29/05/2026
di Redazione Engage

I cambiamenti che stanno ridisegnando strategie e competitività nel marketing online

Il marketing digitale ha ridisegnato in profondità il rapporto tra le aziende e i propri clienti, abbattendo le barriere geografiche e demografiche che per decenni avevano condizionato la capacità di un brand di farsi trovare, scegliere e ricordare. 

Questa accessibilità ha però generato una conseguenza spesso sottovalutata: la competizione si è intensificata in modo asimmetrico, perché gli stessi strumenti che abbassano le barriere d'ingresso sono disponibili a tutti e il vantaggio competitivo si sposta rapidamente da chi adotta una tecnologia a chi la padroneggia meglio e prima.

Le aziende che oggi registrano risultati deludenti dalle proprie attività di marketing digitale si trovano spesso di fronte a un paradosso apparente: budget invariati, strategie collaudate, esecuzione corretta ma performance in calo. 

La spiegazione sempre più spesso risiede nel fatto che le regole con cui si ottiene visibilità, si intercettano i clienti e si misurano le conversioni stanno cambiando simultaneamente su più fronti e le logiche che hanno funzionato negli ultimi anni sono sempre meno adeguate a descrivere il contesto attuale. 

Attualmente il marketing digitale premia chi riesce a riorientarsi con tempestività rispetto a trasformazioni che investono la struttura stessa del funnel: dove avviene la scoperta, attraverso quali canali si costruisce la domanda, con quali strumenti si gestisce l'esecuzione. Ignorare questi spostamenti produce un arretramento progressivo che diventa visibile nei numeri solo quando il divario è già difficile da colmare.

L'AI agentica ridefinisce i processi di marketing

Tra i cambiamenti più rilevanti che stanno attraversando il settore c'è l'affermazione dell'intelligenza artificiale agentica, una tecnologia che segna un salto qualitativo rispetto ai sistemi AI cui le aziende si sono abituate negli ultimi anni. 

Gli agenti AI pianificano, eseguono e ottimizzano autonomamente flussi di lavoro complessi, dalla gestione delle campagne pubblicitarie alla segmentazione del pubblico, dall'analisi dei dati in tempo reale alla produzione di report operativi. Per i team marketing questo significa una riduzione significativa del carico di attività ripetitive - loState of Marketing 2026 di Salesforce stima un recupero medio di otto ore settimanali per professionista - e una concentrazione crescente delle risorse umane sulle decisioni strategiche e creative.

Per le aziende l'impatto è duplice. Sul piano operativo, chi adotta questi strumenti acquisisce una capacità di esecuzione e personalizzazione difficilmente raggiungibile con risorse tradizionali. Sul piano competitivo, questa capacità si traduce in un vantaggio che tende ad autoalimentarsi: più dati vengono processati dagli agenti, più le campagne si affinano, più la distanza rispetto ai concorrenti che operano ancora con processi manuali si allarga nel tempo.

I Retail Media Network aprono un nuovo spazio pubblicitario

Un altro cambiamento che sta guadagnando centralità nelle strategie dei brand riguarda i Retail Media Network: gli spazi pubblicitari gestiti direttamente da retailer e marketplace, che consentono alle aziende di raggiungere i consumatori nel momento più prossimo alla decisione d'acquisto, sfruttando dati proprietari di prima parte ad altissima precisione. 

A livello globale, il retail media vale attualmente oltre 200 miliardi di dollari, con una crescita del 17,6% anno su anno, ed è considerato la terza grande ondata del marketing digitale dopo il search e i social. In Italia il mercato segue la stessa direzione - il Politecnico di Milano registra un incremento del 27% tra 2024 e 2025 - con un ritardo strutturale rispetto ai principali mercati europei che lascia ancora ampi margini di vantaggio per chi si muove con anticipo.

Il punto di forza di questo canale risiede nella qualità dell'intenzione: chi naviga su un marketplace sta già cercando un prodotto, il che rende la pubblicità retail media intrinsecamente più efficace rispetto a formati che intercettano l'utentein contesti meno orientati all'acquisto. Per le aziende che vendono attraverso piattaforme di e-commerce, questo si traduce in una presenza pubblicitaria nel momento di massima propensione alla conversione, con una capacità di targeting che i canali tradizionali non riescono a replicare con la stessa precisione.

