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29/11/2023
di Caterina Varpi

MFE, la raccolta di Mediaset tra il +1,5% e il +2% nel 2023. Berlusconi: «Lavoriamo per migliorare l'utile del 2022»

A novembre la pubblicità aumenta del 9%, mentre per i profitti il gruppo conta di «confermare e se possibile superare il risultato dello scorso anno», che era stato pari a 216 milioni di euro

Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi

«È presto per dire come chiuderemo l'anno ma ci sono segnali di ottimismo. La raccolta pubblicitaria a ottobre ha chiuso con un crescita dell'8,3% mentre novembre aumenterà del 9%», ha detto Pier Silvio Berlusconi, Amministratore Delegato di Mfe-Mediaset, incontrando oggi al stampa per fare il punto sui primi tre mesi della stagione televisiva del gruppo. Per quando riguarda la raccolta pubblicitaria dell'intero 2023, «stimiamo una chiusura intorno tra il +1,5% e il +2%, che va a migliorare la precedente stima del +1, +1,5%», ha dichiarato Stefano Sala, a.d. di Publitalia '80, concessionaria del gruppo, a margine dell'incontro.

«È una bella notizia», ha aggiunto Berlusconi ricordando che a inizio anno le stime di mercato prevedevano un trend del -1,5%, -2% per l'Italia, con numeri ancora più negativi per la Spagna. 

Valutazioni positive anche riguardo all'utile: «Stiamo lavorando per confermare e se possibile superare l'utile netto del 2022, che era arrivato a 216 milioni di euro.

Il manager ha commentato i risultati dei primi nove mesi dell'anno, «un ottimo bilancio, nonostante quello che stiamo per chiudere è uno degli anni più complicati della storia. Poco dopo inizio dell'anno ci mancavano 90 milioni di euro: abbiamo lavorato su tutto quello che si poteva fare e siamo arrivati al miglioramento. Abbiamo cercato efficienza in qualsiasi ambito e abbiamo rimodulato il palinsesto. Non ci sono stati in ogni caso tagli agli investimenti sul prodotto e nemmeno sull'occupazione. Abbiamo provato ad accelerare sulle sinergie con le attività spagnole e ci siamo riusciti: abbiamo già realizzato circa la metà di quelle previste, per un valore tra i 27 e i 30 milioni».

Bene anche gli ascolti, che sono cresciuti nell'ultimo anno sia per quanto riguarda la tv tradizionale sia per la total audience: «I nostri ottimi risultati in termini di ascolto non sono una novità, ma partono da lontano. Abbiamo cambiato marcia tra il 2020 e il 2021, tentando di alzare il livello quantitativo e qualitativo della nostra offerta». 

Rispondendo a una domanda sui rapporti con Vivendi, gruppo francese con il quale c'è stata una lunga battaglia, Berlusconi ha commentato: «Sono rapporti cordiali. Loro stanno rispettando il loro ruolo di socio silente: per il futuro non vedo grandi prospettive ma 'mai dire mai'». Vivendi, che ha circa il 23% della società, non esce definitivamente dall'azionariato in quanto i prezzi di Borsa di Mfe-Mediaset non sono ai livelli previsti dagli accordi. «Mfe-Mediaset dall'inizio dell'anno in Piazza Affari è cresciuta del 18%, mentre la media dei broadcaster televisivi europei è in calo tra il 16 e il 18%». 

Coppa Italia, un investimento da 51 milioni di euro

La conferenza è stata anche l'occasione per parlare dei diritti televisivi legati al calcio: «Siamo riusciti a prendere di nuovo la Coppa Italia, mentre la Champions League è arrivata a cifre non più sostenibili. La Coppa Italia è un prodotto molto importante, l'abbiamo confermata fino al 2027, con il pagamento di 51 milioni di euro, 3 più della volta scorsa ma con 2 partite in più. Ci sono poi dei bonus legati al prodotto migliore per favorire la nostra raccolta». 

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