e alla logica conversazionale dei motori AI. L’evoluzione futura non riguarda quindi solo chi firma i contenuti, ma anche come questi vengono organizzati, articolati e resi facilmente interpretabili all’interno dei nuovi modelli di ricerca.

 

4.1 Firma dell’autore e Biografia

La firma dell'autore e la biografia sono segnali chiave per l'attendibilità (E-E-A-T) del contenuto.

La maggioranza dei siti, pari all'87%, include la firma dell'autore dei testi e degli articoli. Solo il 13% degli operatori non prevede questo importante elemento di fiducia.

Questo è un aspetto molto importante per il settore, dato che l’affidabilità dei contenuti viene direttamente correlata agli avvocati dello studio, quasi sempre gli autori degli articoli.

4.2 Contatti Autore

Anche la possibilità di contattare l’autore, in questo caso l’avvocato, che ha pubblicato un contenuto è un elemento molto importante per questo tipo di sito.

In questo caso la quasi totalità dei siti, presentando contatti e riferimenti diretti agli autori dei contenuti pubblicati.

5.  Conversion Rate Optimization (CRO)

La Conversion Rate Optimization (CRO) è la disciplina che punta a ottimizzare gli elementi di un sito web per aumentare il tasso di conversione, cioè la percentuale di visitatori che completano un'azione desiderata, come acquistare un prodotto, attivare un abbonamento o anche lasciare i propri dati. Migliorare la CRO è fondamentale per qualsiasi sito commerciale in quanto consente di massimizzare l'impatto delle visite ricevute, rendendo più efficace ogni attività di promozione online e anche offline.

Complessivamente, i player analizzati mostrano una buona maturità nell'ottimizzazione dei form, limitando le frizioni in fase di compilazione: un fattore determinante per convertire i visitatori in utenti interessati nel mercato legale.

Ciononostante, molti siti presentano ancora inefficienze strutturali. Anche sul fronte dei canali di contatto sono principlamente presenti strumenti tradizionali; mentre sono assenti canali più avanzati come chat, che potrebbero garantire un vantaggio competitivo nella gestione della richiesta utente.

5.1. Metodi di contatto

I metodi di contatto su un qualunque sito commerciale e non sono un elemento importantissimo per aumentare le conversioni. La percezione che ci sia la possibilità di contattare un customer care, o una segreteria, in caso di problemi e l'impressione di trasparenza che questa possibilità genera nell'utente sono elementi forti che riducono le paure e possono contribuire ad aumentare la fiducia e quindi l'acquisto. I tipi di contatto principali trovati nell'analisi sono i seguenti:

L'analisi dei metodi di contatto evidenzia un'altissima attenzione alla conversione e alla trasparenza: la totalità dei siti usa i social media come possibile strumento di contatto, e quasi la totalità integra i riferimenti telefonici e mail.

Si riscontra anche un’ottima percentuale d’utilizzo per il form di contatto, uno strumento molto utile per semplificare il ricontatto di un utente potenzialmente interessato. Nei punti successivi esamineremo meglio proprio questo aspetto.

5.2 Campi nei form

Statisticamente, limitare il numero dei campi da compilare riduce la probabilità che gli utenti abbandonino i form durante la compilazione, aumentando il tasso di conversione. Form più lunghi possono fornire più dati utili per eventuali azioni di CRM, ma in genere scoraggiano gli utenti dal completare l'azione desiderata e aumentano le possibilità di distrazione.

La maggior parte dei player, circa 25 su 31, hanno form snelli con 5 o meno campi che devono essere compilati manualmente. I restanti 6 invece hanno un numero variabile da 6 fino anche a superare i 10 campi.

5.3 Campi nei form obbligatori

Non solo il numero di campi del form, ma anche il numero dei campi obbligatori (quelli spesso segnati con l'asterisco *) può far peggiorare il tasso di conversione.

