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23/07/2026
di Andrea Salvadori

Alphabet: pubblicità e Google Cloud spingono ricavi record. Boom per gli investimenti nell'AI

Il fatturato advertising aumenta del 14,4%, con Search e YouTube in forte espansione, mentre Google Cloud registra un balzo dell'82%. Il gruppo aumenta il budget per sostenere la domanda di servizi di intelligenza artificiale

Sundar Pichai, CEO di Alphabet

Sundar Pichai, CEO di Alphabet

Alphabet ha superato le attese di Wall Street grazie alla forte crescita di Google Cloud, sostenuta dalla domanda di servizi legati all'intelligenza artificiale. Il gruppo ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi record di 119,8 miliardi di dollari, in aumento del 24% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

La divisione Google Cloud ha registrato ricavi per 24,8 miliardi di dollari, in crescita dell'82% su base annua, accelerando rispetto al +63% del trimestre precedente e superando nettamente le aspettative del mercato.

Anche il business pubblicitario di Google ha continuato a crescere. Nel secondo trimestre del 2026, i ricavi complessivi derivanti dall’advertising sono saliti a 81,6 miliardi di dollari, rispetto ai 71,3 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente, con un incremento del 14,4%. A trainare la performance è stata soprattutto la divisione Google Search & Other, che ha generato 63,3 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 16,8% rispetto ai 54,2 miliardi del secondo trimestre del 2025. Anche YouTube Ads ha continuato a crescere, raggiungendo 11,1 miliardi di dollari, pari a un incremento del 12,9% su base annua, a conferma della forte domanda di pubblicità video e del ruolo sempre più centrale della piattaforma nell'ecosistema digitale. Più contenuto, invece, l'andamento del Google Network, che ha registrato ricavi pari a 7,3 miliardi di dollari, sostanzialmente stabili rispetto all'anno precedente (-0,7%). 


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Il Ceo Sundar Pichai ha attribuito la performance del motore di ricerca alla crescente adozione delle funzionalità basate sull'intelligenza artificiale, come AI Overviews e AI Mode, che stanno aumentando il coinvolgimento degli utenti e aprendo nuovi spazi per la pubblicità.

Il reddito operativo è aumentato del 30,4%, raggiungendo 40,8 miliardi di dollari, mentre il margine operativo è salito dal 32% al 34%. L'utile netto attribuibile agli azionisti è balzato a 112,1 miliardi di dollari (+297,6%). Di conseguenza, l'utile diluito per azione (EPS) è passato da 2,31 a 9,11 dollari (+294,4%). Alphabet spiega che il risultato riflette un guadagno netto non realizzato sulle partecipazioni azionarie per circa 99 miliardi di dollari, una componente straordinaria che ha inciso in modo determinante sull'utile del trimestre.
Investimenti record per sostenere la corsa all'AI


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Nel trimestre, Alphabet ha registrato per la prima volta dalla quotazione un free cash flow negativo, pari a -5,9 miliardi di dollari, a causa dell'impennata della spesa destinata a data center, chip e infrastrutture per l'intelligenza artificiale. Nel trimestre il gruppo ha investito 44,9 miliardi di dollari in infrastrutture e beni strumentali, destinati principalmente all'espansione dei data center, all'acquisto di acceleratori AI, allo sviluppo di chip proprietari e al potenziamento delle capacità di Google Cloud e della piattaforma Gemini.

Alla luce della forte domanda, Alphabet ha inoltre rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale per il 2026, portandole a una forchetta compresa tra 195 e 205 miliardi di dollari, rispetto alla precedente stima di 180-190 miliardi. La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha sottolineato che il livello degli investimenti resterà elevato anche nei prossimi trimestri, poiché l'azienda intende continuare a rafforzare l'infrastruttura necessaria per sostenere la crescita dei servizi basati sull'intelligenza artificiale.

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