Il mercato italiano del Digital B2B ha raggiunto un valore di 4,9 miliardi di euro nel 2025, ma la trasformazione digitale delle imprese procede ancora a rilento. Solo il 7% delle aziende italiane ha infatti raggiunto un livello avanzato di maturità digitale – il 5% rientra tra gli "Innovatori avanzati" e appena il 2% tra i "Leader della trasformazione" – mentre oltre la metà (56%) si trova ancora in una fase di digitalizzazione parziale.
È quanto emerge dalla ricerca dell'Osservatorio Digital B2B della School of Management del Politecnico di Milano, presentata al convegno "Digital B2B: Ritorno al Futuro!".
Il divario non è soltanto tecnologico, ma incide direttamente sulle performance aziendali. Le imprese più mature completano il ciclo dell'ordine in 21-60 minuti, mentre il 78% delle aziende meno evolute impiega oltre 100 minuti.
«Il B2B italiano vive oggi un vero e proprio paradosso temporale», commenta Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Digital B2B. «Da un lato, il futuro è già presente nelle tecnologie, nelle nuove normative europee e nelle opportunità offerte da digitalizzazione, automazione e Intelligenza Artificiale; dall'altro, molte imprese restano ancorate a processi, sistemi e modelli organizzativi del passato».
Servizi di implementazione e system integration trainano il mercato
Il mercato italiano del Digital B2B è generato da poco più di 450 provider, la cui offerta si concentra soprattutto nei servizi professionali e di implementazione legati alla system integration, che rappresentano il 28% del valore complessivo del mercato e sono offerti dal 60% degli operatori.
Seguono i servizi di manutenzione e supporto (19% del mercato, proposti dal 68% dei provider) e la gestione documentale in modalità As-a-Service (15%, offerta dal 62%).
Più contenuto il peso economico delle soluzioni di Advanced Analytics e AI (6% del mercato) e dei servizi di trust & compliance (5%). Sul fronte dell'offerta, le prime sono presenti nel catalogo del 34% dei provider, mentre le seconde sono proposte dal 30%.
Tra le soluzioni più diffuse figurano inoltre i sistemi di Document Management (71% dei provider) e i servizi di fatturazione elettronica (53%).
La maturità digitale migliora efficienza, organizzazione e compliance
L'analisi dell'Osservatorio mostra un livello di maturità ancora limitato. Il 56% delle imprese appartiene infatti al cluster degli "Emergenti digitali", caratterizzato da percorsi di trasformazione ancora parziali, mentre il 14% rientra tra i "Tradizionali consolidati", realtà con una limitata adozione di tecnologie digitali.
Il 24% delle aziende può essere classificato tra gli "Utilizzatori evoluti". Soltanto il 7% raggiunge livelli avanzati di maturità, suddiviso tra "Innovatori avanzati" (5%) e "Leader della trasformazione" (2%), imprese che integrano il digitale nella strategia aziendale e adottano modelli di automazione end-to-end.
Le differenze emergono anche nella gestione del lavoro. L'87% delle imprese più mature dichiara di riuscire a completare regolarmente le attività entro l'orario di ufficio senza ricorrere agli straordinari, mentre il 63% delle aziende meno evolute segnala carichi di lavoro frequentemente critici.
Anche sul fronte della compliance il divario è marcato: tutte le imprese appartenenti al cluster dei "Leader della trasformazione" dichiarano che i problemi di non conformità sono rari e vengono risolti rapidamente, mentre il 66% delle aziende "Tradizionali consolidate" evidenzia criticità frequenti che richiedono interventi urgenti o revisioni dei processi.
Pagamenti B2B: il bonifico vale il 70% del mercato
Nel 2025 il mercato dei pagamenti tra imprese ha raggiunto 4.400 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente.
Il bonifico continua a rappresentare lo strumento di pagamento dominante, con il 70% del valore complessivo delle transazioni. Seguono RiBa e SDD (24%), mentre la quota restante è ripartita tra carte di pagamento, assegni e contanti; queste ultime due modalità risultano in forte diminuzione.
Tra le principali criticità segnalate dalle imprese figurano le tempistiche di pagamento, le difficoltà nella riconciliazione e nella tracciabilità dei flussi e l'integrazione tra sistemi informativi.
Dal documento al dato: come cambierà il Digital B2B
Secondo l'Osservatorio, nei prossimi cinque-dieci anni il principale fattore di trasformazione sarà il passaggio dal documento al flusso continuo di dati strutturati, certificati e sincronizzati in tempo reale tra organizzazioni.
Su questa evoluzione si innesteranno processi interaziendali sempre più integrati, pagamenti incorporati nei flussi operativi e una maggiore interoperabilità tra sistemi.
Anche il ruolo dell'Intelligenza Artificiale è destinato a cambiare. Gli agenti software evolveranno da strumenti di supporto a componenti attive dei processi aziendali, capaci di interpretare i contesti, prendere decisioni operative e gestire in autonomia una parte crescente delle relazioni tra imprese.
A favorire questa evoluzione contribuirà anche il nuovo quadro normativo europeo. Come sottolinea Paola Olivares, Direttrice dell'Osservatorio Digital B2B, iniziative come eFTI, ViDA, NIS2, eIDAS 2.0, Digital Business Wallet e Digital Product Passport stanno costruendo un ecosistema di processi B2B sempre più digitali, interoperabili, sicuri e tracciabili.