La Fifa intende dar vita ad una nuova società commerciale, la Fifa Forward Enterprise (FFE), che avrà il compito di gestire e valorizzare economicamente i principali tornei organizzati dalla federazione mondiale, a partire dai Mondiali di calcio. La valutazione complessiva della nuova entità, si legge nella nota della Federazione, si aggira intorno ai 20 miliardi di dollari e il progetto prevede l’ingresso di investitori privati con una quota di minoranza, almeno il 20%, con una raccolta di massimo 4,2 miliardi di dollari. La nuova società si occuperà degli aspetti commerciali delle competizioni Fifa, dalla gestione dei diritti televisivi alle sponsorizzazioni, dal marketing alle licenze, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente i ricavi generati dai grandi eventi calcistici.
Per realizzare l’operazione, la Fifa si sta affidando a consulenti come Greg Maffei, J.P. Morgan e OpenEconomics per strutturare l’operazione e attrarre capitali, mentre Thrive Eternal è stato indicato come il coordinatore del gruppo di investitori. Il fondatore del fondo Thrive Eternal è Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump. Un elemento che ha riacceso il dibattito sui rapporti sempre più stretti tra Trump e il presidente della Fifa Gianni Infantino.
Gli investitori privati, secondo la Fifa, avrebbero esclusivamente un ruolo finanziario e non avrebbero alcun potere operativo o decisionale. La governance del calcio, la gestione delle competizioni, il calendario internazionale e tutte le decisioni sportive e regolamentari, resterebbero nelle mani della Federazione.
L’operazione rappresenta il punto più avanzato della strategia di espansione economica portata avanti da Infantino. La federazione punta infatti ad aumentare sensibilmente i propri ricavi: il ciclo quadriennale in corso dovrebbe raggiungere circa 13 miliardi di dollari, contro i 7,6 miliardi del periodo precedente, con ulteriori prospettive di crescita legate ai Mondiali del 2030 e agli anni successivi. Secondo la Fifa, le nuove risorse permetterebbero anche di incrementare i finanziamenti destinati alle 211 federazioni nazionali affiliate, che oggi ricevono contributi annuali per sostenere lo sviluppo del calcio nei rispettivi Paesi.
Il progetto prevede una revisione del programma FIFA Forward, con l’obiettivo di aumentare i finanziamenti destinati a ciascuna Federazione affiliata dagli attuali 8 milioni di dollari a 20 milioni di dollari nel ciclo 2027-2030, con ulteriori incrementi nei cicli successivi. Insieme agli altri programmi già attivi, questo piano potrebbe portare gli investimenti complessivi della FIFA per lo sviluppo del calcio a oltre 10 miliardi di dollari USA nei prossimi quattro anni.
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Il progetto ha però provocato una dura reazione dell’Uefa, che considera l’apertura del calcio mondiale ai capitali privati una possibile linea di confine non accettabile. L’organismo europeo teme che una parte crescente del valore economico del calcio possa finire sotto il controllo di soggetti finanziari esterni. "L'anima e la governance del calcio non sono beni da svendere, soprattutto in assenza di trasparenza su chi ne tragga profitto finanziario. Nessuno di noi è il proprietario del calcio. Non spetta alla Fifa venderlo", ha commentato l'Uefa in una nota.
La vicenda si inserisce in uno scontro più ampio tra Fifa, Uefa e grandi campionati europei, già in tensione per l’espansione delle competizioni internazionali, come il nuovo Mondiale per club e l’ipotesi di ampliare ulteriormente il Mondiale per nazionali. Il timore dei critici è che il calcio possa trasformarsi sempre più in un’industria globale dominata dalle logiche finanziarie, con conseguenze sul calendario, sui club e sulla sostenibilità per i giocatori.