Anche in questo caso notiamo come la maggior parte degli studi legali limiti solo a una cerchia ristretta di campi il flag obbligatorio.

6.  Accessibilità

Il 28 giugno 2025 è entrato ufficialmente in vigore l'European Accessibility Act, estendendo l'obbligo di accessibilità anche alle PMI con almeno 10 dipendenti e con un fatturato annuo pari o superiore a 2 milioni di euro.

In questa sede abbiamo valutato proprio questo aspetto, individuando quanti dei 31 player selezionati hanno ad oggi reso disponibile una Dichiarazione di Accessibilità sui loro rispettivi siti.

La maggioranza degli operatori, pari al 74%, non ha ancora reso disponibile la Dichiarazione sull'accessibilità sul proprio sito. Solo il 26% ha provveduto a inserire questo elemento sul sito.

 

7. Share of Voice organico

Lo Share of Voice (SoV) è una metrica che misura in percentuale la quota di visibilità di un sito web all'interno dei risultati dei motori di ricerca rispetto ai suoi concorrenti e all'intero settore per un insieme specifico di parole chiave. È una metrica SEO fondamentale perché rappresenta il successo e le aree di possibile miglioramento di un sito rispetto al mercato. Si tratta dello strumento migliore per stabilire come sta andando il sito, ma anche di una base di partenza essenziale per produrre una strategia correttamente equilibrata.

Una buona percentuale sullo SoV significa una maggiore visibilità nei risultati di ricerca, un maggiore traffico organico e di conseguenza un possibile incremento delle conversioni.

Rispetto alle altre categorie, i 31 player analizzati mostrano una quota di visibilità estremamente bassa. La visibilità complessiva è occupata prevalentemente da siti autorevoli come enti governativi e Wikipedia.

È altrettanto significativo notare come, nel confronto verticale, gli studi legali non inclusi nell'analisi abbiano un peso specifico maggiore: la loro superiorità in termini di volumi e presenza diffusa riduce ulteriormente la visibilità dei siti presi in esame.

 

7.1 Aree semantiche

Abbiamo individuato 12 aree semantiche (o cluster) che coprono le seguenti tematiche:

  • Tax & Fiscale: include alcune keyword inerenti alla tassazione e agevolazioni fiscali, come ritenute fiscali
  • Ristrutturazione & Crisi: come ristrutturazione del debito
  • Proprietà Intellettuale: cin tematiche correlate tra cui diritti d'autore
  • Diritto d'Impresa: che include termini come responsabilità civile
  • M&A: per esempio merges and acquistions
  • Litigation & Arbitrato: include alcune keyword generiche sulla disputa come class action
  • Lavoro & HR: il cluster più corposo e che include alcuni dei principali temi legali in ambito lavorativo, come diritto di precedenza
  • Finanza & Investimenti: un cluster più circoscritto sui temi finance tra cui private equity
  • Contrattualistica: anche questo un cluster corposo che include temi come contratto di somministrazione
  • Compliance & Regolatorio: include tematiche giuridiche, tra cui antitrust
  • Real Estate: che contiene keyword relative all’omonimo argomento
  • Generale: contiene keyword generiche non specifiche per nessun cluster, come studi legali

I cluster sono quindi gruppi di termini di ricerca correlati tra loro che si riferiscono a queste aree semantiche. Il primo grafico rappresenta il numero totale di termini di ricerca (o query, o chiavi di ricerca) selezionate per ogni cluster.

Il secondo grafico mostra il numero medio mensile di ricerche per ogni cluster: in sostanza, è un indice di quanto frequentemente gli utenti cercano le parole chiave di quell'area semantica.

