Sundar Pichai, CEO di Alphabet e di Google
Alphabet ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi pari a 127,58 miliardi di dollari, in crescita del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il business pubblicitario di Google è salito del 10,6%, a 82 miliardi di dollari, mentre Google Cloud ha più che raddoppiato il fatturato, raggiungendo quota 30,7 miliardi.
La voce Search ha generato ricavi per 63,4 miliardi (+12%), YouTube Ads per 11,2 miliardi (+9,2%) e Google Network per 7,5 miliardi (+1,4%). Nel complesso, Google Services ha raggiunto 96,3 miliardi di dollari di ricavi, in aumento dell’11%.
Nel commentare i risultati, il CEO di Alphabet Sundar Pichai ha collegato agli investimenti nell’intelligenza artificiale la crescita della Ricerca su Google. “I nostri investimenti nell’AI stanno trainando la crescita complessiva delle query su Search, comprese quelle commerciali. Il tasso di crescita anno su anno è il più alto degli ultimi cinque anni”, ha affermato. Pichai ha aggiunto che in AI Mode le query sono mediamente tre volte più lunghe rispetto a quelle tradizionali e che una su cinque include voce, immagini o documenti.
La crescita più marcata è quella di Google Cloud, i cui ricavi sono aumentati del 103%. A trainare la divisione sono la domanda di infrastrutture e soluzioni di AI per le imprese, insieme ai servizi core di Google Cloud Platform e alla vendita di sistemi TPU. Il reddito operativo del segmento è salito a 11,1 miliardi, dai 3,6 miliardi del terzo trimestre 2025.
Nel trimestre Alphabet ha investito 51,4 miliardi di dollari in immobili e attrezzature, contro i 44,9 miliardi del Q2. Il free cash flow è risultato negativo per 9,1 miliardi, dopo i -5,9 miliardi del trimestre precedente.
Durante la conference call sui risultati, la CFO Anat Ashkenazi ha confermato la guidance 2026 sul capex, compresa tra 195 e 205 miliardi di dollari, e ha anticipato che gli investimenti aumenteranno significativamente nel 2027. Per il Q4 il gruppo prevede un impatto più sfavorevole dei cambi sui ricavi e una pressione sulla crescita di Search rispetto al confronto con il forte andamento dello scorso anno.
L’utile netto attribuibile agli azionisti è sceso a 26,2 miliardi di dollari, dai 35 miliardi di un anno prima; sul risultato ha inciso una perdita netta di 8,7 miliardi sulle partecipazioni azionarie. Il trimestre ha inoltre mancato le attese del mercato: i ricavi previsti erano 128,22 miliardi di dollari e l’utile per azione 2,99 dollari, contro i 2,12 registrati. Nelle contrattazioni after-hours a Wall Street il titolo ha perso l’8,35%.