28/04/2026
di Lorenzo Mosciatti

WPP apre il 2026 in calo ma conferma la guidance. «L'Italia è tornata a crescere»

Ricavi in flessione nel primo trimestre, in linea con le attese. Bene il new business, mentre il gruppo accelera sulla strategia AI con Elevate28 puntando a un recupero nella seconda metà dell’anno

WPP ha chiuso il primo trimestre del 2026 con ricavi pari a 3,030 miliardi di sterline, in calo del 6,6% su base annua (-4% a perimetro costante), in linea con le indicazioni prudenti fornite a febbraio. I ricavi al netto dei costi “pass-through” si attestano a 2,260 miliardi di sterline, in diminuzione dell’8,9% (-6,7% a perimetro costante). “Una crescita organica costante rimane la nostra stella polare”, ha commentato Cindy Rose, Ceo di WPP. “Anche se ci vorrà tempo per superare le perdite storiche, i risultati del primo trimestre sono in linea con le aspettative e migliori rispetto al quarto trimestre 2025”.

L’attenzione del gruppo è fortemente concentrata su Elevate28, la roadmap strategica progettata per rilanciare il business della holding britannica, con l’obiettivo di trasformarla in un’entità più agile e orientata alla tecnologia, fondata sull’integrazione di AI e dati attraverso la piattaforma WPP Open. “Costruire una WPP più semplice e integrata sta risuonando positivamente con i clienti e sta generando nuove opportunità di business. Sono incoraggiata da questo momentum, che convalida la fase di stabilizzazione del piano e il nostro percorso verso la crescita”, ha aggiunto la manager.

Nel primo trimestre, si legge nella nota, lo slancio del new business ha continuato a rafforzarsi, con diversi nuovi incarichi e rinnovi contrattuali significativi. WPP ha inoltre annunciato una nuova integrazione con Google Earth AI in collaborazione con Google Cloud, ampliato la partnership con Adobe e siglato nuove collaborazioni nel campo dei dati. “Continuiamo a progredire nelle potenziali dismissioni di asset e forniremo aggiornamenti a tempo debito, ove opportuno”, precisa il gruppo, alludendo alle voci circolate nelle scorse settimane sulla possibile vendita di Burson, il network di agenzie PR.


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WPP segnala anche il ritorno alla crescita in Italia. “L’Europa continentale occidentale ha registrato un calo del 4,7% (Q1 2025: -4,5%). Germania e Francia hanno continuato a diminuire a causa delle pressioni sulla spesa dei clienti nei settori automotive e CPG; anche la Spagna è risultata in lieve calo, mentre l’Italia è tornata a crescere”.

Il gruppo conferma la guidance e prevede per il primo semestre un ulteriore calo dei ricavi comparabili al netto dei costi pass-through, con una flessione a una cifra medio-alta, ma con una traiettoria in miglioramento nella seconda metà dell’anno.

La debolezza del primo trimestre è stata particolarmente evidente in mercati chiave, dove la spesa dei clienti resta prudente. WPP sta gestendo un equilibrio delicato: difendere il core business delle agenzie mentre investe nell’ecosistema AI di WPP Open, con l’obiettivo di diventare partner di riferimento per i brand impegnati nelle loro trasformazioni digitali. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente restano infine un fattore di incertezza nel breve termine, spingendo molti dei principali clienti a rimandare campagne di branding su larga scala a favore di attività più tattiche e orientate alla performance nel breve periodo.

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