di Redazione Engage

Programmatic Day, Seedtag: il neuro-contextual per «rendere la pubblicità più umana»

Giorgio Corradini spiega come l’unione tra AI e neuroscienze apra nuove possibilità per comprendere utenti e contenuti, puntando su emozioni e intenzioni

Dal contextual targeting al neuro-contextual: è questo il salto evolutivo raccontato da Giorgio Corradini, Country Manager Italia di Seedtag, sul palco del Programmatic Day. Un passaggio che secondo la ad-tech company segna un cambio di paradigma nell’advertising, andando oltre la semplice analisi del contenuto per entrare nella sfera cognitiva ed emotiva dell’utente, per offrire alle aziende una maggiore efficacia e scalabilità delle campagne online.

«Non facciamo altro che unire la parte di artificial intelligence con le neuroscienze», spiega Corradini. L’obiettivo non è più solo comprendere il contesto di un contenuto, ma anche «capire che cosa pensa l’utente che lo sta fruendo», così da creare una connessione più profonda tra brand e consumatore.

Alla base c’è Liz, l’AI proprietaria di Seedtag, addestrata per analizzare in tempo reale centinaia di migliaia di contenuti e valutarne l’impatto sul cervello umano. Un approccio che introduce nuovi layer - interesse, emozione e intenzione - capaci di influenzare attenzione, memorizzazione e decision making.

«Il contesto è il punto di partenza, ma da solo è riduttivo per costruire un legame tra utente e brand», sottolinea Corradini. «Quale connessione più profonda si può avere se invece questa connessione è emotiva?». È proprio su questo piano che il neuro-contextual si propone come un potenziale game changer.

Un modello che, secondo il manager, risponde anche alle sfide di scalabilità e privacy: «Si può andare in modo scalabile e rispettoso della privacy a creare una connessione più profonda tra utente e brand». Il tutto senza ricorrere a dati di terze parti, ma sfruttando la comprensione universale dei meccanismi cognitivi.

A supporto di questa visione, Seedtag ha collaborato con la Columbia University per validare l’approccio. Un lavoro che punta a dimostrare come l’integrazione tra contesto e neuroscienze possa migliorare l’efficacia delle campagne, incidendo su awareness, percezione e comportamento.

Guarda il video dell’intervento di Giorgio Corradini al Programmatic Day per approfondire.


Guarda anche: NEURO-CONTEXTUAL, COS'È E PERCHÉ FUNZIONA NELLA PUBBLICITÀ ONLINE


 

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