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28/09/2026
di Mario Mancuso

L’Intelligenza Artificiale ridefinisce l’advertising: a Milano torna DV Impact di DoubleVerify

Trasparenza, protezione ed efficienza in tempo reale sono stati i temi al centro della terza edizione dell’evento. Focus sulle opportunità e le sfide per i brand nella “AI Advertising Era”

Torna a Milano DV Impact, l'appuntamento annuale promosso da DoubleVerify per offrire al mercato un momento di confronto strategico con i partner sui temi chiave dell'evoluzione del media digitale. Nella suggestiva cornice di Palazzo Parigi, la terza edizione milanese ha messo al centro della conversazione il fattore che più di tutti sta trasformando e influenzando il panorama digital: l'intelligenza artificiale.

L’evento ha raccolto numerosi spunti su come il settore stia vivendo un profondo cambiamento epocale e su come le aziende stiano lavorando per accompagnare questa transizione. L’integrazione dell’AI sta guidando una vera e propria rivoluzione nell'ecosistema digitale, dettando nuove regole su come si pianificano, gestiscono e misurano le campagne pubblicitarie, al punto che ormai si parla senza ombra di dubbio di una AI Advertising Era.

«Abbiamo sentito parlare di intelligenza artificiale, di agenti AI, sappiamo che questi strumenti influenzeranno le nostre decisioni e il nostro modo di vivere l'online», sottolinea Annalisa Schiavone a margine dell'evento. «Abbiamo però avuto conferma del fatto che gli aspetti fondamentali restano comunque la trasparenza e l'affidabilità dei partner con i quali affrontiamo questo cambiamento».

L’importanza dell’AI per gli advertiser e la sfida della qualità

Oggi l’intelligenza artificiale non rappresenta più un'opzione o un semplice valore aggiunto, ma un elemento imprescindibile per gli inserzionisti che vogliono rimanere competitivi sul mercato e tutelare i propri investimenti.

Come spiegato da Laetitia Zinetti: «L’AI non è più un’opzione. Sta diventando davvero essenziale per i brand garantire di mantenere contemporaneamente la giusta qualità dei contenuti e le performance della campagna».

La velocità di reazione è diventata decisiva, in particolare all'interno dei walled garden e delle grandi piattaforme su cui ogni minuto viene caricata una quantità imponente di contenuti. «I brand devono stare al passo, specialmente nei walled garden, nelle piattaforme in cui c’è un volume altissimo di contenuti e ogni minuto arrivano milioni di video». Si tratta quindi di una risposta che deve essere tempestiva: «Non parliamo di ore, ma di minuti per reagire, e questo non può essere fatto con un’ottimizzazione manuale», aggiunge Zinetti.

Accanto alle opportunità, emerge tuttavia la forte criticità legata alla proliferazione di contenuti a bassa qualità o sintetici generati dall’AI (come i deepfake o i contenuti spazzatura) e all'azione di bot sempre più sofisticati, fattori che rischiano di minare la fiducia degli utenti nei confronti del media digitale con evidenti ricadute commerciali per le aziende.

«La sfida più grande per i brand riguarda proprio la qualità», osserva ancora Zinetti. «Ovviamente l’AI è molto rapida e creativa nel generare contenuti falsi e di basso valore, e oggi ci sono bot che agiscono come persone reali. Se i brand non riescono a intercettarli in tempo reale, sprecano denaro e perdono valore dalla loro spesa pubblicitaria. Ed è qui che entra in gioco DoubleVerify».

Gli obiettivi di DoubleVerify nella AI Advertising Era

In questo scenario complesso, il ruolo di DoubleVerify è quello di rispondere alla tecnologia con la tecnologia, impiegando l'AI per identificare e bloccare in tempo reale frodi, bot e contenuti inappropriati prima che possano impattare negativamente sulle campagne o sui budget degli advertiser. «Utilizziamo a nostra volta l’AI per intercettare questi contenuti di scarsa qualità e i bot dannosi prima che tocchino la campagna, e stiamo lavorando per portare la stessa protezione anche in spazi come le piattaforme di chat AI», conclude Zinetti, riassumendo la visione e la missione dell'azienda. «L’obiettivo che abbiamo in DoubleVerify è proprio quello di proteggere i brand, farli muovere più velocemente con l’AI e farlo in modo sicuro».

Guarda il video completo dell'intervista in apertura dell'articolo.

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