18/09/2025
di Lorenzo Mosciatti

Il Retail Media continua a crescere (+27% nel 2025) ma rimane ancora un mercato immaturo

Frammentazione dell’offerta, carenza di competenze specifiche e assenza di metriche condivise restano i principali ostacoli allo sviluppo

Foto di Heidi Fin su Unsplash

Il Retail Media si sta affermando come uno dei trend più significativi del mercato, con un’offerta che vive all’incrocio tra pubblicità e commercio. La sua crescita non è soltanto un fenomeno numerico legato agli investimenti, ma una trasformazione strutturale che ridisegna i rapporti tra brand, retailer e consumatori. Se fino a pochi anni fa la pubblicità era dominata dai grandi media tradizionali e digitali, oggi la distribuzione assume un ruolo da protagonista: i punti vendita fisici e le piattaforme ecommerce diventano media a tutti gli effetti, capaci di offrire spazi, dati e soluzioni integrate per ingaggiare il cliente lungo l’intero percorso d’acquisto.

In Italia il fenomeno sta vivendo una fase di forte accelerazione. Secondo i dati del Tavolo di Lavoro Retail Media del Politecnico di Milano, la raccolta pubblicitaria ha raggiunto nel 2024 circa 510 milioni di euro e si stima che nel 2025 arriverà a 640 milioni di euro, con una crescita attesa del +27%. Una dinamica sostenuta dal consolidamento dei grandi operatori ecommerce e, soprattutto, dall’ingresso di numerosi retailer tradizionali che hanno sviluppato piattaforme proprietarie, inventory digitali nei punti vendita e strategie fondate sui dati di prima parte. Food&Grocery, Informatica ed Elettronica di consumo, Beauty&Pharma sono oggi i settori più attivi, ma il fenomeno si estende progressivamente a comparti sempre più diversificati.

“Il Retail Media sta cambiando le regole del gioco: non è più solo un canale pubblicitario, ma un asset strategico che mette i dati al centro delle decisioni di marketing”, ha spiegato Denise Ronconi, Direttrice del Tavolo di Lavoro Retail Media, Politecnico di Milano. 


Leggi anche: SCENARI, TREND E SFIDE DEL RETAIL MEDIA AD ENGAGE CONFERENCE 2025. IL NOSTRO REPORTAGE 


Per Retail Media si intende l’insieme degli spazi, fisici e digitali, e dei dati che i retailer mettono a disposizione degli inserzionisti. In-store: cartellonistica, schermi, chioschi, radio di negozio. On-site: inventory digitale su sito, app, social, con banner, video e ricerche sponsorizzate. Off-site: attivazioni su canali terzi (editori, social, Ctv, Dooh) alimentate dai dati proprietari. L’approccio più avanzato integra i tre ambiti in un’unica strategia full-funnel, con il cliente al centro e i dati di prima parte come leva decisiva.

Le opportunità sono enormi, ma restano tre sfide per far sì che il Retail Meda entri a tutti gli effetti nella fase della maturità: la frammentazione dell’offerta, che complica la pianificazione; l’esigenza per i retailer di evolvere in veri media owner, capaci di gestire inventory e partnership; la mancanza di metriche condivise, che frena la fiducia dei brand. Come sottolineano gli esperti del Politecnico di Milano, la costruzione di standard di misurazione trasparenti e comparabili è la condizione per garantire crescita e credibilità.

On-site resta oggi il canale più performante in termini di conversione. Off-site è cruciale per attività di brand building, mentre l’in-store, sempre più digitale, sfrutta la prossimità all’acquisto per rafforzare il legame con i clienti. Il futuro passa dall’integrazione: solo una visione data-driven, capace di unire on-site, off-site e in-store, trasformerà il Retail Media in un pilastro stabile del marketing e dello sviluppo del Retail del futuro.

scopri altri contenuti su

ARTICOLI CORRELATI