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30/09/2026
di Teresa Nappi

Podcast, in Italia gli ascoltatori salgono a 18,5 milioni. I social guidano la scoperta dei contenuti

La ricerca NielsenIQ per Audible rileva una crescita del pubblico del 3% rispetto al 2025 e dell’80% dal 2018. I 25-34enni sono il pubblico più coinvolto; informazione, approfondimento e intrattenimento guidano l’ascolto

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Sono 18,5 milioni gli italiani che nell’ultimo anno hanno ascoltato almeno un podcast, oltre 500 mila in più rispetto al 2025, con una crescita di circa il 3%. Dal 2018, quando gli ascoltatori erano 10,3 milioni, la platea è aumentata dell’80%.

È quanto emerge dalla ricerca NielsenIQ realizzata per Audible, società Amazon attiva nella produzione e distribuzione di audiolibri, podcast e serie audio, e diffusa in occasione della Giornata Internazionale del Podcast. L’indagine, condotta su un campione di 1.000 italiani maggiorenni rappresentativo per sesso, età e area geografica, analizza le abitudini di ascolto e le tendenze del settore nel suo complesso.

Accanto alla crescita del pubblico, la ricerca evidenzia il ruolo dei social media come principale canale di scoperta di nuovi podcast, davanti al passaparola e agli altri siti internet. Informarsi e approfondire restano le motivazioni più citate, mentre l’intrattenimento registra una percentuale quasi equivalente.

I 25-34enni sono il pubblico più coinvolto

La frequenza media rilevata è di cinque ascolti al mese, con sessioni della durata media di 26,9 minuti. I più assidui si concentrano nelle fasce giovani della popolazione: in particolare, i 25-34enni risultano il pubblico più coinvolto nel 2026.

Podcast e audiolibri condividono inoltre una parte consistente della platea: circa sei ascoltatori su dieci fruiscono di entrambi i formati.

L’ascolto trova spazio anche nelle famiglie. Il 37% dei genitori dichiara che i propri figli ascoltano podcast; la ricerca indica inoltre i genitori come figure che introducono i figli al formato nel 45% dei casi, privilegiando contenuti educativi e racconti moderni.

Tema, genere e narratore orientano la scelta

Il tema trattato è il principale criterio di scelta, indicato dal 72%, seguito dal genere (62%) e dal narratore (51%). La scoperta passa soprattutto dai social, mentre le motivazioni di ascolto mostrano un equilibrio tra esigenze informative e svago: la voglia di informarsi è citata dal 43%, quella di approfondire dal 42% e la ricerca di intrattenimento dal 41%.

Tra i generi preferiti figurano i podcast di approfondimento (41%), seguiti da news e attualità (40%), inchieste e reportage (36%) e crime (35%).

La ricerca rileva anche interesse per contenuti che ampliano universi narrativi già conosciuti: un ascoltatore su cinque si dice interessato a prequel, sequel e spin-off di libri, film, serie TV, spettacoli teatrali o graphic novel. Tra questi, il 58% preferisce storie che proseguono le avventure dei protagonisti, contro il 42% che guarda ai personaggi secondari.

La casa resta il luogo principale, il multitasking il vantaggio più citato

La casa è il luogo privilegiato per l’ascolto (79%), seguita dagli spostamenti quotidiani (56%). I tragitti in automobile sono indicati dal 35%. Tra i momenti preferiti figurano il rientro dal lavoro (38%), la sera prima di dormire (36%) e il weekend (31%).

La possibilità di ascoltare mentre si svolgono altre attività è uno dei principali vantaggi del formato per il 71% degli intervistati. Seguono la possibilità di selezionare gli argomenti di interesse (42%), la gratuità rispetto ad altri media (38%) e il fatto di non affaticare ulteriormente la vista (27%).

Gli Audible Original più ascoltati sulla piattaforma

A corredo della ricerca, Audible presenta anche la classifica degli Audible Original più ascoltati su Audible.it tra gennaio e agosto 2026.

Al primo posto figura “Restiamo intelligenti” di Paolo Borzacchiello, seguito dall’adattamento audio di “Io uccido” di Giorgio Faletti e da “Le grandi battaglie della Storia” di Alessandro Barbero. Completano le prime cinque posizioni “Il potere dell’inganno” di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi e “Rancore” di Gianrico Carofiglio e Tommaso de Lorenzis.

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