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05/11/2026
di Alessandra La Rosa

Freeda, il progetto riprende vita: riattivati i profili social. Ora focus su fanbase e partnership commerciali

Acquistato dal gruppo di investimento canadese Malar Group, il brand punta al consolidamento dei suoi mercati chiave e all'ampliamento dei contenuti

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Con un reel e un post su Instagram, riprendente vita la storia di Freeda, la media company e digital publisher italiana focalizzata sul pubblico femminile della GenZ e dei Millennial.

“Freeda ha dei nuovi proprietari e una nuova gestione - si legge nel post -. La sua storia ha attraversato alti e bassi, e riconosciamo il contributo di tutte le persone che ne hanno fatto parte lungo il percorso. Oggi guardiamo al futuro con nuova energia ed entusiasmo per ciò che Freeda potrà diventare. Verso nuovi traguardi, insieme”. 

Comincia così un nuovo capito della storia del progetto editoriale, creato a Milano alla fine del 2016 da un'idea di Andrea Scotti Calderini (ex manager di Publitalia) e Gianluigi Casole (proveniente dal mondo del private equity e del venture capital), e tra le prime realtà a scommettere su un modello di distributed media completamente social-first. Nata per intercettare il pubblico femminile di Millennial e Generazione Z con contenuti incentrati su empowerment, inclusività e rottura degli stereotipi, la media company si è rapidamente imposta nel panorama digitale, sostenuta da importanti round di investimento (come i 10 milioni di dollari raccolti nel 2018) che ne hanno guidato l'espansione internazionale in Spagna e Regno Unito e la trasformazione in un'agenzia strategica per i brand. 


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Dopo anni di crescita e di affermata presenza sul mercato del branded content, l'azienda è andata incontro a una profonda crisi dovuta al mutamento degli algoritmi social e alla saturazione del proprio modello di business. La parabola della società madre, AG Digital Media S.p.A., si è così conclusa tra la fine del 2024 e la prima metà del 2025, sfociando nella liquidazione volontaria prima e nell'apertura della procedura di liquidazione giudiziale al Tribunale di Milano poi. Il marchio e i suoi asset digitali da oltre 6 milioni di follower sono stati infine messi all'asta e rilevati lo scorso luglio dal gruppo di investimento canadese Malar Group, guidato dal CEO Sayan Navaratnam, che ha adesso avviato il piano di rilancio editoriale del brand con la riattivazione ufficiale dei profili social.

“Sotto la proprietà di Malar Group - raccontava Malar Group nella nota di annuncio dell’acquisizione -, Freeda rilancerà i propri canali social grazie a nuovi investimenti sulle storie di donne reali e su quella voce autentica che ne ha costruito la community. Il brand entra così in una nuova fase incentrata sul consolidamento dei suoi mercati chiave, sull'ampliamento dei contenuti e sulla crescita sia della propria fanbase sia delle partnership commerciali. Malar Group intende operare come un partner attivo in questo nuovo capitolo, unendo risorse finanziarie e supporto strategico diretto per riaffermare il ruolo di Freeda come voce di riferimento per le donne in Europa”.

La sfida per la nuova proprietà sarà ora complessa ma decisiva: ricostruire la credibilità del brand e riconquistare la fiducia di una community estremamente attenta all'autenticità dei messaggi. Il tutto in un contesto mediatico profondamente cambiato rispetto agli anni d'oro del suo esordio.

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