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di Andrea Di Domenico

PMI, l'Italia recupera terreno nel digitale e guida la crescita dell'AI in Europa

Il report SME - DigIX 2026 di Webidoo evidenzia i progressi delle imprese italiane: resta il gap con la media UE, ma aumentano innovazione, infrastrutture e utilizzo dell'intelligenza artificiale

Foto di Kampus Production (via Pexels.com)

Foto di Kampus Production (via Pexels.com)

Le piccole e medie imprese italiane accelerano sul fronte della trasformazione digitale, pur restando ancora al di sotto della media europea. È quanto emerge dallo SME - DigIX 2026, il report realizzato da Webidoo Insight Lab (disponilbile qui) che misura il livello di competitività digitale delle PMI nei 27 Paesi dell'Unione Europea.

Secondo lo studio, l'ecosistema digitale europeo continua a rafforzarsi: lo SME - DigIX medio sale a 44,57 punti, rispetto ai 42,88 della precedente edizione, mentre aumenta la convergenza tra gli Stati membri, con un numero crescente di Paesi che riduce il divario rispetto ai leader storici.


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L'Italia cresce, ma resta sotto la media UE

L'Italia raggiunge 42,11 punti, in aumento rispetto ai 38,91 del 2025. Un progresso che conferma il Paese nel gruppo degli Emerging Performers, pur mantenendolo al di sotto della media europea.

Il report evidenzia però alcuni segnali particolarmente positivi per le PMI italiane. Sul fronte delle infrastrutture tecnologiche, infatti, l'Italia conquista il sesto posto in Europa, mentre nella componente Research & Innovation registra una crescita di 18,59 punti, tra le più elevate dell'Unione Europea.

Secondo Webidoo, questi risultati indicano che gli investimenti effettuati negli ultimi anni stanno iniziando a produrre effetti concreti sulla competitività delle imprese. Restano invece margini di miglioramento nelle competenze digitali e nell'e-commerce.

AI, le PMI italiane crescono più rapidamente delle altre grandi economie europee

Tra gli indicatori più significativi emerge quello relativo all'adozione dell'intelligenza artificiale.

Nel 2025 il 15,7% delle PMI italiane utilizza tecnologie di AI, una quota ancora inferiore alla media europea del 18,9%, ma in crescita del 102,84% rispetto all'anno precedente.

Si tratta dell'incremento più elevato tra le principali economie europee, superiore a quello registrato da Spagna (+85,73%), Francia (+83,89%) e Germania (+32,75%).

Secondo Webidoo, per molte imprese italiane l'intelligenza artificiale non rappresenta il punto di partenza della trasformazione digitale, ma il naturale passo successivo. Le aziende che hanno investito negli ultimi anni in infrastrutture, dati, processi e innovazione sono oggi quelle che possono integrare l'AI con maggiore efficacia e trasformarla in produttività, efficienza e nuovi modelli di crescita.


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In Europa guidano Danimarca, Malta e Belgio

A livello europeo, la classifica dello SME - DigIX vede al primo posto la Danimarca con 69,90 punti, seguita da Malta (61,93) e Belgio (61,33). Completano il gruppo dei Paesi più avanzati Finlandia, Svezia e Paesi Bassi.

Tra gli Stati che stanno recuperando più rapidamente terreno spiccano invece Grecia (+5,86 punti), Estonia (+4,67) e Repubblica Ceca (+4,37), a conferma di una progressiva riduzione del divario tra le economie europee.

Innovazione e infrastrutture sono le nuove leve della competitività

L'analisi mostra anche un cambiamento nelle priorità della trasformazione digitale delle PMI europee.

Le dimensioni che registrano la crescita più marcata sono Research & Innovation (+8,79 punti) e Technological Infrastructure (+5,11 punti), mentre Digital Presence e Digital Skills evidenziano incrementi più contenuti, segnale di una maturità ormai diffusa.

Secondo il report, questo indica che la competitività delle PMI dipenderà sempre meno dall'adozione di singoli strumenti digitali e sempre più dalla capacità di costruire un ecosistema integrato in cui infrastrutture, competenze, innovazione e intelligenza artificiale lavorino insieme.

“Lo SME - DigIX 2026 conferma che la trasformazione digitale delle PMI europee sta entrando in una nuova fase”, afferma Giovanni Farese, Ceo di Webidoo. “Oggi non basta più adottare strumenti digitali. Le imprese che cresceranno saranno quelle capaci di integrare tecnologie, competenze e innovazione in una strategia coerente. L'intelligenza artificiale rappresenta un'opportunità straordinaria, ma genera valore solo quando poggia su fondamenta solide. La competitività delle PMI non sarà determinata da chi adotterà più tecnologia, ma da chi saprà trasformarla in produttività, crescita e capacità di innovare”. 

I risultati dello studio si collegano direttamente all'attività di Webidoo, tech company che sviluppa piattaforme e soluzioni basate sull'intelligenza artificiale per supportare la trasformazione digitale delle imprese nei processi di marketing, vendite e operations.

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