7.2 Classificazione dei siti

L'analisi è stata condotta considerando i domini precedentemente analizzati e ora classificati come "LEGAL" all'interno dello Share of Voice. Oltre a questi, sono state identificate altre tipologie di siti correlati al settore, suddivise in categorie:

  • Associazioni: Associazioni di categoria nazionali di settore, come assolombarda.it
  • Banche & Finance: siti di banche o che trattano di temi finanziari come corporatefinanceinstitute.com
  • Educazione: siti di Università, editori di manualistica o siti educativi del settore, tra cui ipsoa.it
  • Governativi: siti direttamente correlati a enti governativi, come senato.it
  • HR & Lavoro: siti di varia natura che trattano temi contrattualistici e legati all’ambito del lavoro, come randstad.it
  • Studi Legali: gli altri studi legali non citati nell’analisi che competono attivamente per le keyword scelte, come avvocatoticozzi.it
  • News: siti editoriali del settore e non come diritto.it
  • Social: vari social network
  • Welfare: siti che offrono benefici e welfare ai dipendenti come edenred.it
  • Software & App: software, app e gestionali come stripe.com
  • Wiki: Wikipedia e siti simili
  • Altro: siti fuori target

 

7.3 Visibilità dei Cluster

Wiki, gli altri Studi Legali e i siti Governativi sono complessivamente le 3 categorie di siti più visibili per le keyword selezionate, coprendo quasi il 45% della visibilità totale.

I siti LEGAL analizzati invece hanno una percentuale di visibilità molto bassa, appena superiore a quella dei social.

Di seguito abbiamo riportato la visibilità più nel dettaglio su alcuni cluster di keyword per le tipologie di siti citate in precedenza.

I cluster evidenziati per questa analisi sono:

  • Tax & Fiscale
  • M&A
  • Lavoro & HR
  • Compliance & Regolatorio

 

7.4 Tax & Fiscale

Esempi di keyword  nel cluster Ricerche medie mensili
agevolazioni fiscali 1.000
ritenute fiscali 1.000
tax planning 260
credito d'imposta ricerca e sviluppo 210
tassazione dividendi esteri 170

In questo cluster i siti Governativi tendono a essere le categorie più visibili. Seguiti poi da siti educativi e altri siti non specificati per lo studio.

7.5 M&A

 

Esempi di keyword  nel cluster Ricerche medie mensili
m&a 3.600
mergers and acquisitions  2.400
merger acquisition  720
fusione e acquisizione 90
due diligence legale  90

 

Anche per questo cluster vediamo Wikipedia e siti affini come le categorie più visibili per queste keyword, seguiti poi da siti di news del settore.

7.6 Lavoro & HR

 

Esempi di keyword  nel cluster Ricerche medie mensili
licenziamento per giusta causa 12.100
diritto di precedenza  3.600
mbo  3.600
diritto del lavoro 2.900
dimissioni senza preavviso 2.400

 

Il cluster dedicato alle keyword sul lavoro e i processi HR vedono le wiki , gli altri studi legali e siti verticali del settore come le categorie più visibili, coprendo complessivamente quasi il 50% della visibilità su questo cluster.

7.7 Compliance & Regolatorio

Esempi di keyword  nel cluster Ricerche medie mensili
privacy 18.100
legge privacy 3.600
gdpr privacy  3.600
informativa privacy 2.900
normativa privacy  880

 

Riguardo le keyword relative alla privacy e compliance notiamo, come nei casi precedenti una forte presenza delle Wiki e i siti Governativi, mentre i 31 siti LEGAL coprono una quota di visibilità estremamente basse per questi termini.

La selezione delle keyword si basa su valutazioni tecniche e analisi dei volumi di ricerca. Il raggruppamento in cluster utilizza aggregazioni che potrebbero talvolta apparire semplificate o approssimate.

8.  Conclusioni dello studio

Il settore legal online dispone oggi di fondamenta tecniche e contenutistiche solide, ma queste non risultano più sufficienti per competere efficacemente nell’ecosistema della ricerca generativa. L’analisi mostra con chiarezza che le principali leve di crescita futura non risiedono nell’ottimizzazione tecnica fine a sé stessa, bensì nella costruzione sistemica dell’autorevolezza e nella capacità di posizionarsi come fonte affidabile all’interno delle risposte generate dall’AI.

