In un mercato in cui molti brand si confrontano con crisi di rilevanza, perdita di identità e crescente pressione sui risultati di breve periodo, la creatività è una leva strategica per generare valore nel tempo. È in questo contesto che si inserisce il percorso di PhoenixADV, agenzia di comunicazione italiana indipendente che si definisce un’“impresa di rigenerazione creativa”, che aiuta le marche a ritrovare coerenza attraverso un approccio curatoriale alla comunicazione e alla costruzione dell’identità.
Fondata oltre trent’anni fa come agenzia di advertising e oggi attiva anche nell’advisory e nei percorsi di brand building, la società affianca le aziende nei processi di evoluzione e trasformazione, facendo leva sul metodo proprietario PHeel | PHink | PHly che è alla base della costruzione dell’identità di marca. Una strategia che porta anche a risultati di business: il 2025 si è chiuso con una crescita di fatturato superiore al 10%, mentre l’agenzia guarda al 2026 con l’obiettivo di accelerare ulteriormente il proprio sviluppo.
Ne parliamo con Alessandra Fanzago, Co-founder e CEO, e Corrado Mazzucchi, Co-founder e Presidente, che raccontano l’evoluzione di PhoenixADV e la loro visione sul ruolo delle agenzie creative oggi.

Vi definite un’“impresa di rigenerazione creativa”. Cosa significa?
Innanzitutto significa che la Fenice, per noi, è più di un nome, un logo o un'immagine suggestiva, è una promessa operativa. Rigenerare è l'arte della fenice: attraversare il fuoco per ritrovare il senso delle cose. Rigenerare creativamente è l’atto di restituire vitalità e significato ai brand, ai prodotti, alle community, alle idee. Questo in un momento storico in cui molti brand si scoprono obsoleti, si sentono incompresi o semplicemente lanciano segnali di stanchezza.
Abbiamo le prove: la creatività non serve solo a comunicare, ma a rigenerare senso. Fuori e dentro l’azienda. È un approccio che unisce strategia e sensibilità, esperienza e curatorialità, visione e concretezza per trasformare la creatività in una forza rigenerante, capace di produrre senso, non solo attenzione.
Siete nati nell’advertising tradizionale e oggi affiancate anche attività di advisory e costruzione dell’identità. Come si sono evoluti i vostri servizi nel tempo?
Se mi volto indietro e osservo il percorso di questi trent’anni mi sorprendo della continuità di una costante: il continuo susseguirsi di crisi stratificate - economiche, culturali, identitarie, ambientali, creative, religiose. E cronaca viva, anche oggi.
Viviamo nell'era della discontinuità. Modelli di business collassano, certezze si dissolvono, linguaggi invecchiano in pochi mesi. La fenice parla a chi deve reinventarsi o vuole evolvere.
Il cambiamento superficiale non basta più. Il semplice restyling, il rebrand cosmetico, la "nuova campagna" sempre più spesso non bastano. Serve una trasformazione. Serve attraversare il fuoco, non aggirarlo.
C'è bisogno di ritrovare l'essenziale. Dopo anni di accumulo, sovrapproduzione, rumore comunicativo, molti brand (e clienti) si sentono frastornati o hanno perso il centro. C’è bisogno di qualcosa di rigenerativo e la fenice, per sua natura, non nega la crisi, l'attraversa. Noi lo facciamo con una North Star chiara: mettere sempre al centro la nostra Cultura di Progetto.
Il vostro metodo proprietario PHeel | PHink | PHly è alla base della costruzione dell’identità di marca. Quali risultati vi ha permesso di ottenere?
La fenice insegna che rigenerarsi significa identificare la propria essenza più autentica. Bisogna saper ascoltare sensibilmente, togliere i veli della quotidianità che offuscano la marca, far riemergere il patrimonio a volte nascosto nei meandri della storia d’impresa e, infine, trovare quel filo, quell’essenza che raccorda e allinea tutti i passaggi.
Il metodo PH3 fa esattamente questo, dove la fase PHeel è Ascolto Sensibile, il PHink è Pensiero Strategico e PHly è la Strategia Creativa. Codificato a partire dal 2005, ci ha guidato alla realizzazione di tutti i nostri progetti di branding e dei più importanti progetti di comunicazione, permettendoci di costruire rapporti più profondi e duraturi con i nostri clienti diventandone partner di lungo corso.
Definite il vostro lavoro come un’attività di “curating”. Cosa significa applicare questa visione alla comunicazione?
La curatela è vedere il progetto dove gli altri vedono solo prestazioni. Senza cultura di progetto, la curatela non può essere agita. Per noi essere Brand Curators vuol dire prima di tutto creare connessioni, per ampliare la visione e dotarsi di una strategia solida e convincente. Poi selezionare al meglio le risorse più utili e appropriate a costruire i progetti, infine dedicare attenzione a vedere il potenziale di un’idea, valutarne l’impatto sulla marca e trovare il modo migliore per eseguirla. Semplificando essere curatori vuol dire fare le cose tenendoci.
Come sta cambiando il ruolo delle agenzie creative nel contesto attuale della comunicazione?
Assistiamo a mutazioni continue nella nostra industry, con la tecnologia che spesso prende il posto della creatività, la quantità soppianta la qualità, l’industrializzazione seriale comprime l’originalità e ci sembra di vedere tanti lavori fatti più per “fare” che per incrementare il valore. Ma vediamo anche tante realtà che rispondono con l’eccellenza ad una domanda molto impegnativa: come possiamo generare risultati nel breve e valore nel tempo.
Avere concorrenti bravi è faticoso e impegnativo, certo, ma è lo stimolo fondamentale per crescere ed evolvere. Io ci vedo la conferma che c’è ancora tanto spazio per chi ama irresistibilmente questo lavoro.
Come avete chiuso il 2025 in termini di fatturato e come vi aspettate di chiuderlo nel 2026?
In una struttura dimensionalmente piccola come PhoenixADV pensata per essere a misura di cliente, bastano pochi cambiamenti per generare impatti positivi e negativi importanti. Il 2025 si è chiuso con una crescita di fatturato di oltre il 10%, ma non siamo contenti perché, per motivi contingenti, non siamo arrivati all’obiettivo di toccare il 25% di crescita. Toccherà farlo nel 26 e ci stiamo attrezzando.
Guardando al futuro, quali sono le sfide e gli obiettivi per PhoenixADV nei prossimi anni?
Abbiamo un claim in cui crediamo molto, recita: Curating. Not just creating. La nostra strada è tracciata. Il futuro è tenere fede a questo commitment alimentando ogni singolo giorno la Cultura di Progetto e preservando le caratteristiche che ci rendono unici e umani: Intuizione, Originalità, Cura.