Meta per la Lead Generation: 5 domande a Francesca Nardi di Gruppo Polidori
Dalla qualità dei contatti alla costruzione di relazioni di valore: la Responsabile della Direzione Web Marketing racconta come l’ecosistema Meta supporti le strategie di acquisizione clienti nel settore education
Prosegue “Meta per la Lead Generation: 5 domande a…”, la serie di interviste realizzata da Engage in collaborazione con Meta Italia dedicata a strategie, strumenti e modelli operativi con cui le aziende stanno evolvendo i propri processi di acquisizione clienti in un contesto sempre più guidato dai dati.
Dopo il primo appuntamento della serie (leggi qui), il focus si sposta sul Gruppo Polidori, realtà attiva nel settore education. Francesca Nardi, Responsabile della Direzione Web Marketing, racconta come l’evoluzione della lead generation stia portando il gruppo a puntare su modelli predittivi, integrazione tra marketing e vendite e utilizzo delle tecnologie - tra cui quelle dell’ecosistema Meta - per migliorare qualità dei contatti, efficienza delle campagne e sviluppo della pipeline commerciale.
Come state orientando l’evoluzione dei servizi di lead generation in un mercato sempre più data-driven?
«Oggi la lead generation non è più una questione di quantità, ma di precisione. In un mercato sempre più guidato dai dati stiamo orientando i nostri servizi verso modelli predittivi, una maggiore integrazione tra marketing e vendite e un livello crescente di personalizzazione. Allo stesso tempo, in un contesto influenzato dalle nuove normative sulla privacy e dalla progressiva riduzione delle tecnologie di tracciamento tradizionali, abbiamo ripensato il nostro approccio alla lead generation, adottando un modello ancora più integrato con il CRM e basato sull’analisi dei dati. L’obiettivo non è più soltanto aumentare il numero di contatti, ma identificare con maggiore precisione i prospect più qualificati e ottimizzare le campagne lungo tutto il percorso di acquisizione».
In che modo le soluzioni Meta supportano la vostra strategia di lead generation?
«L’ecosistema di Meta è oggi ancora più centrale nella nostra strategia rispetto al passato. Negli ultimi anni abbiamo aumentato gli investimenti perché abbiamo registrato un miglioramento significativo nella qualità dei lead generati, grazie a capacità di targeting sempre più avanzate e a strumenti di ottimizzazione basati sui dati. Attraverso Meta lavoriamo lungo tutto il percorso di acquisizione: non solo attività di lead generation, ma anche costruzione di visibilità e rafforzamento della brand awareness. Per noi Meta non è semplicemente un canale di acquisizione, ma una piattaforma strategica che unisce performance e posizionamento, contribuendo sia allo sviluppo della pipeline commerciale sia al consolidamento del brand nel medio-lungo periodo».
Puoi raccontare un caso concreto in cui gli strumenti di Lead Generation di Meta hanno migliorato le performance?
«Un caso significativo riguarda le campagne dell’Università Link all’estero, in particolare nei mercati di Francia e Grecia. Grazie agli strumenti di lead generation dell’ecosistema Meta abbiamo registrato performance migliori rispetto ad altri canali digitali, non solo dal punto di vista quantitativo e qualitativo dei contatti generati, ma anche in termini di costo di acquisizione. Questi risultati dimostrano come le soluzioni di Meta non generino soltanto un numero maggiore di lead, ma contatti più rilevanti e con costi più efficienti rispetto ad altri canali digitali tradizionali. Un risultato reso possibile dalla qualità del targeting, dalla raccolta dati integrata e dagli strumenti nativi di generazione contatti, che permettono di intercettare utenti realmente interessati e accompagnarli lungo tutto il percorso di conversione».
Quali sono per voi le scommesse più ambiziose per il 2026 in ambito lead generation?
«Il nostro modello di marketing è da sempre progettato per generare lead di qualità e supportare le nostre reti commerciali, sempre più esigenti: possiamo considerarlo il primo anello della catena commerciale. I risultati del 2025 confermano la validità del modello: +35% di prospect utili rispetto al 2024 e +535% rispetto al 2020, con il 98% dei lead provenienti dal web. Il nostro obiettivo per il 2026 è continuare a crescere in maniera costante, puntando su qualità, precisione e valore. Oggi il vero vantaggio competitivo non è generare più lead, ma costruire relazioni. Grazie anche all’integrazione di WhatsApp riusciamo a trasformare i contatti in conversazioni dirette e personalizzate, aumentando engagement e conversione. Il risultato non è solo il numero di lead, ma qualità, valore reale e rafforzamento del brand nel lungo periodo, anticipando bisogni e creando valore concreto per il futuro dell’education».
Quale consiglio daresti a chi vuole scalare le performance su Meta?
«Il consiglio è semplice: mettere i dati e la strategia al centro. Ottimizzare continuamente campagne e segmenti, puntare su creatività efficaci e integrare Meta con il CRM e i flussi di nurturing, creando contenuti sempre rilevanti e personalizzati. Così non si generano solo lead, ma opportunità concrete e misurabili, massimizzando qualità e conversione. La lead generation su Meta è come costruire una rete: più è qualificata, più regge il peso del business futuro, garantendo risultati sostenibili e valore reale nel lungo periodo».