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L'utilizzo degli agenti di intelligenza artificiale accelera nelle imprese italiane. Tra maggio e l'inizio di ottobre 2026, gli utenti attivi settimanali di ChatGPT Work e Codex nelle piccole e medie imprese del nostro Paese sono aumentati di 10,8 volte, registrando il secondo tasso di crescita più elevato nell'Unione Europea, dopo il Belgio (12,1 volte).
È quanto emerge dal nuovo report di OpenAI Economic Research, che analizza la diffusione e l'intensità di utilizzo degli strumenti di AI agentica tra i clienti della società in Europa.
La crescita italiana supera quella registrata in altri grandi mercati europei, come Francia (9,2 volte), Spagna (8,8 volte) e Germania (7,5 volte), a fronte di una media UE di 8,1 volte. Secondo OpenAI, una parte importante dell'accelerazione è avvenuta dopo il lancio di ChatGPT Work, a luglio.
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In Italia il 65% dell'output AI è già agentico
Il report evidenzia anche come gli agenti AI stiano assumendo un peso crescente nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale da parte delle aziende. A livello europeo, il 55% dei token generati dai clienti ChatGPT Enterprise e Business analizzati proviene da strumenti agentici, come ChatGPT Work e Codex.
In Italia questa quota raggiunge il 65%, collocando il Paese al decimo posto nell'UE, davanti a Francia (55%), Germania (51%) e Spagna (30%). A guidare la classifica sono Lituania (85%), Cipro (81%) e Ungheria (79%).
I dati, precisa OpenAI, si riferiscono all'utilizzo dei propri servizi da parte delle aziende incluse nel campione e non rappresentano quindi una misura dell'adozione complessiva dell'AI nel tessuto imprenditoriale europeo.
Il divario tra le imprese più avanzate e le altre
Nonostante la rapida diffusione degli agenti, il report segnala un crescente divario nell'intensità di utilizzo dell'intelligenza artificiale. A settembre, le imprese europee più avanzate generavano oltre quattro volte più token per utente attivo rispetto alle aziende europee tipiche, mentre il Nord America rappresentava circa il 65% delle imprese più attive a livello globale, contro il 10% dell'UE.
La sfida, secondo il report, non è dunque soltanto ampliare l'accesso all'intelligenza artificiale, ma passare dalla sperimentazione a un utilizzo più profondo degli agenti nei processi aziendali, trasformandone le potenzialità in risultati tangibili. «L'Europa è entrata in una nuova era dell'IA, con strumenti in grado di svolgere attività per conto delle persone», ha dichiarato Sarah Friar, CFO di OpenAI, sottolineando come il continente abbia ancora ampi margini di crescita.