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Upgrade Your Growth

A cura di Incubeta

Una rubrica in cui esploriamo l'affascinante mondo dell'innovazione nel contesto del marketing digitale. Qui troverete preziosi insight, strategie e tendenze per potenziare la crescita del vostro business attraverso l'uso intelligente dei dati. Lasciatevi guidare attraverso una panoramica approfondita su come sfruttare l'innovazione digitale per ottenere una crescita significativa, acquisire nuove prospettive e spingere il vostro business verso nuovi livelli di successo.

19/02/2026
di Incubeta

Verso un modello di misurazione ad alto impatto

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Nel panorama iper-connesso del 2026, il marketing si trova di fronte a un paradosso: abbiamo a disposizione molti dati, ma meno certezze sulla loro interpretazione. Per anni, i marketer hanno pensato che tracciare ogni singolo click significasse capirne davvero il valore. Oggi sappiamo che non è così.

Per guidare decisioni di business realmente efficaci, l’approccio alla misurazione deve evolversi. Non basta più valutare l’efficienza delle singole attività; è fondamentale isolare il reale valore incrementale generato. Questo significa spostare l’attenzione dalle metriche di volume alla qualità dei risultati, puntando su metriche attuali quali la Customer Lifetime Value (CLV), che indirettamente misura la capacità del brand di generare domanda nel tempo e redditività a lungo termine. Quando la misurazione distingue l’impatto reale dalle semplici coincidenze statistiche, smette di essere un’analisi retrospettiva e diventa un vero acceleratore della crescita.

La crisi del reporting tradizionale: un mondo post-cookie e AI-driven

Le metriche che un tempo definivano il successo oggi sono anacronistiche. I modelli last-click sono nati in un ecosistema digitale lineare; oggi, il Customer Journey è un ambiente fluido dove i segnali si moltiplicano e si intrecciano in modo non tracciabile.

Con l’inasprirsi delle normative sulla privacy e la probabile futura scomparsa dei cookie di terze parti, monitorare ogni singola interazione è diventato inefficace e insostenibile. Come sottolinea Damien Bennett, Chief Strategy Officer di Incubeta UK: “I modelli last-click e le logiche pre-privacy sono superati. I brand si affidano troppo al ROAS dichiarato dalle piattaforme, che raramente riflette la vera incrementalità. Questo porta a sotto-investire nella costruzione del brand, che resta il principale motore di performance nel lungo periodo”.

La dipendenza dai dati "intra-piattaforma" alimenta un pericoloso bias di conferma: gli algoritmi tendono ad attribuirsi conversioni che sarebbero avvenute comunque, distorcendo le decisioni di budget e indebolendo la fiducia del top management.

L’opportunità dell’Intelligenza Artificiale

L’IA non sta solo automatizzando l’esecuzione, sta ridefinendo la logica stessa della misurazione. Il vero cambio di paradigma è il passaggio dalla retrospezione alla predizione: non ci chiediamo più solo “cosa è successo”, ma “quale valore genererà il nostro prossimo investimento”.

Questo non significa rinunciare al controllo, ma acquisire una visione più profonda e affidabile su come le scelte di marketing influenzino risultati di business solidi e profittevoli.

Outcome Modeling: il nuovo standard di accountability

In un contesto in cui il tracciamento granulare è sempre più limitato, il futuro della misurazione risiede nell’Outcome Modeling. Invece di inseguire il singolo utente tra dispositivi e piattaforme, i brand più evoluti adottano approcci olistici come il Marketing Mix Modeling (MMM) potenziato dall’IA.

Perché l’MMM 2.0 fa la differenza oggi?

  • Valuta il sistema, non il singolo canale: non lavora per silos, ma analizza le interazioni profonde tra media, creatività e contesto.
  • Misura l’incrementalità reale: distingue nettamente le vendite organiche da quelle effettivamente generate dagli sforzi di marketing.
  • È privacy-first per design: non richiede dati a livello utente, risultando resiliente a qualsiasi futura restrizione normativa.

Questa evoluzione non riduce la responsabilità del marketing: la rafforza. Collegando le performance alle metriche care al CFO, redditività e CLV, il marketing compie il salto definitivo: smette di essere percepito come un centro di costo e si afferma come il più potente generatore di valore aziendale.

Roadmap strategica: azioni immediate per il 2026

Per affrontare con successo questo nuovo scenario, i team marketing devono adottare un cambio di paradigma basato su quattro pilastri fondamentali.

Il primo passo è passare dalla retrospezione alla simulazione. Basta report orientati al passato, poiché l’AI permette oggi di simulare scenari di media mix prima ancora di investire, ottimizzando i budget su base probabilistica e riducendo decisioni guidate da intuizioni o dati parziali.

In secondo luogo, dobbiamo accogliere l’era delle audience sintetiche. Il tracciamento individuale è sempre più fragile. I “Digital Twins”, modelli statistici avanzati che replicano il comportamento del target, consentono di misurare il lift delle campagne in ambienti sicuri e privacy-compliant, senza bisogno di costosi gruppi di controllo reali.

La terza priorità riguarda la nostra presenza nell’ecosistema AI. Nel 2026 molte scelte d’acquisto saranno mediate da assistenti intelligenti. Diventa quindi cruciale monitorare la Share of Model, una metrica che ti dice quanto e come il brand viene raccomandato dai principali LLM. Se un brand non è visibile per l’AI, rischia di non esserlo nemmeno per i consumatori.

Infine, dobbiamo finalmente unificare brand e performance. La separazione tra brand building e performance marketing è ormai obsoleta. Le organizzazioni più mature adottano un’unica metrica di ROI incrementale, dimostrando come l’investimento nel brand riduca nel tempo i costi di acquisizione e alimenti una crescita sostenibile.

Conclusione: trasformare la complessità in vantaggio competitivo

La complessità del mercato non è un limite, ma un’opportunità per rendere la misurazione più intelligente. Quando i dati distinguono il vero impatto dalle semplici correlazioni, diventano il motore di decisioni strategiche incrollabili. I brand che sapranno abbracciare l’incertezza con modelli predittivi e un focus chiaro sull’incrementalità saranno gli unici a investire con sicurezza e a dominare nel lungo periodo.

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