Il gruppo DOS Design presenta DOS Com, nuova agenzia di comunicazione design driven, guidata da Luca Bernasconi, in qualità di Head of Brand Communication, Luca Scotto di Carlo, Head of Creative Communication, ed Elisabetta Curzel, Head of Institutional Communication.
La nuova realtà nasce dal percorso di crescita del gruppo italiano e indipendente attivo dal 2006 nel design strategico e nell’innovation management, che a dicembre 2025 ha emesso due minibond per un valore complessivo di 5 milioni di euro. L’apertura della sede di Milano e la nascita di DOS Com si inseriscono in un percorso di ampliamento che, insieme a DOS Mind, porta nello stesso sistema competenze di design, intelligenza artificiale e comunicazione.
"Progettare una buona soluzione non basta se non genera un vero cambiamento. Perché prima delle soluzioni vengono le domande. In un mondo che cambia rapidamente, è dalla qualità delle domande che nasce la qualità dei progetti": è da questa convinzione che ha preso il via DOS Com, che si definisce outcome-based communication agency.
«Ogni organizzazione è più della somma delle campagne con cui comunica. Al suo interno esiste un patrimonio di conoscenza che tende inevitabilmente a distribuirsi tra persone, processi, canali e iniziative differenti. È proprio in questa frammentazione che nascono inefficienze, ridondanze e opportunità mancate. DOS Com nasce per applicare alla comunicazione il metodo del design: comprendere il sistema, ricomporre la conoscenza, integrare le competenze e progettare soluzioni capaci di produrre effetti misurabili», spiega Marco Pardini, CEO di DOS Design.
«Crediamo che il mercato stia prendendo consapevolezza del fatto che comprare soluzioni di comunicazione non aiuti a risolvere problemi di business. L’obiettivo è aiutare brand e organizzazioni a costruire narrazioni coerenti e riconoscibili intorno a progetti che mettono al centro il loro business e siano in grado di generare valore misurabile, senza perdere identità in un ecosistema che cambia continuamente», continua Luca Bernasconi, Head of Brand Communication di DOS Com.
L’approccio parte dall’analisi dei bisogni di organizzazioni, brand e stakeholder, con l’obiettivo di mettere in relazione informazioni e competenze, ridurre frammentazioni e incoerenze e rendere la comunicazione più efficace. Al centro del metodo, definito sense making, c’è la ricomposizione del patrimonio di conoscenze delle organizzazioni, per individuare priorità e costruire una visione condivisa prima di definire strategie e strumenti. Il progetto si inserisce in un contesto in cui la crescente centralità delle piattaforme digitali rischia di favorire logiche performative a scapito della profondità e della riconoscibilità dei brand.
Oggi presente sul territorio con le sedi di Roma e Milano, DOS Com unisce competenze creative, editoriali, strategiche, progettuali e tecnologiche. La visione si traduce nell’identità People about Change: persone e competenze diverse messe al lavoro intorno a un cambiamento concreto.
«Oggi produrre è diventato molto più facile, anche grazie all’Intelligenza Artificiale. Ma produrre più velocemente non significa automaticamente essere più interessanti. La creatività resta la capacità di leggere e interpretare la realtà, generare curiosità e dare senso a ciò che un brand fa. E una buona idea nasce sempre dalla capacità di farsi le domande giuste», dichiara Luca Scotto di Carlo, Head of Creative Communication di DOS Com.
«La nostra materia prima non è il contenuto: è la conoscenza. La facciamo emergere dalle organizzazioni, la mettiamo in relazione e le diamo forma. Per noi Complexity to Clarity significa saper parlare a pubblici differenti con linguaggi adatti a ciascuno, mantenendo coerenza e una visione comune. Non semplifichiamo la complessità: la rendiamo leggibile. In altre parole, progettiamo comprensione», conclude Elisabetta Curzel, Head of Institutional Communication di DOS Com.