Dentsu ha pubblicato "Luxury Fashion 2035", uno studio sulle trasformazioni che ridefiniranno il settore fashion e luxury nel prossimo decennio. La ricerca è sviluppata a partire dagli insight del report globale Consumer Vision 2035, basato su 30.000 consumatori in 27 paesi e interviste a 20 esperti internazionali di innovazione.
Il tema centrale è l'avvento degli AI gatekeepers: sistemi predittivi che filtrano e selezionano le opzioni prima che arrivino alle persone. Il 49% degli intervistati vorrebbe un proprio "AI clone" per gestire shopping e attività quotidiane, il 77% accoglierebbe brand capaci di anticipare i bisogni e il 70% ritiene che entro il 2035 l'AI sarà integrata nella maggior parte delle attività quotidiane. Tre consumatori su quattro prevedono che i propri dispositivi saranno in grado di riordinare prodotti o prenotare servizi in autonomia.
Per il fashion e il luxury, questo scenario implica boutique capaci di riconoscere stati emotivi e contesto, smart mirror evoluti e sistemi di wardrobe analysis. La scelta non sarà più solo umana: sarà pre-filtrata da algoritmi che decidono cosa mostrare, quando e a chi.
Sul fronte della sostenibilità, il 90% dei consumatori preferisce brand che contribuiscono attivamente alla rigenerazione delle risorse naturali. Il cambiamento climatico è indicato come fattore capace di modificare le abitudini di consumo entro il 2035 da quattro persone su cinque, con impatti stimati sulla filiera inclusa una possibile riduzione della disponibilità di cashmere di alta qualità. Sul piano culturale, Africa e Asia sono indicate come nuove geografie dell'influenza destinate a ridefinire i codici estetici globali.
“Il rischio più grande non è la tecnologia: è l'omologazione”, ha dichiarato Mariano Di Benedetto, CEO Western & Southern Europe & MEA di Dentsu. “Le maison che guideranno il futuro saranno quelle capaci di evolvere da produttori di eccellenza a piattaforme culturali riconosciute tanto dalle persone quanto dagli algoritmi che le rappresenteranno”.