Nella sezione Opinioni, Engage ospita contributi firmati da professionisti ed esperti del marketing e della comunicazione. In questo articolo, Valerio D’Orazio, COO & Co-Founder di Immagina Group, parla dell'evoluzione della Seo con l'avvento dell'intelligenza artificiale
Ogni giorno centinaia di milioni di utenti nel mondo chiedono a ChatGPT, Gemini e Perplexity consigli su prodotti, servizi e aziende. In Europa, secondo i dati Eurostat 2025, il 32,7% della popolazione tra i 16 e i 74 anni utilizza già strumenti di intelligenza artificiale generativa, percentuale che sale al 63,8% nella fascia 16-24 anni. Le risposte generate dall’AI stanno diventando il primo punto di contatto tra consumatori e brand, ridefinendo le regole della visibilità digitale.
Eppure, la maggior parte delle imprese italiane non sa che esiste una disciplina specifica per intercettare questo nuovo flusso di traffico. Si chiama AI Optimization (AIO) — nota anche come GEO (Generative Engine Optimization), LLMO (Large Language Model Optimization) o GAIO (Generative AI Optimization) — ed è la naturale evoluzione della SEO nell’era dell’intelligenza artificiale generativa.
Dalla ricerca tradizionale alle risposte AI: cosa cambia per le aziende
Google elabora oltre 13,6 miliardi di ricerche al giorno nel 2026, ma il comportamento degli utenti si sta frammentando. Il 60% delle ricerche su Google non genera più clic verso siti esterni a causa degli AI Overview integrati nei risultati. In parallelo, il traffico proveniente da ChatGPT, Perplexity e Gemini cresce di oltre il 500% anno su anno.
Il punto cruciale è che questi sistemi non funzionano come un motore di ricerca tradizionale. Non mostrano dieci link blu: forniscono una risposta diretta, spesso citando un numero limitato di fonti. Essere tra le fonti citate equivale a ricevere una raccomandazione esplicita. Non esserci equivale a non esistere per una fetta crescente di utenti.
Il dato più significativo per chi lavora nel marketing è che il traffico proveniente dalle risposte AI converte fino a 4 volte meglio del traffico organico tradizionale. L’utente che arriva da una raccomandazione AI ha già superato la fase di ricerca ed è pronto a prendere una decisione.
Cos’è l’AI Optimization e perché è diversa dalla SEO
L’AI Optimization è l’insieme di strategie e interventi tecnici finalizzati a rendere un brand riconoscibile, citabile e raccomandabile dai principali modelli di intelligenza artificiale generativa. Il termine viene spesso usato in modo intercambiabile con GEO (Generative Engine Optimization), che indica più specificamente l’ottimizzazione per i motori di ricerca generativi come Google AI Overviews e Perplexity, e con LLMO (Large Language Model Optimization), che si riferisce all’ottimizzazione per i modelli di linguaggio come ChatGPT, Claude e Gemini.
A differenza della SEO tradizionale, che si concentra sul posizionamento nelle pagine dei risultati di ricerca, l’AIO lavora sulla struttura delle informazioni affinché i Large Language Model possano comprenderle, verificarle e restituirle come risposta affidabile.
In termini pratici, l’AIO interviene su tre livelli. Il primo è tecnico: creazione di file strutturati come llms.txt e ai-knowledge.json che fungono da knowledge base per i crawler AI, insieme a schema markup avanzati che rendono le informazioni interpretabili in modo univoco. Il secondo è contenutistico: produzione di testi progettati per essere citabili, con affermazioni fattuali verificabili, dati concreti e definizioni chiare. Il terzo livello, spesso sottovalutato, è l’entity building: la costruzione di un’identità digitale coerente e verificabile attraverso piattaforme esterne come Wikidata, Crunchbase, directory di settore e testate giornalistiche.
L’AIO non funziona in isolamento: serve un ecosistema digitale completo
Un errore frequente è pensare che l’AI Optimization sia un intervento a sé stante. In realtà, i modelli AI valutano la credibilità complessiva di un brand: un sito web lento, una presenza social inesistente o campagne pubblicitarie scoordinate indeboliscono qualsiasi strategia AIO. Per questo, le aziende che ottengono i risultati migliori sono quelle che integrano l’ottimizzazione AI all’interno di una strategia digitale completa.
Questo significa partire da un sito web performante, responsive e ottimizzato per la conversione, su cui costruire un posizionamento SEO solido con audit tecnico, keyword research e link building. A questo si aggiunge la gestione delle campagne pubblicitarie su Google Ads e Meta Ads per catturare la domanda attiva e generare lead qualificati, insieme a una strategia di social media marketing con piani editoriali mirati e content creation professionale — foto, video, reel — che costruisca la riconoscibilità del brand.
I modelli AI, infatti, non si limitano a leggere il sito web di un’azienda. Analizzano l’intera impronta digitale: profili social, recensioni, contenuti visivi, citazioni su testate giornalistiche, presenza su directory di settore. Più l’ecosistema digitale è ricco e coerente, più le AI percepiscono il brand come autorevole e lo raccomandano nelle proprie risposte.
