I Direttori dell'Osservatorio Stefano Magistretti, Claudio Dell'Era e Emilio Bellini
Nel 2035 un designer non sarà più l'unico autore di un progetto creativo. I diritti di proprietà potranno essere condivisi tra professionisti, piattaforme, curatori dei dati e sistemi di Agentic AI. È uno degli scenari delineati dalla terza edizione della ricerca dell'Osservatorio Futures | Sense Making by System Thinking del Politecnico di Milano, presentata al convegno "Organizing and Performing Creative Work in the Distant Future (2035)".
L'indagine si è sviluppata tra dicembre 2025 e maggio 2026 attraverso sei appuntamenti che hanno coinvolto manager, innovatori e professionisti in attività di confronto e costruzione di scenari sul futuro del lavoro creativo. L'obiettivo dichiarato non è descrivere ciò che accadrà con certezza, ma aiutare organizzazioni e professionisti a riflettere sulle scelte da compiere oggi.
Claudio Dell'Era, Direttore dell'Osservatorio, individua due direzioni di cambiamento: “La prima riguarda il passaggio dal semplice supporto alle capacità umane alla trasformazione del lavoro creativo”, con l'AI che finirà per ridefinire «ruoli, competenze, modelli organizzativi e forme di autorialità». La seconda riguarda invece lo spostamento «dalla ricerca della velocità e dell'efficienza alla ricerca del significato e della soddisfazione», con il valore della creatività misurato sempre meno dalla rapidità di produzione e sempre più dalla capacità di generare esperienze coinvolgenti
Sul fronte organizzativo, la ricerca immagina un futuro in cui idee e progetti nasceranno dal contributo congiunto di professionisti, piattaforme digitali e sistemi intelligenti, rendendo meno netti i confini tra ruoli e responsabilità. Stefano Magistretti, Direttore dell'Osservatorio, sottolinea che in questo scenario “il vantaggio competitivo non dipenderà solo dall'accesso alle tecnologie, ma dalla capacità di costruire ecosistemi creativi in cui competenze differenti possano collaborare efficacemente”.
Sul fronte del ritmo e dell'esperienza creativa, la ricerca prefigura una collaborazione sempre più continua tra persone e sistemi intelligenti nella definizione di tempi e priorità. Emilio Bellini, Direttore dell'Osservatorio, osserva che proprio perché molte attività saranno delegate alle tecnologie, acquisteranno maggiore valore le capacità umane di “immaginare, interpretare, emozionarsi, entrare in relazione con gli altri e attribuire significato alle esperienze”, in quella che definisce “la creatività del futuro” come «risultato dell'incontro tra intelligenza artificiale e sensibilità umana”.