Fastweb + Vodafone ha inviato una diffida formale a Iliad chiedendo l’immediata sospensione della nuova campagna pubblicitaria con protagonista Megan Gale, volto storico degli spot Omnitel prima e Vodafone poi tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. A renderlo noto è stato l'amministratore delegato di iliad Benedetto Levi in un post Linkedin (leggi qui), dove ha pubblicato la lettera di Fastweb + Vodafone commentandola con queste parole: "Tutto cambia. Tutti possono cambiare. Ma non a tutti il cambiamento piace 😏 E a voi?".
Al centro della contestazione c’è il forte richiamo evocativo costruito dallo spot Iliad, che punta chiaramente sulla memoria collettiva legata alla storica testimonial. Nella pubblicità, Megan Gale passeggia per le strade di Milano e viene riconosciuta dai passanti proprio per il suo passato da protagonista delle campagne Omnitel e Vodafone. A chi le chiede cosa ci faccia in quello spot, la modella risponde di aver “deciso di cambiare”, entrando poi in un punto vendita Iliad e scegliendo l’operatore “perché è per sempre”.
Secondo Fastweb + Vodafone, il messaggio suggerirebbe in modo implicito un passaggio simbolico della storica testimonial dal brand Vodafone a Iliad, sfruttando indebitamente l’associazione costruita negli anni tra Megan Gale e il marchio telefonico. Un ulteriore elemento contestato riguarda l’abbigliamento rosso indossato dalla modella, colore distintivo che identifica Vodafone sul mercato italiano da oltre vent’anni.
Nella lettera, il gruppo tlc che fa capo a Swisscom sostiene che la campagna violerebbe diverse norme del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale, realizzando un agganciamento alla notorietà del brand Vodafone con una comparazione ritenuta suggestiva e scorretta a vantaggio di Iliad. Viene inoltre richiamata l’ipotesi di concorrenza sleale ai sensi dell’articolo 2598 del Codice civile.
Per queste ragioni, Fastweb+Vodafone ha intimato a Iliad di interrompere immediatamente la diffusione dello spot su tutti i mezzi, inclusi social e canali digitali, chiedendo una conferma entro 24 ore e riservandosi, in caso contrario, di agire nelle sedi competenti.