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Netflix cresce, anche se le sue performance deludono il mercato. La piattaforma di streaming ha comunicato i risultati relativi al secondo trimestre 2026, periodo in cui i suoi ricavi sono aumentati del 13% a 12,56 miliardi di dollari e il suo utile netto ha raggiunto i 3,40 miliardi di dollari (ovvero 80 centesimi per azione), contro i 3,13 miliardi di dollari (o 72 centesimi per azione) dello stesso periodo dell'anno scorso.
Le performance hanno deluso gli analisti, pur tenendosi sostanzialmente in linea con le loro previsioni (che stimavano 12,59 miliardi di dollari di fatturato e 79 centesimi di utile per azione), ragion per cui il titolo Netflix è sceso di oltre l'8% nelle contrattazioni after-hour di giovedì.
La crescita dei ricavi nel secondo trimestre è stata attribuita all'aumento degli abbonati (la società non fornisce più il dato all'interno dei suoi bilanci), alle tariffe e all'incremento delle entrate pubblicitarie, con una crescita a doppia cifra in tutte le aree geografiche (nell'area EMEA i ricavi sono aumentati del 14%).
Il business pubblicitario spinto da AI e programmatic
La pubblicità rimane un focus per la piattaforma, che nel 2026 stima di raddoppiare i propri ricavi adv, toccando quota 3 miliardi di dollari, grazie al continuo ampliamento di strumenti basati sull'intelligenza artificiale e delle funzionalità programmatic. Durante il trimestre, l'azienda ha infatti esteso l'uso di strumenti pubblicitari basati sull'IA all'intero ciclo di vita delle campagne, compresi la pianificazione, la produzione creativa, la gestione, l'ottimizzazione e la reportistica, ed ha anche ampliato l'accesso in programmatic al formato Pause Ads e ai contenuti live, con l'obiettivo di automatizzare i flussi di lavoro degli inserzionisti e rendere i propri spazi più accessibili anche alle piccole aziende. Netflix ha dichiarato che questi investimenti mirano a valorizzare la propria offerta pubblicitaria e a sostenere la crescita futura.
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La società ha poi evidenziato l'importanza degli eventi dal vivo all’interno della programmazione 2026. Quest’anno i programmi live assorbiranno poco più del 5% della spesa in contenuti, e attualmente generano appena l’1% delle ore viste. Ma hanno una valenza strategica non da poco: questi eventi hanno rappresentato sei dei dieci giorni con il maggior numero di nuove registrazioni negli ultimi cinque anni, e dunque costituiscono un importante bacino per l’acquisizione di nuovi utenti, oltre al fatto di attirare - nel caso di contenuti sportivi - grossi investimenti pubblicitari. Netflix ha aggiunto di essere in "fase avanzata" di trattative con gli inserzionisti negli Stati Uniti nell'ambito delle negoziazioni degli Upfront, con la previsione di chiudere gli accordi nelle prossime settimane. Gli sport in diretta, come la Coppa del Mondo femminile, ulteriori partite della NFL, eventi della MLB e la WWE, hanno generato una solida domanda per l'azienda. In Italia, la pubblicità sugli eventi live sarà acquistabile a partire da questo ottobre, con il torneo di tennis Six Kings Slam.
Allo studio un piano gratuito
Altro volano per la crescita dei ricavi nel trimestre è stato l’aumento delle tariffe, avviato a inizio anno in mercati come Stati Uniti, Messico e Spagna, dove, secondo quanto dichiarato dalla società, ha registrato performance in linea con le aspettative. Nell’ambito di una continua revisione dei propri piani tariffari, sul piatto c’è poi anche un possibile piano gratuito, che la società starebbe valutando in risposta alla crescente concorrenza nel panorama media, ma che, secondo quanto dichiarato dal co-CEO Greg Peters durante la call di bilancio: «...potrebbe avere senso in alcuni mercati, ma dobbiamo fare attenzione alla cannibalizzazione dei piani a pagamento. Vale probabilmente la pena notare che disporre di un business pubblicitario efficiente e strutturato in qualsiasi Paese candidato a tale offerta è chiaramente un fattore abilitante fondamentale per far funzionare i conti. Questo per dire che l'opzione gratuita è qualcosa che continueremo a valutare, ma non abbiamo piani a breve termine per il lancio».
Per il terzo trimestre, il colosso dello streaming prevede una crescita dei ricavi del 12% e stima un margine operativo del 33,2%. L'azienda ha inoltre ristretto le previsioni sui ricavi per l'intero anno 2026 a una cifra compresa tra 51,0 e 51,4 miliardi di dollari (pari a una crescita del 13%-14%), mantenendo invariata la stima sul margine operativo al 31,5%.