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04/06/2026
di Mario Mancuso

L'Estetista Cinica e ClioMakeUp lanciano Beauty League: una miniserie YouTube e un kit labbra co-branded

Come raccontato da Vanity Fair, le due imprenditrici della cosmetica italiana hanno scelto la collaborazione al posto del dissing. L'8 giugno il lancio ufficiale del progetto

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Cristina Fogazzi, in arte L'Estetista Cinica, fondatrice di VeraLab, e Clio Zammatteo, fondatrice di ClioMakeUp, lanciano insieme Beauty League, un progetto di collaborazione che parte l'8 giugno con una miniserie di contenuti su YouTube. A seguire, un kit combo per le labbra con prodotti di entrambi i brand, venduto sui rispettivi siti con un packaging inedito. In prospettiva, possibili masterclass per far incontrare le rispettive community.


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La notizia è riportata da Vanity Fair nel numero 24-25, in edicola fino al 16 giugno, in un'intervista in cui le due imprenditrici raccontano per la prima volta la collaborazione e le ragioni che le hanno portate a scegliere di fare sistema invece di competere.

La scelta di collaborare ha anche una lettura di mercato esplicita. Come dichiarano le due a Vanity Fair, «la soglia di attenzione sui social non supera ormai il minuto e mezzo, quindi funzionano solo i messaggi polarizzanti: se al posto di unirci ci fossimo esercitate in un dissing sanguinoso, avremmo fatto le visualizzazioni che non abbiamo fatto negli ultimi tre anni». Una rinuncia consapevole alla logica dello scontro, in un settore in cui il conflitto tra creator è spesso la leva più efficace per la visibilità.

Ma dietro la collaborazione c'è anche una scelta di posizionamento più profonda. Fogazzi sottolinea come quella con Zammatteo sia «la prima volta che accosto la mia immagine a qualcuno, nel mondo dell'online», una dichiarazione che dice molto sulla selettività con cui le due imprenditrici gestiscono la propria reputazione. «Mi piace l'idea che due realtà femminili collaborino, visto che spesso, noi donne, siamo portate a fare meno sistema», concordano entrambe.

Sul contesto post-Pandorogate che ha influenzato l'opinione pubblica verso la figura dell'influencer, Fogazzi è diretta: «Credo di poter dire che la parola influencer, dopo il caso Ferragni, sia diventata una definizione di cui vergognarsi». Zammatteo invece sottolinea come la propria credibilità non ne abbia risentito: «Non avevo mai basato l'immagine sulla ricchezza e su una vita sfavillante». Entrambe concordano su una regola che considerano ormai invalicabile: «Collaborazioni commerciali mischiate a operazioni di charity, mai più».

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