04/06/2026
di Lorenzo Mosciatti

Pubblicità sulla stampa: nel primo quadrimestre 2026 calo del 4,9%

La flessione interessa in modo diffuso sia i quotidiani sia i periodici, seppure con dinamiche differenziate tra le diverse tipologie di advertising

Il mercato pubblicitario della stampa italiana registra un andamento negativo nel primo quadrimestre del 2026 (gennaio–aprile), con una flessione complessiva del fatturato del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 a quota 140,4 milioni di euro. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Stampa FCP, che confermano le difficoltà strutturali del comparto editoriale tradizionale.

Il calo interessa in modo diffuso sia i quotidiani sia i periodici, seppure con dinamiche differenziate tra le diverse tipologie di pubblicità.

Quotidiani: tenuta della nazionale, debolezza del locale

Nel segmento dei quotidiani il fatturato pubblicitario complessivo segna una contrazione del 4,5% nel quadrimestre, scendendo a 98,3 milioni di euro. La pubblicità commerciale nazionale mostra una maggiore resilienza, con un calo contenuto al 2,9%, a conferma della tenuta degli investimenti dei grandi brand. Più critica la situazione della pubblicità commerciale locale, che arretra del 9%, evidenziando le difficoltà del tessuto economico territoriale. In controtendenza si distingue la pubblicità legale, che cresce del 28,3%. Restano invece negative la pubblicità finanziaria (-15,7%) e la categoria classified (-10,7%), legata agli annunci economici.

Periodici: flessione diffusa, eccezione per le “altre periodicità”

Anche il comparto dei periodici registra una contrazione significativa, con un calo complessivo del 5,9% per un fatturato di oltre 42 milioni. I settimanali risultano i più penalizzati (-12%), seguiti dai mensili (-7,4%). L’unica eccezione rilevante è rappresentata dalla categoria “Altre periodicità”, che segna un forte incremento del 118%, con volumi però più contenuti rispetto alle principali testate.

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