Il mercato pubblicitario della stampa italiana continua a muoversi in territorio negativo. Nei primi otto mesi del 2026, da gennaio ad agosto, il fatturato complessivo del mezzo registra una flessione del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, attestandosi a 263,5 milioni di euro, contro i 282,1 milioni dell’anno precedente. È quanto emerge dai nuovi dati dell’Osservatorio Stampa FCP.
Il calo interessa sia i quotidiani sia i periodici, con questi ultimi che mostrano una contrazione leggermente più accentuata.
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Quotidiani: raccolta a 191 milioni, in crescita solo la pubblicità legale
Nel segmento dei quotidiani il fatturato pubblicitario complessivo diminuisce del 6,4%, passando dai 204,1 milioni di euro dei primi otto mesi del 2025 a 191,1 milioni nel 2026.
La flessione riguarda quasi tutte le principali tipologie di raccolta. La pubblicità commerciale nazionale, che rappresenta la componente più rilevante in termini di fatturato, arretra del 7,7% a 95,9 milioni di euro, mentre la commerciale locale scende dell’8,5% a 58,2 milioni. Negative anche la finanziaria, in calo del 12,3% a 6,1 milioni, e la classified, che perde l’8,7% a 17,4 milioni.
L’unica voce in controtendenza è la pubblicità legale, che cresce del 27,3%, raggiungendo i 13,4 milioni di euro.
Periodici: -7,2%, soffrono soprattutto i settimanali
Il comparto dei periodici chiude i primi otto mesi con una raccolta di 72,4 milioni di euro, in diminuzione del 7,2% rispetto ai 78,1 milioni dello stesso periodo del 2025.
A pesare maggiormente sono i settimanali, che registrano una flessione del 15,3%, con il fatturato che passa da 37 a 31,4 milioni di euro. Più contenuto il calo dei mensili, pari al 6,8%, per una raccolta di 36,2 milioni.
Prosegue invece la forte crescita delle “altre periodicità”, che segnano un incremento del 121,7% e raggiungono i 4,8 milioni di euro: una dinamica molto positiva in termini percentuali, ma riferita a volumi poco significativi.