Il nuovo stadio di Milan e Inter avrà un nuovo nome e un partner di primo piano: si chiamerà Generali Stadium. La compagnia assicurativa triestina ha infatti raggiunto un accordo con la joint venture costituita dai due club milanesi per acquisire i diritti di denominazione del futuro impianto, attraverso un’intesa del valore complessivo di 650 milioni di euro per 25 anni.
L'operazione si traduce in un investimento medio di circa 26 milioni di euro all'anno e rappresenta una delle partnership commerciali più rilevanti nel panorama italiano dello sport. Per Generali si tratta di un'importante occasione di posizionamento del brand attraverso una piattaforma destinata a diventare uno dei principali luoghi di aggregazione sportiva e di intrattenimento del Paese.
«Generali Stadium sarà un nuovo simbolo di Milano e con il nostro impegno vogliamo esprimere la fiducia nel continuo progresso della città e di tutto il Paese», ha dichiarato la compagnia, sottolineando il valore strategico dell'iniziativa anche sul piano della relazione con il territorio.
Naming rights, una leva strategica per il business dei club
L'accordo con Generali rappresenta un tassello centrale nel piano di valorizzazione commerciale del nuovo impianto. Per Milan e Inter, infatti, lo stadio non sarà soltanto la casa delle due squadre, ma un asset fondamentale per diversificare le fonti di ricavo e rafforzare la competitività economica rispetto ai principali club europei. Il business plan delineato dalle due società prevede ricavi complessivi pari a 120 milioni di euro a stagione: 80 milioni derivanti dalle attività legate direttamente allo stadio e altri 40 milioni dalle iniziative commerciali. Una strategia che punta a sfruttare il potenziale dell'impianto durante tutto l'anno, andando oltre il calendario delle partite e integrando nuove opportunità legate a eventi, hospitality, servizi ed esperienze per il pubblico.
L'operazione si inserisce inoltre in un mercato italiano nel quale il naming dei principali impianti sportivi è già legato a grandi marchi. Tra gli esempi figurano l'Allianz Stadium della Juventus a Torino, la New Balance Arena dell'Atalanta a Bergamo, il Mapei Stadium di Reggio Emilia, il Bluenergy Stadium di Udine e l'Unipol Domus di Cagliari.
Un nuovo impianto da 71.500 posti firmato Foster + Partners e Manica
Il progetto nasce da una visione di lungo periodo condivisa dai due club e dalle rispettive proprietà: RedBird Capital Partners per il Milan e Oaktree, parte della piattaforma di credito di Brookfield, per l'Inter.
La visione architettonica del nuovo stadio porta la firma di Foster + Partners e Manica, due studi internazionali guidati rispettivamente da Lord Norman Foster, tra i protagonisti più autorevoli dell'architettura contemporanea, e David Manica, riferimento nella progettazione di impianti sportivi all'avanguardia. I due professionisti sono legati da una collaborazione che risale al progetto del nuovo Wembley Stadium di Londra.
Il Generali Stadium avrà una capienza di 71.500 spettatori e sarà caratterizzato da un progetto architettonico riconoscibile, con una struttura esterna diagonale e incrociata, pensata per richiamare la forma di punte di lancia. L'impianto sarà realizzato su un podio, così da risultare visibile anche a distanza, e avrà una configurazione a catino per favorire la vicinanza tra spalti e terreno di gioco.
Le dimensioni previste sono importanti: 60 metri di altezza e 270 metri di lunghezza. Il progetto si inserisce in un più ampio intervento di rigenerazione urbana che interesserà una superficie di 281mila metri quadrati.
Secondo il cronoprogramma, i lavori dovrebbero iniziare nel 2028, mentre l'apertura del nuovo stadio è prevista per la stagione 2031-2032. L'impianto sarà inoltre destinato a ospitare alcune partite dei Campionati Europei di calcio organizzati da Italia e Turchia.