30/04/2026
di Simone Freddi

Meta, pubblicità e AI spingono i conti: ricavi a +33% nel primo trimestre

Aumentano impression e prezzi degli annunci, con una strategia che punta su automazione, ROI e sviluppo di agenti intelligenti per aziende e utenti

Meta, i conti volano nel primo trimestre 2026. Credit foto: Bastian Riccardi

Numeri in forte crescita per Meta: nel primo trimestre 2026, il gruppo che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp e Threadsha registratoricavi pari a 56,3 miliardi di dollari, in crescita del 33% su base annua.

Adv: crescono impression e prezzi

A sostenere la performance è ancora una volta il business pubblicitario, che beneficia sia dell’aumento delle impression erogate, cresciute del 19%, sia di un incremento del 12% del prezzo medio degli annunci. Un doppio segnale che indica come la piattaforma stia riuscendo contemporaneamente ad ampliare l’inventory disponibile e ad aumentarne il valore per gli inserzionisti.

Meno dinamica è la crescita della base utenti. La società segnala che sono 3,56 miliardi di persone utilizzano ogni giorno almeno una delle app di Meta, un dato in crescita del 4% rispetto all’anno precedente e in lieve flessione rispetto al trimestre precedente. Una circostanza che Meta attribuisce a fattori esterni, come le restrizioni su WhatsApp in Russia e le interruzioni della rete internet in Iran.


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Dal punto di vista dell’utilizzo delle piattaforme, commentando sui social la trimestrale il Ceo Mark Zuckerberg ha evidenziato come i contenuti video continuino a trainare l’engagement su Facebook e Instagram, raggiungendo livelli record.

Si conferma il ruolo centrale dei formati brevi e verticali e il peso sempre maggiore degli algoritmi di raccomandazione nella distribuzione dei contenuti, ed è proprio su questo terreno che l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo sempre più strategico.

L’AI come motore del business (anche pubblicitario)

Meta sta accelerando in modo significativo sugli investimenti in AI, che nel 2026 potranno arrivare fino a 145 miliardi di dollari. Al centro di questa strategia c’è lo sviluppo dei nuovi modelli della famiglia “Muse” (di cui Spark è il primo esponente) e dell’assistente Meta AI, che rappresentano un passo verso quella che Zuckerberg definisce “personal superintelligence”.

Per il mondo del marketing, l’aspetto più rilevante è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi di raccomandazione e nelle soluzioni pubblicitarie. L’obiettivo dichiarato è superare i modelli basati esclusivamente su correlazioni statistiche, arrivando a una comprensione più profonda degli interessi delle persone e dei contenuti stessi. Questo dovrebbe tradursi in esperienze più rilevanti per gli utenti e, di conseguenza, in migliori performance per gli inserzionisti.

Come è emerso anche durante il recente Meta Marketing Summit, la piattaforma si sta evolvendo verso un modello in cui l’operatività sarà sempre più automatizzata e la misurazione sempre più legata ai risultati di business. In questo contesto, il ruolo dei marketer si sposta progressivamente dalla gestione tecnica delle campagne verso la definizione della strategia, della creatività e degli obiettivi.

Una trasformazione profonda, che riflette un cambiamento più ampio dell’intero settore della comunicazione digitale e che, come suggerisce la stessa Meta, è ancora nelle sue fasi iniziali.

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