I temi legali sono ampiamente ricercati da utenti e aziende attraverso motori generativi e assistenti basati su LLM, spesso nel momento esatto in cui emerge un bisogno di chiarimento, orientamento o consulenza. In questo contesto, l’intelligenza artificiale rappresenta una opportunità concreta di visibilità qualificata per gli studi che riusciranno a essere presenti nelle risposte, intercettando la domanda nel suo momento più rilevante.

Al contrario, non essere citati o riconosciuti all’interno di questi nuovi spazi informativi può comportare, nel lungo termine, una progressiva perdita di percezione di autorevolezza, soprattutto presso potenziali nuovi clienti e interlocutori meno fidelizzati al brand. Un rischio particolarmente significativo per gli studi strutturati e con ambizioni di leadership.

 

Lo studio e l'articolo di sintesi sono a cura di Emanuele Luzzini, Chiara Scarponi e Duccio Lunari.

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Nucleus Srl

www.nucleusagency.com

 

Chi è Nucleus

Nucleus è un’agenzia di consulenza italiana specializzata su SEO/GEO, AI, Analytics, CRO, Accessibilità con sede a Milano.
Fondata nel 2018 si è subito ritagliata uno spazio di rilievo nel settore, acquisendo collaborazioni con aziende importanti in ambito nazionale ed internazionale tra cui: Corriere della Sera, Mercedes, Novartis, Danone, Prénatal, Amnesty International e molti altri.
Flessibile, affidabile e orientata ai risultati, Nucleus è tra le agenzie specializzate più considerate del mercato:

  • 30 professionisti SEO e Analytics stabilmente presenti come speaker ai principali eventi del settore
  • Più di 50 clienti nazionali e internazionali attivi, tra cui e-commerce, siti editoriali, grandi brand, con retention superiore al 96%
  • L’agenzia SEO/GEO e Analytics come partner dalle più importanti agenzie digital
  • Attiva nella formazione in alcuni dei più importanti Master italiani, tra cui Bocconi, Publitalia ’80, Bologna Business School, Università Cattolica e molti altri

Nucleus aiuta i brand a migliorare l’efficacia di tutte le loro properties digitali ed e-commerce attraverso servizi di consulenza mirati, solidi ed efficaci. Aumento di visite e utenti organici anche da motori AI, miglioramento della conversion rate, utilizzo di AI per analisi dati e strategie SEO e GEO, analisi e monitoraggio della concorrenza, ottimizzazione tecnica totale anche su piattaforme non SEO friendly come Shopify, aumento del trust SEO, strategia di data management completa (GA4/Matomo + GTM + Cookie Management + BigQuery + Looker Studio + integrazioni) sono alcuni degli ambiti in cui lavoriamo con i nostri clienti.

Nota metodologica

Lo studio è stato svolto tra dicembre 2025 e gennaio 2026. I dati presentati sono stati presi dalle seguenti piattaforme.

  • Rilevazioni dirette su Google (www.google.com) anche attraverso operatori Google specifici (come site:)
  • Google Page Speed Insight (https://pagespeed.web.dev)
  • Screaming Frog (www.screamingfrog.com)
  • SemRush (https://it.semrush.com)
  • Data for SEO (https://dataforseo.com/)
  • Talkwalker (https://www.talkwalker.com/)
  • Rilevazione diretta sui siti oggetto dello studio

Alcuni dei parametri possono variare rapidamente tra una rilevazione e l’altra; pertanto, lo studio ha lo scopo di valutare la situazione in termini statistici e generali, per stabilire una panoramica complessiva su alcuni aspetti essenziali. Pertanto, non si propone come una preanalisi mirata o un audit specifico, che potrebbe invece rilevare risultati in maniera differente.

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