Report: entro cinque anni l’IA potrebbe sostituire (anche) i leader
Un nuovo studio globale di Hotwire, Roi∙Dna e House of Beautiful Business rivela che l’IA sta diventando il prossimo collega. E il prossimo consumatore. Lanciando un guanto di sfida ai professionisti del marketing e della comunicazione
Presto tra colleghi e clienti ci saranno anche le Intelligenze Artificiali. È la conclusione cui giunge una nuova ricerca condotta da Hotwire Global, Roi∙Dna e House of Beautiful Business per indagare l’ascesa delle Organizzazioni Agentiche, aziende che non solo utilizzano l’IA, ma che stanno iniziando a trattare gli agenti di Intelligenza Artificiale come parte integrante della forza lavoro.
Lo studio, che ha coinvolto 900 business leader a livello globale, mostra come l’IA stia rapidamente passando da uno strumento di supporto a una forza lavoro autonoma che opera sia all’interno che all’esterno delle imprese. Confermando così un dato di fatto: l’Intelligenza Artificiale sta già trasformando flussi di lavoro, processi decisionali e percorsi di carriera, influenzando le scelte di acquisto e arrivando persino a completare le transazioni per conto degli utenti.
E non si tratta di sola teoria. I numeri dello studio parlano chiaro. Il 69% degli intervistati sostiene che l’Intelligenza Artificiale li faccia sentire più sicuri e autonomi (“empowered”), ma il 56% ritiene che entro cinque anni l’IA potrebbe svolgere una buona parte del loro lavoro. Ancora, il 21% dichiara di interagire già con l’IA come se fosse un collega e il 62% accoglierebbe positivamente un dipendente IA incaricato di gestire le attività quotidiane. Ma non è tutto. Il dato più sorprendente è che il 43% afferma di sentirsi a proprio agio con l’idea di avere un’Intelligenza Artificiale come responsabile, non solo per l’assegnazione dei compiti, ma anche per la valutazione delle performance. Senza contare che ben l’82% si affida a strumenti di Intelligenza Artificiale per ricevere consigli sulle decisioni di acquisto e il 32% lascerebbe a un assistente IA la possibilità di effettuare acquisti in modo autonomo.
«L’Intelligenza Artificiale sta giocando un ruolo attivo nel modo in cui lavoro e vita quotidiana vengono portati avanti – dichiara Beatrice Agostinacchio, Managing Director di Hotwire Italia & Spagna –. Emerge però una certa dissonanza nel modo in cui viene vissuta l’esperienza legata all’IA: le persone si sentono più sicure quando la utilizzano, ma allo stesso tempo vedono quanto rapidamente i loro ruoli possono cambiare. Dal punto di vista dei consumatori, molti si fidano già dell’IA per prendere decisioni, ma anche per effettuare acquisti autonomamente. Sul lavoro, invece, l’Intelligenza Artificiale agisce sempre più spesso come un collega, lavorando al fianco degli esseri umani e potenzialmente arrivando anche a gestirli. Per i professionisti del marketing e della comunicazione il messaggio è chiaro: abbiamo un nuovo pubblico “non umano” da coinvolgere, se non lo facciamo ora, rischiamo di perdere questa opportunità».
Un passaggio, quest’ultimo, che si candida a diventare un punto fermo per i leader che operano nel settore. Un punto su cui però occorre ancora lavorare. Il 60% delle aziende afferma, infatti, di monitorare già attivamente il modo in cui gli agenti di IA descrivono il proprio brand, anche se il 22% non è convinto che le sintesi generate dall’Intelligenza Artificiale riflettano in modo accurato il marchio. Ma va detto che questo approccio non basta: in un contesto in cui gli agenti di IA rappresentano il primo contatto con i clienti, limitarsi a verificare come il brand viene descritto non è, infatti, sufficiente. Per interagire con consumatori che sempre più spesso si affidano all’IA per ottenere risposte, raccomandazioni e azioni concrete, le aziende sono, infatti chiamate ad agire. Ma come? La risposta, secondo lo studio, porta all’utilizzo di strumenti di Generative Engine Optimization (GEO), in grado di aumentare visibilità, rilevanza e credibilità.