Webinar e live streaming: l’installazione di reti aziendali diventa strategica

Un'importanza sempre crescente nel marketing digitale è anche quella che stanno assumendo webinar e live streaming. Secondo i dati più recenti, l'87% delle aziende utilizza i webinar come parte della propria strategia di marketing e il 52% li classifica tra i tre canali con il ROI più elevato.

In ambito B2B, si tratta di uno degli strumenti più efficaci per lagenerazione di lead qualificati, per il nurturing lungo il funnel e per la costruzione di autorevolezza di brand: i partecipanti coinvolti hanno il 30% di probabilità in più di convertire rispetto ai lead provenienti da altri canali.

Pianificare una strategia efficace di webinar richiede attenzione tanto alla qualità dei contenuti quanto alle condizioni tecniche da cui questi vengono erogati: interruzioni, latenze o cali di banda durante una sessione live possono infatti compromettere l’investimento. Su questo fronte, il quadro italiano presenta ancora criticità rilevanti: secondo l'Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, il 47% delle piccole e medie imprese dichiara difficoltà nell'accesso alla connettività digitale e il 41% non è ancora servito da una connessione in fibra ottica FTTH. Per le imprese che intendono fare dei webinar e del live streaming un canale strutturato di acquisizione e fidelizzazione, affidarsi a un partner specializzato nell'installazione ed assistenza di reti aziendali come Flashinlabs rappresenta il punto di partenza per garantire che l'infrastruttura sia all'altezza degli obiettivi di marketing. In un contesto in cui la qualità percepita del brand passa anche attraverso la fluidità e l'affidabilità degli eventi digitali, l'infrastruttura di rete diventa quindi parte integrante della strategia di comunicazione.

La GEO e la nuova geografia della visibilità online

Un'altra trasformazione con cui le aziende si stanno attualmente confrontando è quella legata alla GEO (Generative Engine Optimization) ovvero l'insieme delle pratiche che mirano a rendere i contenuti di un brand riconoscibili, affidabili e citabili dai sistemi di intelligenza artificiale generativa. 

Per anni le strategie di presenza online sono state costruite intorno a un principio fondamentale: essere trovati dai clienti nel momento in cui cercano attivamente un prodotto o un servizio. Il posizionamento sui motori di ricerca tradizionali è diventato un asset strategico su cui interi modelli di acquisizione sono stati edificati. Quel principio regge ancora, ma il terreno su cui si applica si sta restringendo in modo significativo, perché una quota crescente delle ricerche avviene ormai attraverso strumenti di intelligenza artificiale generativa che restituiscono risposte sintetiche senza rimandare l'utente a nessun sito. Gli strumenti di AI search hanno registrato un'adozione passata dall'8% al 40% degli utenti nel corso di un solo anno, Google AI Overviews appare attualmente nel 30-40% di tutte le query di ricerca e secondo le stime di Gartner il volume delle query sui motori tradizionali potrebbe ridursi del 25% nei prossimi anni.

Quando un utente pone una domanda a un LLM, sono questi sistemi a selezionare le fonti che ritengono più autorevoli e a sintetizzarle in una risposta. Essere tra quelle fonti è diventato un obiettivo di marketing a tutti gli effetti, con implicazioni dirette sulla capacità di un'azienda di farsi trovare da clienti che non arriveranno mai attraverso un link tradizionale. Per le aziende questo significa confrontarsi con una geografia della visibilità online profondamente diversa da quella su cui hanno costruite le proprie strategie digitali, in cui l'autorevolezza percepita dai sistemi AI vale quanto - e in alcuni contesti più di - il posizionamento in una pagina di risultati.

Il marketing digitale del futuro si costruisce oggi

La direzione che il marketing digitale sta prendendo è quella diun ecosistema sempre più predittivo, automatizzato e distribuito su superfici che fino a pochi anni fa non esistevano o erano marginali. 

Le aziende che riusciranno ad anticipare questi spostamenti - investendo in strumenti, competenze e infrastrutture prima che la pressione competitiva li renda indispensabili – beneficeranno divantaggi che tenderanno a consolidarsi nel tempo. L'autorevolezza digitale, la capacità di esecuzione automatizzata e la presenza nei canali pubblicitari ad alta intenzione sono risorse che si accumulano progressivamente e che diventano sempre più difficili da colmare per chi parte in ritardo. 

In questo senso, le decisioni che le aziende prendono oggi sul proprio posizionamento digitale stanno definendoi margini di manovra con cui si presenteranno al mercato nei prossimi anni.

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