Christina Lundari, Country Manager Global Business Solutions di TikTok Italia e Grecia
TikTok è ormai riconosciuta per la sua capacità di catturare l'attenzione degli utenti, generare engagement e favorire la scoperta di nuovi prodotti e brand. Oggi però la piattaforma punta a rafforzare il proprio ruolo anche sul fronte delle performance e dei risultati di business, sostenendo che costruzione del brand e conversione possano convivere all'interno dello stesso ecosistema.
Ne abbiamo parlato con Christina Lundari, Country Manager Global Business Solutions di TikTok Italia e Grecia.
Quale ruolo può giocare oggi TikTok nel percorso che porta dalla scoperta all'acquisto?
«Il ruolo della piattaforma si estende sempre di più oltre la scoperta e coinvolge ricerca, valutazione e acquisto. Lo dimostrano anche i risultati: un white paper globale realizzato con Deloitte Digital evidenzia che l'83% di chi utilizza TikTok per trovare ispirazione conclude poi un acquisto. Inoltre, secondo uno studio Ipsos, il 68% degli utenti esposti a un annuncio sponsorizzato dichiara di aver sviluppato il desiderio di acquistare il brand in quel preciso momento.
L'impatto della piattaforma non si limita però all'esperienza in-app. Quando gli utenti decidono dove acquistare un prodotto scoperto su TikTok, il 41% completa la transazione direttamente sulla piattaforma, mentre una quota significativa prosegue il percorso attraverso negozi fisici, marketplace e siti e-commerce. È un segnale di come TikTok contribuisca a generare risultati lungo l'intero ecosistema retail. Alla base di queste dinamiche c'è una crescente integrazione tra scoperta, ricerca e acquisto. Sempre più persone utilizzano TikTok per informarsi, confrontare prodotti e raccogliere opinioni prima di una decisione d'acquisto. Non a caso, il 93% degli utenti quotidiani utilizza la piattaforma come strumento di ricerca preliminare. La discovery rimane comunque uno degli elementi distintivi dell'esperienza su TikTok. Secondo una ricerca AYTM, infatti, il 57% degli utenti scopre nuovi prodotti in maniera non intenzionale mentre naviga nella propria For You Page».
Alla luce di questo, TikTok non sembra più essere soltanto una piattaforma di awareness ed engagement. Quindi come sta evolvendo?
«TikTok continua a essere uno spazio in cui i brand possono costruire notorietà e connessioni autentiche con le proprie community attraverso la creatività. Allo stesso tempo, però, abbiamo investito per sviluppare una dimensione sempre più strutturata sul fronte delle performance, della customer acquisition e del supporto agli obiettivi di business.
Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a trasformare l'attenzione in risultati concreti, accompagnando le persone dall'ispirazione all'azione attraverso strumenti sempre più evoluti basati su automazione e intelligenza artificiale».
Ma di fatto molti brand continuano a pianificare tenendo distinte le attività finalizzate alla costruzione di brand da quelle orientate alla vendita. Questa suddivisione ha ancora senso?
«Sappiamo ormai tutti molto bene che il percorso di acquisto non è più lineare, e su TikTok questa evoluzione è particolarmente evidente. La distanza tra il momento della scoperta di un prodotto e quello dell’azione si è ridotta drasticamente. Le persone scoprono prodotti e servizi mentre fruiscono di contenuti che trovano interessanti, approfondiscono immediatamente le informazioni che cercano e possono sviluppare in pochi minuti un'intenzione d'acquisto. Su TikTok questi momenti non sono più necessariamente separati.
Abbiamo sintetizzato questo processo nel nostro nuovo posizionamento globale: "Watch it. Love it. Want it.": non come tre fasi distinte, ma come un unico ecosistema in cui intrattenimento, scoperta e azione commerciale si alimentano reciprocamente».
AI e automazione stanno cambiando il marketing digitale. Quale ruolo hanno nella vostra strategia?
«Per noi rappresentano strumenti fondamentali per aiutare aziende e agenzie a gestire in modo più efficace attività sempre più complesse.
Questa evoluzione, al centro anche delle novità presentate durante TikTok World 2026 (leggi qui, ndr), si traduce in soluzioni come Smart+, che attraverso l’automazione massimizza le performance riducendo gli sforzi gestionali, e GMV Max Pro, prodotto disponibile per chi ha attivato TikTok Shop che consente ai brand di calcolare il ROI in modo ancora più olistico.
Sul fronte creativo, invece, continuiamo a investire in strumenti come Dreamina Seedance 2.0, integrato nella suite TikTok Symphony, per supportare i brand nel creare e scalare contenuti TikTok first rilevanti per i consumatori con una qualità creativa cinematografica».
Infine, quale sarà secondo te la principale sfida per marketer e agenzie nei prossimi mesi?
«Credo che la sfida principale sarà ripensare il modo in cui vengono costruite le strategie di marketing. Le persone non vivono più percorsi lineari e i confini tra scoperta, ricerca e acquisto sono sempre più sfumati. Per anni il marketing ha separato la costruzione del brand dalla generazione dei risultati. Oggi vediamo persone che scoprono un prodotto, lo approfondiscono e maturano un'intenzione d'acquisto nello stesso ambiente e spesso nello stesso momento.
Per questo crediamo che la sfida per marketer e agenzie non sia scegliere tra branding e performance, ma imparare a farli lavorare insieme all'interno di strategie più integrate».