Guerra in Iran: Warc stima l’impatto sul mercato pubblicitario globale
Lo scenario volatile potrebbe comportare quest'anno fino ad una riduzione di 4,2 punti percentuali della stima di crescita prevista ad oggi
Warc ha pubblicato oggi l’aggiornamento delle previsioni sulla spesa pubblicitaria globale 2026-2027, che include tre scenari basati sulle implicazioni della guerra in corso in Medio Oriente e della conseguente crisi energetica.
La crescita pubblicitaria globale è stata rivista al rialzo al +10,4% quest’anno, fino a 1,32 trilioni di dollari, ma lo scenario volatile potrebbe comportare fino ad una riduzione di 4,2 punti percentuali della stima, incidendo negativamente per 49,9 miliardi di dollari. I settori alimentare, viaggi e trasporti, tecnologia ed elettronica sono tra i più esposti ai listini elevati del petrolio e, dunque, ad un eventuale prolungato blocco del passaggio delle petrolieri nello Stretto di Hormuz.
Guardando al prossimo anno, Warc prevede un rallentamento della crescita al +8,2%, fino a 1,43 trilioni di dollari, Anche in questo caso, una crisi prolungata nel Golfo potrebbe sottrarre ulteriori 44 miliardi di dollari alle prospettive di crescita nel 2027. “Uno shock petrolifero agisce come una tassa sui consumatori: aumenta i prezzi e riduce il potere d’acquisto. In scenari più gravi si entra in stagflazione, colpendo direttamente settori come viaggi, automotive, alimentare ed elettronica”, commenta James McDonald di Warc.
I tre scenari delineati dai ricercatori di Warc
Scenario A
Shock breve e contenuto: il prezzo del petrolio sale a circa 100 dollari al barile per pochi mesi, per poi stabilizzarsi. In questo caso, il mercato pubblicitario globale cresce del 10,4%, raggiungendo 1,32 trilioni di dollari. L’impatto maggiore si registra nel settore Viaggi & Trasporti, che riduce la spesa pubblicitaria del 3,5%, mentre gli altri settori seguono la crescita media globale.
Scenario B
Shock prolungato (1–3 anni): il petrolio resta sopra i 100 dollari per uno o due anni, con interruzioni parziali di fornitura. La crescita della pubblicità scende di 1,6 punti percentuali nel 2026, pari a 19 miliardi di dollari, a cui si aggiungono ulteriori 13,3 miliardi di dollari persi nel 2027, per un totale di circa 32,3 miliardi di dollari in due anni. I settori più colpiti sono l’alimentare, la tecnologia e il leisure, che crescono più lentamente rispetto al mercato complessivo.
Scenario C
Shock grave e sistemico: il prezzo del petrolio raggiunge 150 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz resta chiuso a lungo. In questo caso, la crescita della pubblicità globale rallenta a +6,2% nel 2026, con una perdita di 49,9 miliardi di dollari rispetto allo scenario base, Nel 2027 si aggiungono altri 44 miliardi di dollari di perdite, per un totale di circa 93,9 miliardi in due anni. I settori più esposti, come Viaggi & Trasporti, possono ridurre la spesa fino al 5,8%.