Underdogs, società che integra competenze in dati, tecnologia e creatività e braccio operativo di Underdogs Group, avvia una collaborazione con TrustMate, piattaforma tecnologica specializzata nella raccolta e gestione delle recensioni verificate. L’accordo amplia l’offerta dedicata ai clienti e-commerce con uno strumento pensato per trasformare le recensioni in un vero e proprio vantaggio competitivo.
Attraverso la partnership, Underdogs integrerà nella propria consulenza la soluzione di TrustMate, che consente di automatizzare la raccolta delle recensioni dopo l'acquisto, verificarne la provenienza e guidare gli utenti nella compilazione attraverso domande strutturate, con la possibilità di aggiungere anche fotografie e video.
L'obiettivo è aiutare gli e-commerce a utilizzare le recensioni non soltanto come strumento di reputazione, ma anche per sostenere conversioni e visibilità organica. Secondo quanto spiegato dalle due società, i contenuti generati dagli utenti possono infatti contribuire ad arricchire le pagine prodotto con informazioni e parole chiave naturali, aumentandone la rilevanza sia per i motori di ricerca tradizionali sia per i sistemi basati sull'intelligenza artificiale.
La soluzione è compatibile con le principali piattaforme e-commerce, tra cui Shopify, WooCommerce, Magento e PrestaShop, e consente alle aziende di pubblicare recensioni conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea.
“Con TrustMate, diamo ai nostri clienti uno strumento concreto per trasformare ogni recensione in un asset di crescita, in piena compliance”, commenta Fabrizio Gigliotti, Project Manager area E-commerce e Tech di Underdogs, sottolineando come l'accordo rientri nel percorso della società verso un'offerta di consulenza e-commerce a 360 gradi.
Sul valore dei contenuti generati attraverso le recensioni si sofferma anche Claudio Ciccarelli, VP of Sales di TrustMate: “Oggi raccogliere recensioni non significa più semplicemente accumulare stelle, ma generare contenuti autentici, ricchi di dettagli e visivi, capaci di guidare il cliente finale e farsi notare dai motori di ricerca tradizionali e generativi”. Per Ciccarelli, la partnership punta così a trasformare la social proof da elemento passivo a strumento di conversione e posizionamento organico.