• Programmatic
  • Engage conference
  • Engage Advanced TV
  • Engage Play
12/02/2026
di Cristina Oliva

La radio conquista le nuove generazioni. La ricerca di Skuola.net

Il mezzo è vivo tra GenZ e Alpha anche grazie all'ascolto da smartphone. 1 giovane su 4 la ascolta regolarmente

skuola-net-world-radio-day-1.jpg

La radio non è un media da "boomer": tra i giovani è viva anche grazie alle nuove tecnologie. A rivelarlo, in occasione del World Radio Day 2026, sono i dati della seconda edizione dell’Osservatorio "Giovani e Media" di Skuola.net, che ha coinvolto un campione di 1.500 ragazze e ragazzi tra i 9 e i 24 anni. Secondo il report, il mezzo di comunicazione più longevo riesce a fidelizzare anche i nativi digitali, visto che il 25% di loro la ascolta “molto frequentemente”.

In più, oltre alle “onde”, oggi ci sono anche i bit a trasportare in primis la musica e l'infotainment, principalmente la mattina, andando a scuola o all’università, oppure nella seconda parte della giornata, accompagnando il ritorno a casa o i compiti pomeridiani.


Leggi anche: La TV lineare resiste allo streaming anche tra le nuove generazioni: lo studio di Skuola.net


Cresce la quota di ascoltatori abituali

Come anticipato, ben il 25% del campione intervistato ascolta la radio di frequente, il 20% solo occasionalmente e circa il 55% mai o quasi. Percentuali che certificano un vero e proprio balzo in avanti nelle abitudini quotidiane, secondo Skuola.net: rispetto a una rilevazione simile effettuata nel 2022, la quota di "ascoltatori abituali" è infatti più che raddoppiata (allora era ferma al 12%).

Non si tratta, inoltre, di un ascolto distratto o occasionale: all'interno di questo zoccolo duro, la maggioranza (58%) si sintonizza sulle frequenze preferite praticamente tutti i giorni: la radio, insomma, è tornata a essere un appuntamento fisso.

La radio si fa "smart", tra smartphone e multitasking

La radio, quindi, torna protagonista tra i giovani ma lo fa cambiando pelle e adattandosi ai ritmi di Gen Z e Alpha. Se l'ascolto tradizionale "in auto o sui mezzi" rimane maggioritario (preferito da circa 6 su 10), esplode la fruizione "liquida" e digitale. Raddoppia, infatti, l'ascolto tramite smartphone e tablet, mentre si è in giro: passando dal 7% al 14% come modalità preferita. Cosicché canzoni e parole escono dall'abitacolo ed entrano in tasca sotto forma di App.

Cambia radicalmente anche l'approccio: per i ragazzi la radio è la compagna ideale del multitasking. Il 66% degli intervistati dichiara di ascoltarla "mentre fa altre cose", confermando la sua capacità di accompagnare lo studio, lo sport o il relax senza richiedere l'attenzione visiva pretesa dai social. Solo l'11% si dedica all'ascolto esclusivo e concentrato.

Gli orari radiofonici delle nuove generazioni

Quando si accende la radio? La fascia del mattino presto (6:00-9:00) resta la regina indiscussa, intercettando il 36% degli ascolti, probabilmente nel tragitto casa-scuola o casa-lavoro. Tuttavia, il dato più interessante è il boom della fascia pre-serale (18:00-21:00): qui gli ascolti balzano al 22%, quasi raddoppiando rispetto a quanto registrato quattro anni fa. La radio diventa,
così, la colonna sonora anche del rientro a casa o del momento di relax prima di cena.

Meno playlist, più infotainment

Ma perché affezionarsi alla radio se esistono le playlist infinite e personalizzate di Spotify? La risposta, secondo Skuola.net, è nel “fattore umano”. Perché, sebbene la musica resti il traino principale, si nota un calo delle emittenti fatte di sole canzoni (preferite dal 54% dei giovani, contro il 65% del 2022). Guadagna terreno, invece, l'infotainment: cresce nettamente (dal 15% al 20%) la preferenza per il mix di musica, talk, notizie e intrattenimento, segnalando come sempre più giovani cerchino connessione, opinioni e voci in diretta. 

A livello di emittenti, vincono le radio nazionali generaliste (scelte dal 49%), capaci di aggregare grandi community e proporre più generi. Ma si evidenzia una crescita di interesse per le radio nazionali “verticali” (che passano solo un genere specifico), che salgono al 14%.

Streaming e podcast: alla ricerca di un nuovo equilibrio

Questa rinascita della radio tradizionale (in veste digitale) avviene in un contesto in cui lo streaming audio sembra aver raggiunto un punto di saturazione. Le piattaforme come Spotify restano centrali, ma l'utilizzo quotidiano è ormai stabile: tra un’indagine e l’altra il dato è rimasto attorno al 60% degli intervistati.

A fare da ponte tra i due mondi, però, sono arrivati i podcast. Che nell’ultimo quadriennio sono riusciti a ritagliarsi una quota consistente di pubblico anche nelle nuove generazioni: la percentuale di chi non ne ascolta mai si riduce dal 43% al 39%.
 

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI