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di Redazione Engage

Neuro-Contextual Talks: l’attention come leva per migliorare l’efficacia delle campagne

Con Giulio Giovine e Anna Iuculano (Xpln.ai) focus su qualità dell’esposizione, misurazione avanzata e impatto dell’attention sui risultati lungo il funnel

Prosegue su Engage Neuro-Contextual Talks, la video-rubrica realizzata in collaborazione con Seedtag dedicata all’evoluzione del contextual advertising. Dopo aver introdotto nel primo episodio il concetto di Neuro-Contextual, questa nuova puntata aggiunge un tassello fondamentale: l’attention, sempre più centrale nelle strategie media.

Ospiti del confronto sono Giulio Giovine, Country Manager Italia di Seedtag, e Anna Iuculano, Managing Director Italy di Xpln.ai, ad tech specializzata nella misurazione e ottimizzazione dell’attenzione. Il dialogo parte proprio dalla definizione di questa metrica, andando oltre i KPI tradizionali per concentrarsi sulla qualità reale dell’esposizione pubblicitaria.

«L’attention è un po’ il meccanismo centrale che abilita tutte queste dimensioni: interessi, emozioni e intenzioni», spiega Giovine. «È come la valuta del nostro cervello: senza attenzione non c’è azione». Un concetto che si lega direttamente al Neuro-Contextual, che punta a lavorare non solo sul contenuto ma sull’impatto che questo ha sull’utente.

Dal lato della misurazione, Iuculano sottolinea come l’attention rappresenti un cambio di paradigma rispetto alle metriche più diffuse: «L’attention misura la qualità reale dell’esposizione, mentre i KPI tradizionali si fermano a segnali di delivery. Non basta che un annuncio sia visibile, bisogna capire se è stato davvero visto, processato e ricordato».

Un approccio che si traduce anche in risultati concreti. Seedtag, grazie alle sue soluzioni Neuro-Contextual, registra uplift significativi sull’attention, «tendenzialmente a doppia cifra, anche oltre il 50% rispetto ai benchmark», evidenzia Giovine. Dati che trovano riscontro anche nelle analisi di Xpln.ai, dove l’attention si dimostra una leva capace di influenzare tutto il funnel, dalla brand awareness fino alle conversioni.

Alla base della collaborazione tra le due realtà c’è una visione comune: il ruolo centrale del contesto e della qualità dei contenuti. «Il contesto crea le condizioni per catturare l’attenzione, la misurazione permette di dimostrarla e ottimizzarla», spiega Iuculano. Una sinergia che consente ai brand di passare dalla semplice delivery a una gestione più evoluta ed efficace delle campagne.

L’invito è a guardare il video per approfondire il ruolo dell’attention e capire come questo approccio possa migliorare concretamente le performance delle strategie digitali.

Recupera il primo episodio dedicato al Neuro-Contextual qui: https://www.engage.it/programmatic/neuro-contextual-talks.asp

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