Ospite di Radio Programmatic, Amélie Grenier-Bolay, Country Manager Italy & MENA di PubMatic, ha offerto un punto di vista di grande interesse sull’evoluzione dell’ad tech.
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Nel suo intervento, la manager ha raccontato il percorso della piattaforma: da SSP focalizzata sull’ottimizzazione per gli editori a piattaforma unificata, fino all’attuale fase, sempre più AI-driven. «Non si tratta più di utilizzare l’intelligenza artificiale, ma di costruire la tecnologia con l’AI al centro».
Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda l’introduzione di modelli agentic, basati su agenti intelligenti in grado di gestire in autonomia diverse fasi della campagna. Un approccio che consente di ridurre tempi operativi e costi tecnologici, migliorando al tempo stesso l’efficienza complessiva.
Queste soluzioni rendono inoltre il programmatic più accessibile: oggi è possibile attivare campagne anche partendo da input semplici, definiti in linguaggio naturale, lasciando poi agli agenti il compito di ottimizzare le attività in tempo reale.
Resta però centrale il ruolo umano. «Il principale equivoco è pensare che si tratti solo di automazione: in realtà stiamo insegnando al software a ragionare in termini di obiettivi di business».
Il vero rischio, ha concluso, non è l’AI in sé, ma una definizione non corretta degli obiettivi: senza una chiara strategia, anche i sistemi più avanzati possono ottimizzare nella direzione sbagliata.
Guarda sopra il video integrale dell’intervento di Amélie Grenier-Bolay al Programmatic Day.