KleinRusso: «L'e-commerce è l'unione di retail e intrattenimento. Il prodotto è prima di tutto un contenuto»
Al Netcomm Forum 2026, Sandro Volpe, CEO di KleinRusso, racconta l'evoluzione dell'agenzia, oggi parte di SG Company, e il posizionamento Know. React. : consulenza strategica, modello "skin in the game" e qualità come unico baluardo nell'era dell'AI generativa
«Siamo stati abituati per anni a immaginare l'e-commerce come uno scaffale digitale. Oggi è molto di più». Sandro Volpe, CEO di KleinRusso, sintetizza così la trasformazione in atto nel commercio digitale, dove la comunicazione non è più un supporto ma una leva strategica. «Il prodotto è prima di tutto un contenuto e lo storytelling di quel contenuto diventa fondamentale per traguardare gli obiettivi di vendita».
Come racconta nell’intervista realizzata nel corso del Netcomm Forum 2026, l'ingresso in SG Company ha portato a una nuova centralità delle persone: «Ci siamo rifocalizzati sul valore delle nostre persone, su esperienze professionali e personali che ci permettono di offrirci ai clienti non come semplici fornitori di un servizio, ma come consulenti strategici».
Questa visione si è tradotta nel posizionamento Know. React. , elaborato insieme ai soci Fabrizio Russo, Manuela Bartelli e Antonio Fatini. «Non è una metodologia scritta a tavolino», precisa Volpe. «È la decodifica di un'attitudine naturale: mettersi in gioco in prima persona. La conoscenza non può essere un freno all'efficacia, ma un booster di efficienza». Il principio si traduce in un modello di collaborazione in cui ogni membro del team diventa un alleato del cliente per una strategia condivisa.
Sul fronte del business model, KleinRusso ha adottato quello che Volpe definisce "skin in the game": «Cerchiamo di uscire dallo schema costo-risorsa per entrare in un modello in cui condividiamo sia il rischio sia il successo. Analizziamo il funnel, disegniamo dei KPI e a raggiungimento di quei KPI abbiamo una remunerazione di vantaggio».
Sul tema AI, Volpe è netto: «Per anni ho professato la chimera della comunicazione data-driven come sinonimo di personalizzazione. Oggi, grazie ai dati e all'AI generativa, possiamo davvero farlo. Il rischio è che l'AI produca contenuti non di qualità, generando un caos informativo dannoso per il brand. La qualità è l'unico nostro baluardo».