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28/07/2026
di Cristina Oliva

Dal design alla consulenza strategica: Subsense supera il milione di euro di ricavi nel 2025

Pietro Spagnolo e Gianluca Cosetta

Pietro Spagnolo e Gianluca Cosetta

Subsense annuncia di aver superato per la prima volta nel 2025 il milione di euro di ricavi. Un rislutato che "è arrivato dopo un percorso di sette anni e due anni di transizione, perché ha scelto la strada più difficile: puntare sull’intuizione strategica e il pensiero critico", spiega l'agenzia nella nota.

Il Ceo Gianluca Cosetta racconta: “Il percorso che ci ha portato a superare per la prima volta la soglia del milione non è stato lineare. Ed è stato meglio così: perché significa che non abbiamo preso scorciatoie, e ci siamo arrivati un progetto alla volta”.

Nata nel 2018, e specializzata nella creazione di prodotti digitali, campagne di comunicazione, branding e consulenza strategica per le aziende, Subsense negli ultimi due anni ha deciso di imprimere una svolta radicale al proprio lavoro: smettere di inseguire clienti, pensare a breve termine, saltare da una gara all'altra, per scegliere una direzione chiara, diventare meno reattivi e più attivi", continua il comunicato. 

A dare impulso a questa scelta strategica è l'arrivo nel 2024 del direttore creativo e partner Pietro Spagnolo. Cresciuto in gruppi indipendenti, tra studi internazionali di architettura, agenzie di comunicazione e startup d’intelligenza artificiale, ha diretto il Master in Branding di Talent Garden. Il suo arrivo permette all'agenzia di costruire più a lungo termine sui clienti, sui progetti e su ciò che l'azienda voleva diventare. "Si è alzato il livello qualitativo degli output creativi, ma soprattutto è cambiata la consapevolezza del proprio impatto e l’atteggiamento di fronte a un brief. Una trasformazione che ora viene validata anche dai risultati".

Oltre che dalla crescita dei ricavi, Subsense misura l'impatto della nuova direzione intrapresa anche guardando al cambio di dimensione del lavoro: nel 2025 l’agenzia ha lavorato su scala internazionale, con aziende presenti in tutto il mondo, progetti che attraversano mercati e formati diversi. Retail, energy, HR: clienti da industry anche molto lontane tra loro che hanno scelto Subsense per il suo metodo, per la sua modalità di pensiero.

“C'è una domanda che facciamo sempre più spesso ai clienti, prima ancora di aprire un file”, rivela Pietro Spagnolo: 'perché hai bisogno di quello che ci stai chiedendo?'. Sembra una provocazione, ma in realtà è il punto di partenza che fa la differenza tra un progetto superficiale da uno davvero necessario".

L’evoluzione di Subsense segue questa logica di ampliamento strategico: al lavoro iniziale su UI/UX design si sono aggiunte la comunicazione, il brand, la consulenza strategica. Un’estensione del raggio d’azione mossa dalla convinzione che un problema complesso non si risolve con uno strumento solo, e che la risposta migliore non viene da una singola disciplina ma dall’incontro tra discipline diverse.

Nel 2025, questo modo di lavorare ha prodotto progetti che spaziano dal brand allo spot, dalle piattaforme digitali alle campagne globali. Progetti in cui il filo conduttore era sempre la visione, concretizzata attraverso formati diversi.

Per garantire la coerenza della visione, la cura di ogni sfida, il dialogo approfondito con i clienti, "Subsense sceglie di restare, almeno nel medio termine, un’agenzia di piccole dimensioni, una bottega in cui si producono idee di alta qualità e con la massima efficacia.

La qualità orizzontale che vuole garantire su ogni progetto non aumenta linearmente con il numero di persone, e quindi questo è uno di quei casi in cui rimanere piccoli significa rimanere presenti, conservare la propria ragione di esistere e l’elemento differenziante per cui i clienti scelgono Subsense", spiega la realtà nel comunicato.

“Il 2025 ci ha dimostrato che la solidità si costruisce sapendo esattamente che cosa vuoi diventare e, soprattutto, avendo il coraggio di aspettare il momento giusto per diventarlo", dice Gianluca Cosetta.

L’anno del milione dunque per l'agenzia non è un punto d’arrivo, "ma è il momento in cui tutto quello che l’azienda ha costruito in questi anni ha trovato la forma giusta per esistere. E il 2026 è destinato a portare con sé anche qualche grande sorpresa", chiude il comunicato.

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