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Oggi gli inserzionisti pubblicitari devono confrontarsi con una customer journey sempre più frammentata, che si sviluppa tra dispositivi e canali diversi. Una singola decisione d’acquisto può passare da diversi touchpoint: email, siti di informazione, motori di ricerca, comparatori di prezzo e, sempre più spesso, dagli LLM (Large Language Model). Secondo i dati eMarketer, si tratta di un percorso che può durare anche 13 ore al giorno.
A raccontare questi cambiamenti, e di come gli advertiser li stanno affrontando, è il nuovo studio di Taboola, The Data Advantage, che si basa su un sondaggio condotto su oltre 300 senior marketing manager attivi nei settori del marketing e dell’advertising, in rappresentanza di aziende con più di 1.000 dipendenti e un budget mensile per il marketing di almeno 300.000 dollari.
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Secondo i dati raccolti dalla ricerca, i budget degli inserzionisti crescono di quasi il 10% nel tentativo di raggiungere nuove audience, e il 30% indica proprio i nuovi pubblici come una delle principali priorità a cui destinare budget aggiuntivi. Nonostante questo obiettivo, l’81% degli inserzionisti non riesce a raggiungere nuove audience e continua a rivolgersi ripetutamente agli stessi segmenti.

La frammentazione dell’identity lungo il percorso che precede la conversione spinge gli inserzionisti a fare affidamento su audience già utilizzate. Il 75% dichiara di avere difficoltà a riconoscere lo stesso utente lungo i diversi touchpoint.
Gli investitori pubblicitari, infine, vogliono diversificare gli investimenti oltre i walled garden: l’81% sarebbe disposto ad aumentare la spesa pubblicitaria su canali come siti editoriali e testate di informazione, a condizione di risolvere le sfide legate all’identity.
Adam Singolda, CEO di Taboola, spiega che “Con l’evoluzione della ricerca basata sull’AI e il cambiamento delle abitudini dei consumatori, il percorso che porta alla scoperta di contenuti è sempre più frammentato. Per brand e agenzie diventa fondamentale comprendere l’intenzione d’acquisto nei momenti che precedono la conversione. Al di fuori degli ecosistemi chiusi, riconoscere correttamente gli utenti resta una sfida difficile, che spinge a rivolgersi a audience già raggiunte. Superare questi limiti sull’open web significa valorizzare ogni interazione, superare i limiti del targeting tradizionale e creare nuove opportunità di crescita”.