La nuova campagna pubblicitaria di iliad con protagonista Megan Gale ha generato una vera e propria bufera con Fastweb + Vodafone che ha diffidato il gruppo dlv a mandarla in onda (leggi qui il nostro articolo). Al netto delle questioni legali, sull’efficacia dello spot si è aperto un dibattito tra pubblicitari ed esperti di comunicazione.
“Trovo l’iniziativa pubblicitaria di Iliad una ‘simpatica provocazione’ - commenta Francesco Bozza, storico pubblicitario italiano e autore, in queste settimane nei teatri con il suo 'Bar Spot' -. Non ci vedo né malafede semmai una ‘singolar tenzone’ tra due marchi a tutti già molto noti. Megan Gale è stata una ‘top’ della pubblicità sul finire degli anni ’90 inizio 2000, in quanto testimonial di, attenzione a questo dettaglio, Omnitel, solo dopo divenuta Vodafone, che peraltro ‘duellava’ pubblicitariamente con la rivale TIM-Telecom. Duelli che sul consumatore producono interesse e simpatia, ma bisogna poi vedere se si tramutano in nuovi contratti o determinano davvero un passaggio di clienti”.
“Pensate ad esempio a BMW che nel 2019, in occasione dell’andata in pensione dell’amministratore delegato di Mercedes-Benz Dieter Zetsche, uscì con un famoso spot nel quale un attore-sosia che interpretava un sosia di Zetsche alla sua ultima giornata di lavoro: saluta i colleghi, consegna il badge e poi torna a casa e, finalmente libero da impegni, esce dal suo garage a bordo di una BMW - ricorda Bozza -. Ebbene sapete che successe da parte di Mercedes? Nulla! Né rimproveri né carte bollate. E così facendo entrambi i brand ne hanno guadagnato in immagine”.
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“Caso che evidentemente sfugge al management e ai legali di Fastweb-Vodafone - riflette Davide Ciliberti, esperto di comunicazione di Purple & Noise PR -, che invece stanno approcciando la vicenda in punta di legge e, cosi, facendo secondo me si mettono un pochino nell’angolo degli ‘antipatici’. In casi come questi la reazione consigliabile sarebbe un sorriso. O magari una replica simpatica. Pensate alle ‘scaramucce’ tra Pepsi e Coca-Cola”.
“La campagna di Iliad la trovo un’operazione interessante soprattutto se l’obiettivo di comunicazione era ‘far parlare’, dato che in ciò ha avuto successo visto che se ne sta discutendo molto sulla stampa e in rete - ragiona Vicky Gitto, titolare di GB22 e riconosciuto pubblicitario in Italia e all’estero -. Megan Gale, ancora oggi bellissima, è riconosciuta testimonial su un target di consumatore adulto o maturo. I venticinquenni di oggi non possono ricordarla semplicemente perché ancora non erano nati”.
“Una divertente operazione pubblicitaria da parte di Iliad che con questa campagna che oggi sta facendo parecchio parlare ha così rubato la scena ad un ‘colosso’ come Vodafone - sottolinea Cesare Casiraghi, founder di casiraghi greco& -. Quindi un’azione volta più a dare un boost di visibilità piuttosto che ad aggredire un mercato attraverso una testimonial famosa molto anni fa, in un contesto in cui la clientela peraltro è più che altro determinata dalla leva del prezzo e delle offerte piuttosto che da quella di un volto così come accade, per esempio, per i brand della moda o del lusso”.