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01/07/2026
di Simone Freddi

Marco Ferrari presenta Be Closer: «Vogliamo diventare grandi senza diventare grigi»

Il Group Ceo racconta la strategia del nuovo gruppo: crescita organica, M&A, tecnologia e l'ambizione di competere con le grandi holding mantenendo un'identità imprenditoriale italiana

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Con il lancio di Be Closer si completa il percorso di integrazione tra Next Different e Uniting, avviato nell'autunno del 2025. Per capire quali sono le ambizioni del nuovo gruppo e come intende competere in un mercato caratterizzato da grandi trasformazioni, Engage ha intervistato Marco Ferrari, Group Ceo di Be Closer.


Leggi anche: NEXT DIFFERENT E UNITING DIVENTANO BE CLOSER


Più volte ha detto che Be Closer è molto più di un rebranding. Che cosa rappresenta davvero?

«Più che un rebranding, è un update. Un aggiornamento a una nuova versione di noi. In questi mesi abbiamo ripensato struttura, processi e organizzazione, coinvolgendo i founder e il management delle tre realtà. Il nuovo nome racconta la direzione che abbiamo scelto: essere più vicini ai bisogni delle marche, al mercato, alle persone e alle decisioni che fanno davvero la differenza».

Oggi partite da una realtà che supera i 122 milioni di euro di ricavi. Come è composto il business del gruppo?

«Abbiamo una struttura molto equilibrata. L'area Creativity & Experience vale complessivamente circa 70 milioni di euro, di cui poco meno di 50 milioni derivano dalle attività di live experience. L'area Media & Touchpoint, che comprende anche le ricerche di mercato, pesa circa 35 milioni. Poi c'è Retail & E-commerce, che oggi rappresenta la componente più dinamica del nostro business, grazie alle attività di retail marketing, in-store communication e marketplace come Amazon. È un mix che riflette la volontà di accompagnare i clienti lungo tutto il funnel della comunicazione».

Durante la presentazione ha detto che oggi è un punto di partenza, non di arrivo. Qual è la roadmap che vi siete dati?

«Ci siamo posti un obiettivo molto ambizioso: raddoppiare le dimensioni del gruppo nell'arco di tre anni. Il 2026 è l'anno dell'integrazione: abbiamo lavorato per costruire un'unica organizzazione e un unico modo di operare. Il 2027 dovrà essere l'anno della crescita, mentre nel 2028 ci aspettiamo un'ulteriore accelerazione. Oggi non sappiamo ancora se arriverà principalmente attraverso un'espansione geografica o attraverso nuovi servizi e nuovi modelli di business, ma vogliamo costruire le condizioni per poter cogliere entrambe le opportunità».

Questa crescita passerà anche attraverso nuove acquisizioni. Che tipo di aziende state cercando?

«Non ci interessa acquisire aziende semplicemente per aumentare il fatturato. Cerchiamo competenze che oggi non abbiamo ancora all'interno della nostra offerta e imprenditori che condividano il nostro progetto. Il modello è quello che ha dato vita a Be Closer: founder che scelgono di continuare a investire e costruire insieme il futuro della company. Posso dire che stiamo già lavorando ad almeno un'operazione che è in fase avanzata».

Durante la conferenza ha detto che i vostri competitor sono i grandi gruppi della comunicazione. Perché siete convinti di potervela giocare con loro?

«Perché oggi abbiamo raggiunto dimensioni, completezza dell'offerta e capacità di investimento tali da poter competere con chiunque sul mercato italiano. Siamo anche consapevoli dei nostri limiti: se un cliente cerca un partner operativo in cento Paesi, oggi non siamo ancora quel soggetto. Ma se cerca un partner che conosca profondamente il mercato italiano, i suoi dati, le sue dinamiche e sappia decidere rapidamente, crediamo di poter offrire un valore distintivo. Vogliamo essere la principale alternativa italiana alle grandi holding internazionali».

Uno degli elementi distintivi del progetto è Be.X. Quanto pesa oggi la tecnologia nella vostra strategia?

«È centrale. Negli ultimi anni abbiamo investito molto nella costruzione di competenze interne e oggi possiamo contare su un team di oltre 25 persone tra developer, data scientist e product manager. Be.X nasce proprio per mettere a sistema tutto il patrimonio tecnologico sviluppato dalle diverse aziende del gruppo e offrire ai clienti una piattaforma capace di integrare dati proprietari, AI e strumenti di misurazione lungo tutto il percorso di comunicazione.»

Presentando Be Closer ha detto che l’ambizione è "diventare grandi senza diventare grigi". Che cosa significa?

«È probabilmente la sintesi migliore del progetto. Crescere significa strutturarsi, investire e assumersi nuove responsabilità. Ma non vogliamo perdere quella curiosità, quella velocità decisionale e quello spirito imprenditoriale che hanno caratterizzato le nostre aziende fin dall'inizio. Vogliamo costruire un grande gruppo mantenendo la capacità di metterci continuamente in discussione. Per noi è questo il vero significato di Be Closer».

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