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25/08/2026
di Mario Mancuso

Calcio in TV, la stagione 2026/27 costa fino a 984 euro ai tifosi italiani

Secondo un'analisi di Facile.it, l'abbonamento mensile aumenta del 9,5%, quello annuale scende del 6%. Per gli spagnoli la spesa sfiora i 1.400 euro. Intanto la Lega Serie A prepara la gara per i diritti televisivi dal 2029

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Seguire il calcio in TV costerà fino a 984 euro ai tifosi italiani nella stagione 2026/27. È quanto emerge da un'analisi condotta da Facile.it sui prezzi dell'offerta pay TV, secondo cui i tifosi dovranno mettere a budget almeno 669 euro per seguire campionato e Champions League con l'abbonamento annuale, cifra che sale fino a 984 euro scegliendo la formula mensile.

Rispetto alla stagione precedente, le tariffe mensili sono aumentate del 9,5%, mentre le formule annuali sono diventate più convenienti, con un calo del 6%. Il costo sostenuto dai tifosi italiani resta comunque più contenuto rispetto ad altri Paesi europei: in Spagna la spesa complessiva per campionato e coppe sfiora i 1.400 euro.

Il prezzo varia a seconda delle competizioni a cui è iscritta la propria squadra. Per la sola Serie A bastano 564 euro con l'abbonamento mensile o 379 euro con quello annuale. Seguire Milan e Juventus, impegnate in Europa League, o l'Atalanta in Conference League, richiede fino a 924 euro mensili o 619 euro annuali. Per Inter, Napoli, Roma e Como, tutte in Champions League, la spesa sale fino a 984 euro mensili o 669 euro annuali.


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"L'abbonamento annuale si conferma la scelta più vantaggiosa per chi desidera seguire l'intera stagione senza interruzioni", spiegano gli esperti di Facile.it, aggiungendo che la formula mensile "offre la flessibilità di disdire l'abbonamento in qualsiasi momento".

Sul fronte europeo, la Spagna resta il mercato più caro, con quasi 1.400 euro annui per LaLiga e le coppe, pur richiedendo un solo abbonamento. Seguono l'Inghilterra, poco sopra i 900 euro, e la Germania, a 864 euro. La Francia è il Paese più economico, con circa 600 euro l'anno per Ligue 1 e coppe europee.


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La frammentazione dei costi in Italia nasce dalla distribuzione dei diritti televisivi: per la Serie A basta Dazn, che trasmette tutte le dieci partite di ogni giornata, sette in esclusiva e tre in co-esclusiva con Sky. Per le coppe europee, Sky e Now detengono 185 delle 203 partite di Champions League e tutte le gare di Europa League e Conference League, mentre le restanti 18 partite di Champions, le migliori sfide del mercoledì, sono in esclusiva su Prime Video. Ne consegue che per seguire una squadra in Champions, è necessario sottoscrivere l'acquisto di tre abbonamenti diversi.

Il quadro dei prezzi si inserisce in un momento di transizione per i diritti televisivi del calcio italiano. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la Lega Serie A si prepara ad avviare in autunno la gara per i diritti televisivi dal 2029 al 2034, con le linee guida per la commercializzazione già al vaglio di Antitrust e Agcom. Il ciclo attuale, in vigore fino al 2029, porta nelle casse del calcio italiano circa 900 milioni di euro l'anno, di cui 700 milioni da Dazn e 200 da Sky, una cifra inferiore ai 927,5 milioni medi del ciclo precedente. La Lega ha inoltre affidato a JP Morgan un dossier sui diritti internazionali, che oggi generano circa 250 milioni di euro l'anno, con i primi risultati del lavoro attesi a fine settembre.

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