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Content Creation

Silvio De Rossi
a cura di Silvio De Rossi

Content Creator e Influencer, collabora con i più importanti Brand del panorama automotive e non solo. Founder di Stylology.it, nel suo passato Televideo Rai e Mediavideo, i veri antenati di internet. E’ stato responsabile editoriale di Blogosfere.it, partecipando al successo del network di blog più grande d’Italia. In seguito è stato direttore responsabile di Leonardo.it. Si occupa di produzioni foto e video con particolare attenzione ai format più adatti ai social network.

05/12/2023

AI è diventata mainstream: ha ancora senso avere paura?

L’Intelligenza Artificiale sta diventando uno strumento mainstream, come mai avremmo pensato potesse accadere. Ma c’è ancora un timore di fondo che ricorda chi additava Karl Benz come un folle

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Negli ultimi 12 mesi, l'intelligenza artificiale (AI) ha attraversato una trasformazione epocale, passando da uno strumento di nicchia riservato ai professionisti a un potente alleato accessibile al grande pubblico. Un esempio tangibile di questa evoluzione è rappresentato da ChatGPT, un modello linguistico avanzato sviluppato da OpenAI, che oggi viene utilizzato in modo corretto e utile da molte persone, segnando un passo significativo verso la democratizzazione dell’AI.

Qualche giorno fa leggevo la ricerca di Zscaler, che svela come le aziende vogliano accelerare in merito all’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale generativa
(GenAI), ma che sono ancora oggi presenti problemi di sicurezza che vanno risolti al più presto.

Intanto l’AI sta diventando uno strumento mainstream, come mai avremmo pensato potesse accadere. Il successo di Epik (app con la quale in migliaia hanno generato le proprie foto in stile annuari anni ’90) ne è la prova, ma gli esempi sono tantissimi. Google Photos utilizza l’AI per organizzare e categorizzare automaticamente le foto, semplificando la ricerca attraverso parole chiave. Allo stesso modo, Grammarly sfrutta l’AI per migliorare la scrittura in tempo reale, correggendo grammatica, ortografia e stile. Assistants vocali come Cortana e Siri offrono un'interazione più naturale grazie all'intelligenza artificiale. L’Intelligenza Artificiale è ovunque e molti la utilizzano senza neanche rendersene conto.

App come Duolingo dimostrano come l’AI personalizzi l'apprendimento delle lingue in base alle prestazioni degli utenti, rendendo l'esperienza educativa più efficace. Netflix utilizza algoritmi di raccomandazione basati sull’AI per suggerire contenuti personalizzati, mentre Tesla Autopilot integra avanzati algoritmi di intelligenza artificiale per “guidare” in modo sicuro ed efficiente.

Anche nell'ambito artistico, DeepArt.io applica l’AI per trasformare le foto in opere d'arte ispirate a stili pittorici famosi. Nel settore del fitness, Fitbit analizza dati da
dispositivi indossabili, fornendo consigli personalizzati sulla salute. Microsoft Office 365 integra funzionalità di intelligenza artificiale, migliorando la produttività e l'efficienza.

Questo passaggio dall'uso di strumenti di AI solo da parte dei professionisti all'inclusione nelle app quotidiane è evidente anche in settori come la fotografia. Prisma, ad esempio, è un'app di editing fotografico che sfrutta l’AI per applicare stili artistici alle foto, portando l'arte digitale a livelli accessibili a tutti.

C’è una crescente consapevolezza di come l’AI possa migliorare la vita quotidiana e, in alcuni casi, anche la professione di molti. Non è più vista come una tecnologia riservata a pochi, ma piuttosto come uno strumento che può ottimizzare la gestione delle attività quotidiane, migliorare la produttività e stimolare l'innovazione.

Tuttavia, non manca chi guarda ancora con perplessità a questa grande innovazione. Alcuni temono la perdita di controllo o la sostituzione dell'umanità da
parte delle macchine. Molti affermano che “perderemo tutti il lavoro”. Guardando indietro nella storia, emerge un pattern chiaro: ogni innovazione che ha suscitato
inizialmente timore alla fine si è integrata nella vita quotidiana. Il fuoco ne è forse il simbolo principe. Ricordo anche come Karl Benz venisse additato come un folle,
quando mostrò la prima automobile. Molti dissero: “Io preferirò sempre il cavallo”. Lo stesso discorso vale per i computer, inizialmente considerati strumenti
complessi e inutili da molti.

La conclusione è chiara: non bisogna temere il cambiamento, ma abbracciarlo. L'evoluzione fa parte integrante della storia umana, e l’AI è l'ultimo capitolo di questo percorso. Così come nel passato siamo riusciti a integrare nella nostra vita strumenti che inizialmente sembravano spaventosi o superflui, anche l’AI troverà il suo posto. E sono certo che non lo ruberà a nessuno.

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