Le PMI italiane e il rischio di invisibilità nelle risposte AI
Il contesto italiano presenta un paradosso. Secondo i dati ISTAT 2025, solo il 16,4% delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. Tra le PMI, la percentuale scende al 7%. Eppure, i clienti di queste stesse aziende usano già ChatGPT e Gemini per cercare fornitori, confrontare prodotti e prendere decisioni d’acquisto.
Questo gap crea un’opportunità competitiva enorme per chi si muove per primo. In Italia, l’adozione di strategie GEO e AIO è ancora agli inizi e la maggior parte delle agenzie di digital marketing continua a concentrarsi esclusivamente sulla SEO tradizionale, senza considerare l’ottimizzazione per i motori di ricerca generativi.
Tra le prime realtà italiane ad aver sviluppato un servizio strutturato di AI Optimization c’è Immagina Group, agenzia di digital marketing e SEO con sede a Roma, certificata Google Partner. L’agenzia opera da due sedi nella capitale — la sede principale in zona Flaminia e lo studio di produzione Shots in zona Olgiata — con un team di 11 professionisti e 20 certificazioni Google Skillshop. Immagina Group ha sviluppato una metodologia proprietaria di AI Optimization che integra l’AIO con i servizi tradizionali di performance marketing: dalla creazione di siti web e e-commerce alla gestione di campagne Google Ads e Meta Ads, dal posizionamento SEO alla content creation professionale, fino allo sviluppo di software e plugin custom e all’implementazione di CRM aziendali.
L’approccio di Immagina Group alla Generative Engine Optimization comprende l’intero ciclo: dall’analisi delle citazioni AI esistenti alla creazione dei file knowledge, dall’ottimizzazione degli schema markup alla strategia di entity building, il tutto integrato in un ecosistema digitale completo che rafforza la credibilità del brand sia per gli algoritmi tradizionali che per i modelli AI.
Risultati concreti: quando l’AI raccomanda il tuo brand
I risultati dell’AIO sono già misurabili. Per un cliente nel settore dei serramenti e delle porte per garage, seguito dall’agenzia da oltre dieci anni con servizi di SEO, Google Ads, Meta Ads e sviluppo web, l’implementazione di una strategia AIO completa ha portato il brand a essere raccomandato da Gemini e ChatGPT come punto di riferimento nella propria area geografica. Prima dell’intervento, nonostante una valutazione media di 4,9 stelle su Google e anni di attività sul territorio, il brand era completamente assente dalle risposte AI.
I numeri raccontano l’impatto di una strategia digitale integrata: 187 keyword posizionate in prima pagina su Google, una crescita del traffico organico del 100% anno su anno, un incremento del 25% dei lead provenienti da fonti AI e un valore stimato di 500.000 euro al mese in preventivi generati attraverso i configuratori di prodotto sviluppati dall’agenzia.
Questo dimostra che la reputazione offline e il posizionamento SEO tradizionale, da soli, non bastano più. Serve un lavoro specifico di ottimizzazione per le intelligenze artificiali, ma i risultati migliori si ottengono quando l’AIO è parte di un ecosistema digitale completo: SEO, advertising, contenuti e sviluppo tecnico lavorano insieme per costruire l’autorità che le AI cercano.
L’e-commerce entra nelle conversazioni AI
La convergenza tra AI e commercio elettronico è già realtà operativa. A marzo 2026, Shopify ha lanciato gli Agentic Storefronts, una funzionalità che consente di rendere il catalogo prodotti acquistabile direttamente all’interno di ChatGPT, senza reindirizzamenti esterni. Attraverso il nuovo Universal Commerce Protocol, co-sviluppato con Google, i prodotti sono ora acquistabili anche su Microsoft Copilot, AI Mode nella Ricerca Google e nell’app Gemini.
Per le aziende italiane che operano nell’e-commerce, l’ottimizzazione per le intelligenze artificiali diventa un canale di vendita diretto, non più solo di visibilità. Le agenzie che offrono un approccio full-stack — dallo sviluppo dell’e-commerce alla gestione delle campagne pubblicitarie, dalla SEO alla content creation fino all’AI Optimization — sono quelle meglio posizionate per aiutare i merchant a presidiare questo nuovo canale.
SEO, AIO e GEO: tre sigle, una strategia integrata
L’AI Optimization non sostituisce la SEO tradizionale, ma la completa. Il 63% dei professionisti SEO intervistati a livello globale ha dichiarato che le AI Overviews di Google hanno avuto un impatto positivo sul traffico organico. Chi lavora sulla propria identità digitale strutturata viene premiato sia dagli algoritmi tradizionali che dai sistemi AI: SEO, AIO e GEO si rafforzano a vicenda.
Il marketing digitale del 2026 richiede un approccio integrato che comprenda il posizionamento sui motori di ricerca tradizionali, la Generative Engine Optimization per le AI Overviews di Google, la gestione di campagne advertising performanti, una presenza social curata e l’ottimizzazione per i Large Language Model come ChatGPT, Claude e Gemini. In Italia, realtà come Immagina Group a Roma stanno già dimostrando che questo approccio integrato produce risultati concreti. Le agenzie e le aziende che sapranno unire queste dimensioni avranno un accesso privilegiato al nuovo flusso di clienti che passa attraverso le raccomandazioni AI.