Essere per la prima volta sponsor della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è per Google l’occasione per rafforzare il dialogo con l’industria creativa italiana, mettendo al centro il rapporto tra tecnologia e talento umano, la necessità di sviluppare nuove competenze e l’evoluzione dei linguaggi e delle modalità di distribuzione dei contenuti.
È il filo conduttore della presenza della società al Lido e della Google Beach, lo spazio attraverso cui Google e YouTube stanno portando alla Mostra incontri, progetti e iniziative dedicati all’intersezione tra tecnologia e creatività. Un debutto che, come ha spiegato Melissa Ferretti Peretti, Vice President e Country Manager di Google Italia, punta anche a raccontare «come Google può essere e vuole essere un partner di tutto l’ecosistema delle imprese creative in Italia».
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Al centro c’è l’intelligenza artificiale e il suo impatto sui processi creativi. La posizione espressa da Google è quella di una tecnologia chiamata ad affiancare, e non a sostituire, il contributo umano. «Il ruolo della tecnologia continua a essere quello, anche con l’intelligenza artificiale: mettersi al servizio della creatività e del talento umano», ha affermato Ferretti Peretti.
Ma la velocità con cui l’AI sta entrando nei processi produttivi pone anche una questione di accesso alle competenze. «C’è da chiedersi quali competenze siano necessarie per navigare un momento di cambiamento così epocale e fare in modo di guidarlo invece che subirlo», ha aggiunto la manager.

Nella foto: Melissa Ferretti Peretti
Un nuovo investimento sulle competenze AI
È in questo quadro che, in occasione della Mostra, Google annuncia un nuovo capitolo di “AI Works for Italy” rivolto alle industrie creative. Google.org stanzia 1 milione di dollari a favore del Fondo per la Repubblica Digitale per sostenere la formazione di professionisti nei settori cinema e audiovisivo, musica e informazione. A questa cifra si aggiungerà un cofinanziamento fino a 500.000 euro da parte dello stesso Fondo, per un impegno complessivo superiore a 1,3 milioni di euro.
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Il progetto punta a raggiungere tra 2.000 e 2.500 professionisti nel biennio 2027-2028. Entro la fine del 2026 il Fondo per la Repubblica Digitale lancerà una open call pubblica per selezionare e finanziare da due a quattro enti attuatori non profit, tra associazioni, fondazioni ed enti del Terzo settore, che cureranno l'erogazione dei corsi sul territorio a partire dalla metà del 2027. La formazione comprenderà un modulo di alfabetizzazione di base sull’AI e workshop verticali dedicati ai diversi ambiti professionali.
L’intervento si inserisce in un ecosistema creativo caratterizzato da una forte frammentazione: secondo i dati presentati da Google, oltre il 95% delle realtà del settore è costituito da microimprese, freelance e produzioni indipendenti. A misurare le potenzialità della trasformazione è anche uno studio globale indipendente condotto da Public First per Google, che stima per l’Italia un possibile valore aggiunto diretto di 3,3 miliardi di euro per il comparto creativo e fino a 11 miliardi di euro di PIL addizionale per il Paese entro il 2035.
YouTube e Rai Cinema, un nuovo spazio per i cortometraggi
Il confronto di Venezia riguarda anche l’evoluzione dei linguaggi e delle modalità attraverso cui il cinema può raggiungere nuovi pubblici. In questo contesto si inserisce il nuovo progetto di Rai Cinema su YouTube, presentato alla Google Beach in un panel condotto da Francesca Mortari, Director YouTube Southern Europe, con Paolo Del Brocco, Amministratore delegato di Rai Cinema, e Carlo Rodomonti, Responsabile Marketing & Innovazione di Rai Cinema.

Un'immagine della Google Beach a Venezia
Il nuovo canale YouTube sarà dedicato a registi e produttori di cortometraggi e si affiancherà a Rai Cinema Channel e RaiPlay. Lo spazio ospiterà anche serie originali, video podcast e collaborazioni con creator, con l’obiettivo di sperimentare nuovi formati e modalità di distribuzione e raggiungere le generazioni più giovani.
Competenze da una parte, evoluzione dei linguaggi e della distribuzione dall’altra: gli annunci presentati alla Google Beach restituiscono così la dimensione di una trasformazione già in atto nell’industria creativa e, nella visione proposta da Google, la necessità di acquisire il know-how per guidare il cambiamento anziché subirlo.