La disponibilità crescente di dati e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale stanno cambiando il modo in cui aziende e operatori del marketing possono leggere le audience e prendere decisioni. Ma se gli strumenti diventano sempre più potenti e accessibili, la vera sfida si sposta sulla capacità di interpretare le informazioni e trasformarle in insight utili alla strategia.
È da questa esigenza che nasce il nuovo Media Insight Playbook di Azerion, al centro della video intervista di Engage a Luigi Di Costanzo, Business Development Director di Azerion Italia. Un documento che affronta, tra gli altri, i temi della search intelligence, del rapporto tra dati e insight e del ruolo dell’intelligenza artificiale nel marketing.
«Siamo circondati da piattaforme, ecosistemi e infrastrutture che memorizzano ed elaborano enormi volumi di dati. Se fino a qualche tempo fa il problema era averne sempre di più, oggi siamo forse nella situazione opposta», spiega Di Costanzo. Da qui, prosegue il manager, la necessità di «fare ordine, aiutare a comprendere e dare un significato a questi dati per indirizzarli nella maniera giusta».
Un passaggio centrale riguarda proprio la distinzione tra dato e insight. «I dati sono elementi grezzi, valori e numeri che una macchina riesce a memorizzare ed elaborare. Gli insight, invece, sono considerazioni ad alto valore che permettono di comprendere ciò che i dati ci stanno dicendo e, quindi, di prendere decisioni e individuare delle azioni».
Nel Playbook trova spazio anche la search intelligence, intesa come analisi dei segnali generati dalle ricerche degli utenti sul web per individuare collegamenti con comportamenti, interessi e intenzioni di acquisto. Un patrimonio informativo che, sottolinea Di Costanzo, non riguarda soltanto i motori di ricerca, ma anche quella parte di attività che si sviluppa nell’open web, tra comparatori, siti di news e marketplace.
E se dati, AI e tecnologie evolute sono ormai a disposizione di un numero crescente di operatori, cosa può fare davvero la differenza? Per Di Costanzo la risposta resta il fattore umano. «L’intelligenza artificiale da un lato ha democratizzato l’esecuzione del nostro lavoro, ma dall’altro è uno strumento potentissimo che permette di liberare idee e intuizioni umane che prima non era possibile esprimere allo stesso modo. L’approccio che stiamo seguendo in Azerion è utilizzare la tecnologia come uno strumento per valorizzare il fattore umano».
Una visione che avrà presto anche una nuova applicazione concreta. Nel corso dell’intervista Di Costanzo anticipa infatti il prossimo lancio di Azerion Pulse, piattaforma proprietaria che, con il supporto dell’intelligenza artificiale, elaborerà diverse fonti di dati – dagli storici di investimento ai risultati delle campagne, fino ad audience e search intelligence – con l’obiettivo di supportare il lavoro dei team nella definizione e nell’ottimizzazione delle strategie di campagna.
«L’obiettivo è creare sempre più valore per clienti e partner, dando al team di Azerion, e quindi al fattore umano, uno strumento per liberare tutto il suo potenziale», conclude Di Costanzo.