Spotify ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un utile operativo superiore alle attese degli analisti, grazie alla crescita dei ricavi e a una riduzione degli oneri legati ai contributi sociali sulle stock option. Tuttavia, le prospettive più caute per il terzo trimestre, in particolare sul fronte della crescita degli utenti e della redditività, hanno deluso il mercato, facendo scendere il titolo di quasi il 4% nelle contrattazioni pre-apertura.
Tra aprile e giugno, Spotify ha registrato un utile operativo di 655 milioni di euro, in aumento rispetto alle aspettative del consenso, che si fermavano a 639,2 milioni di euro. A sostenere il risultato è stata la crescita del business, ma anche il calo delle imposte sul personale legate all'andamento del titolo in Borsa. Questi contributi sociali, infatti, diminuiscono quando il valore delle azioni scende: dall'inizio dell'anno il titolo Spotify ha perso circa il 16%.
I ricavi sono cresciuti del 14% su base annua, raggiungendo 4,78 miliardi di euro. Il dato è risultato leggermente inferiore alle previsioni degli analisti, che indicavano 4,80 miliardi, ma conferma il percorso di espansione della piattaforma. I ricavi da abbonamenti sono aumentati del 15%, raggiungendo 4,33 miliardi di euro, mentre quelli pubblicitari dell'1%, attestandosi a 446 milioni di euro. Continua anche la crescita della base utenti. Gli utenti attivi mensili (MAU) sono aumentati del 12%, raggiungendo 777 milioni, mentre gli abbonati Premium sono saliti del 9% rispetto a un anno fa, toccando quota 300 milioni.
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Nonostante i risultati trimestrali solidi, l'attenzione degli investitori si è concentrata sulle indicazioni per il trimestre in corso. Spotify prevede un utile operativo di 670 milioni di euro, leggermente inferiore ai 677,8 milioni attesi dagli analisti secondo i dati di Visible Alpha. Sul fronte dei ricavi, invece, la guidance è più positiva: la società stima un fatturato di 5 miliardi di euro nel terzo trimestre, superiore ai 4,93 miliardi previsti dal mercato. Più prudente appare invece la crescita della base utenti. Spotify prevede di raggiungere 788 milioni di utenti attivi mensili, al di sotto delle stime degli analisti ferme a 793,6 milioni. Gli abbonati Premium dovrebbero aumentare di 5 milioni, arrivando a 305 milioni, un dato sostanzialmente in linea con il consenso.
Le previsioni riflettono un rallentamento della crescita nei mercati maturi. Sebbene il numero complessivo di utenti continui ad aumentare, Europa e Nord America rappresentano una quota sempre più ridotta della base utenti complessiva. Anche il peso dell'Europa tra gli abbonati Premium continua a diminuire, indicando che la crescita del gruppo è sempre più trainata dai mercati internazionali, caratterizzati però da livelli di monetizzazione generalmente inferiori rispetto alle aree storiche.