Marginalità, il vero nodo delle agenzie: l’evento di Furious a Milano
Dalla corretta gestione delle gare al controllo in real time dei processi opertivi: Martina Cuman ha guidato una riflessione sul tema, mettendo in luce il ruolo dei dati e degli strumenti tecnologici nella gestione della redditività delle realtà creative
A Milano si è tenuto un incontro dedicato a uno dei temi più sensibili per il mondo delle agenzie: la marginalità. Al centro dell’evento, organizzato da Furious, il ruolo dei dati e degli strumenti tecnologici nella gestione della redditività delle realtà creative.
A condurre i lavori è stata Martina Cuman, Country Manager Italia della società, che ha sviluppato un gestionale dedicato alle agenzie di comunicazione, che ha guidato una riflessione sul rapporto tra crescita, organizzazione e sostenibilità economica. «È importante parlare di marginalità perché per far sì che un business funzioni ci deve essere marginalità. Nella industria creativa e nelle agenzie è ancora più importante, perché lavorando con il tempo e le risorse è fondamentale avere una crescita sostenibile», ha spiegato.
Nel suo intervento Cuman ha dimostrato come la marginalità sia il risultato di un sistema che coinvolge diverse aree operative: dal pre-sales alla pianificazione delle risorse, fino alla gestione dei progetti e alla parte finance. «Quando si parla di marginalità non ci si riferisce soltanto a un KPI, ma a un sistema che coinvolge tutte queste aree e che insieme contribuisce a una crescita sostenibile», ha aggiunto.
Secondo la manager, la visibilità sui dati e sui processi è oggi un elemento chiave per evitare che la redditività si perda lungo il percorso operativo delle agenzie. «Furious nasce proprio da questa esigenza: era una soluzione che avevamo sviluppato da noi per noi quando eravamo in agenzia. Gestisce l’intero ciclo di attività, dal primo contatto con il cliente fino alla fatturazione, permettendo di presidiare tutte le aree e governarle in modo coordinato».
Al termine della presentazione, Simone Freddi, direttore di Engage, ha intervistato Anna Norelli, Coo del gruppo Dude, portando sul palco l’esperienza concreta di una realtà creativa in crescita.
Nel corso della conversazione Norelli ha evidenziato come il tema della marginalità emerga spesso con maggiore chiarezza nelle fasi di espansione. «Spesso si tende a guardare al fatturato, che è sicuramente un KPI molto importante, però racconta solo una parte della storia. La marginalità è quella che ti dice veramente se hai preso le decisioni giuste», ha spiegato.
La manager ha poi raccontato come, nelle organizzazioni creative, la gestione della redditività richieda prima di tutto un cambiamento culturale: «Qualsiasi tipo di strumento, da solo, fa fatica a funzionare se non c’è cultura. Se le persone vivono la registrazione dei tempi come un controllo e non capiscono perché si tracciano i dati, semplicemente compilano un software senza poi utilizzare davvero quelle informazioni».
Il confronto ha messo in luce come, per molte realtà del settore, la sfida sia trovare un equilibrio tra creatività, crescita e controllo operativo, attraverso una maggiore consapevolezza dei processi e una migliore lettura dei dati.
Nel video che abbiamo dedicato all’evento - disponibile insieme all’articolo - abbiamo raccolto anche il punto di vista di Emanuela Genovesi, Ceo di TWow, che racconta come il tema della marginalità stia diventando sempre più centrale nella gestione quotidiana delle agenzie.